Telecom: un piano industriale al risparmio

Presentato il piano industriale triennale. Il 2008 risente ancora dell’effetto Bersani e dell’effetto Ue.

Quindici miliardi di investimenti in tre anni. È questo uno dei dati salienti del piano industriale di Telecom Italia presentato in mattinata dall’amministratore delegato della società Franco Bernabè e dal presidente Gabriele Galateri di Genola.

Per il 2008, e limitatamente al mercato domestico, la società si attende ricavi nell’ordine dei 23 miliardi di euro, 15 dei quali ad appannaggio delle telecomunicazioni fisse: si tratta di una cifra inferiore rispetto al consolidato del 2007 e che ancora dovrebbe risentire degli effetti dei nuovi adempimenti regolatori, dal decreto Bersani al calo delle tariffe di roaming in Europa. L’Ebitda dovrebbe attestarsi intorno al 44%.

La tendenza negativa, secondo quanto si legge nella nota diffusa dalla società, dovrebbe continuare anche per il prossimo anno, mentre i segni di recupero dovrebbero essere visibili a partire dal 2010.

Sempre restando sul mercato domestico, importante resta l’impegno sul fronte della convergenza fisso-mobile, sulla crescita dei collegamenti a larga banda fissi e mobili e sulla penetrazione in “mercati adiacenti (come l’infomarica e i digital media) in cui le trasformazioni della tecnologia aprono nuove opportunità per un operatore TLC”.

Si conferma anche l’intenzione di migliorare l’approccio al business wholesale e di conseguenza i rapporti con gli altri operatori.

Per quanto riguarda la dimensione internazionale, intenzione dichiarata è rafforzare le attività in Brasile e Argentina e crescere in Germania, integrando Broadband Service Provider e Operatore Mobile Virtuale.

Il piano prevede massima attenzione ai costi e alle efficienze: obiettivo, in tre anni, arrivare a una riduzione complessiva, a livello di Gruppo, di 1,2 miliardi di euro.

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