Costi troppo alti, StMicroelectronics cede parte delle operation

Il Ceo Bozotti ha affermato che a causa del cambio euro-dollaro la società deve tagliare ancora le spese. Per questo, venderà o eliminerà da 3 a 5 delle 30 unità oggi attive. Entro il 2010 cederà poi in outsourcing il 20% del manufacturing

La riorganizzazione messa in atto negli anni scorsi non è stata sufficiente
e quindi StMicroelectronics si trova nella condizione di dover ulteriormente
tagliare i costi. Questo è quanto ha affermato in un’intervista al Financial
Times il Ceo della società Carlo Bozotti, il quale ha precisato che la prima mossa
sarà la vendita o la chiusura di un altro 10-15% delle operation in Europa. In
pratica, da 3 a
5 delle 30 unità oggi attive.

Dobbiamo fare qualche altra potatura – ha affermato precisato Bozotti -. In
passato abbiamo preso diverse contromisure, ma il tasso di cambio euro-dollaro ci
sta creando seri problemi
”.

Bozotti ha sottolineato che le vendite dell’azienda sono in dollari, ma il
40% dei costi del manufacturing e i due terzi delle attività di ricerca e
sviluppo sono in euro. Questo, negli ultimi trimestri, per StMicroelectronics ha
significato un aumento dei costi costante di circa il 5% e quindi una continua
erosione dei profitti, portando la società a una perdita di 84 milioni di dollari.

Oltre alla cessione di parte delle operation, che è auspicato avvenga entro pochi
mesi, Bozotti ha accennato all’intenzione di cedere in outsourcing il 20% delle
attività di manufacturing entro il 2010.

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