L’esperienza di c-team

Giuliano Caldiroli, amministratore delegato di c-team è intervenuto al dibattito pur ponendosi «a un livello più “basso” delle vostre realtà» spiega. Un’azienda anomala, rispetto alle altre presenti all’incontro, in quanto fa parte di un gruppo di impr …

Giuliano Caldiroli, amministratore delegato di c-team è intervenuto al dibattito pur ponendosi «a un livello più “basso” delle vostre realtà» spiega.

Un’azienda anomala, rispetto alle altre presenti all’incontro, in quanto fa parte di un gruppo di imprese che si definiscono abilitatori di partnership. Si occupano di marketing, ingegneria integrata, Ict, mettendo insieme le competenze di chi fa parte del gruppo. «Siamo un consorzio “disgregato”. Ci appoggiamo – specifica – a sei aziende stabili e altre quattro o cinque occasionali. Non ci occupiamo direttamente di business continuity, ma lavoriamo al livello dell’infrastruttura sulla quale, poi, si realizzano le soluzioni da voi porposte. Riscontriamo molte carenze culturali. Chi disegna bene un sistema di disaster recovery si trova, poi, di fronte ad aziende che ancora non sono pronte a implementare tutto questo e che si rifiutano addirittura di fare i test, benché le certificazioni lo richiedano. Alcuni dei nostri clienti, e non parlo di piccolissime aziende, non hanno nemmeno l’Ups!».

Caldiroli manifesta, comunque, l’interesse e l’opportunità di lavorare con le realtà presenti per proporre progetti completi.

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