Open Access è la chiave della riorganizzazione Telecom

Un nuovo assetto organizzativo consente di evitare lo scorporo della rete fissa. E nel management arriva il Cio.

In serata, Telecom ha annunciato una importante ridefinizione delle sue strutture tecnologiche e di rete. Una mossa che la società presenta come tappa di un percorso di riorganizzazione interna ma che il mercato legge come risposta alle richieste dell’Autorità per le Comunicazioni e come soluzione per evitare lo scorporo della rete fissa.

La nuova organizzazione ha l’obiettivo, come si legge sul comunicato ufficiale, “di aumentare l’efficienza, sviluppare l’innovazione, ridurre i costi e dare maggiore trasparenza alla rete d’accesso“.

Fondamentale nel nuovo assetto è la creazione della nuova direzione Technology & Operations, sotto la guida di Stefano Pileri, a sua volta articolata in quattro strutture.
Tra queste, Open Access sarà chiamata a gestire in modo indipendente e trasparente tutta la rete d’accesso di Telecom Italia.

L’attività di Open Access sarà completamente autonoma e separata da quella delle funzioni commerciali del Gruppo“, si legge nel comunicato. Questo significa, in concreto, che Open Access si occuperà dello sviluppo e della manutenzione delle infrastrutture della rete di accesso, nonchè del presidio dei processi di attivazione e assistenza dei relativi servizi, avendo come interlocutori sia altri operatori sia i clienti interni.
Ed è quest’ultimo punto che vede Telecom rispondere concretamente alle indicazioni da oltre due anni espresse dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Le altre strutture create all’interno della nuova divisione sono Network, che si occuperà di innovazione tecnologica, pianificazione tecnica e architetturale, attività di sviluppo, realizzazione e manutenzione della piattaforma di backbone e delle relative piattaforme regionali; Information Technology, che si occuperà di innovazione, sviluppo ed esercizio delle infrastrutture e dei sistemi informativi; Technical Infrastructures, che garantirà il presidio integrato delle infrastrutture tecniche e si occuperà di facility management.

In questo nuovo quadro organizzativo assume peso la figura manageriale del Chief Information Officer, il cui compito sarà guidare la divisione Information Technology.

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