Business intelligence per 4 su 10

Secondo la Sda Bocconi il 39% delle aziende italiane investe in analisi di dati e prestazioni. Per l’uso efficace la componente umana rimane fondamentale.

Quasi 4 imprese italiane su 10 dedicano alla Business intelligence una parte specifica del proprio budget. Di queste, il 72% lo aumenterà nei prossimi tre anni e il 23,4% le manterrà costanti (ossia meno del 5% pensa a disinvestire). Lo riporta una ricerca dell’Osservatorio Business Intelligence della Sda Bocconi.

Secondo Paolo Pasini, responsabile scientifico dell’Osservatorio, il fatto che il 39% delle imprese italiane dedichi una parte specifica del proprio budget It alla Bi e al Business Performance Management e che buona parte di queste intenda aumentare le risorse destinate all’analisi delle informazioni è confortante, anche se la diffusione non riguarda tutti i settori economici e tutte le aree geografiche. Il tasso di penetrazione di questi sistemi, infatti, avrebbe raggiunto il 21% se si considera la popolazione dei potenziali utenti di Bi.

I dati che sono stati fotografati da una ricerca condotta su un campione di 180 aziende (il 22% delle quali quotate in borsa) dalla Sda Bocconi raffigurano un sostanziale cambio di rotta rispetto al passato nella considerazione di questi sistemi da parte del management.

Come riporta una nota dell’Ateneo milanese, secondo la coordinatrice dell’Osservatorio, Angela Perego, le imprese hanno capito che la navigazione a braccio, senza o con un ridotto utilizzo dei sistemi di analisi delle performance aziendali, non produce risultati apprezzabili.

A riprova c’è il fatto che tra le aziende che aumenteranno il budget quelle più convinte sembrano essere quelle di dimensioni minori, che punteranno di più, nei prossimi tre anni, sull’innovazione (il 33% aumenterà il budget del 20%).

La ricerca Sda ha evidenziato che i sistemi di Bi sono più forti nelle aree dell’amministrazione e controllo, della direzione generale e nelle vendite, mentre il marketing risulta poco soddisfatto delle piattaforme in uso.

All’interno dell’organizzazione aziendale nel 64% dei casi la responsabilità della Business intelligence afferisce ancora all’area It, peraltro l’utilizzatore dei dati è sempre più coinvolto e condivide l’efficacia e la responsabilità del sistema di Bi con il responsabile It.

Questo è uno dei motivi per cui c’è la tendenza a creare competence center, unità organizzative che mettano insieme utenti delle diverse aree aziendali e specialisti It.
Altre spinte riguardano il fatto che le linee guida sulla Bi debbano giungere dall’alto (fattore indicato come ancora critico nell’89% dei casi) e la necessità di mettere a punto un piano aziendale specifico per la Bi e il Bpm (indicato nel 62% dei casi) e un quadro di Bi Governance, evitando una diffusione a macchia di leopardo.

Secondo Pasini, si legge sempre nella nota, i fattori di successo di Bi e Bpm non stanno nella tecnologia, ma nelle risorse umane, economiche, di conoscenza e di capacità manageriale che le aziende creano.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome