Virtualizzare anche la stampa

La virtualizzazione è una soluzione ai problemi della gestione separata delle stampanti. Un modello centralizzato consente di ridurre il costo ed è vantaggioso per tutti: Edp, amministrazione e utente.

In questo spazio (Techne – Con parole mie) i protagonisti della tecnologia raccontano e si raccontano, portando alla luce la miscela virtuosa di tecnica ed esperienza al servizio delle esigenze dell’utenza. Parlano sulla base della conoscenza, evitando di fare riferimento alla propria produzione, bensì portando il discorso su un piano generale e fruibile da tutti.

Se si ha la possibilità di verificare tutte le stampanti connesse alla rete si rimane sorpresi dell’incredibile varietà dei dispositivi presenti. Alcuni, infatti, sono probabilmente stampanti di rete, altri invece dispositivi indipendenti.
Si possono trovare stampanti a colori, getto d’inchiostro, laser e forse anche alcuni multifunzione. Ma nessuno di questi dispositivi condivide mai gli stessi driver, toner o addirittura la stessa carta.

Se poi si fa una verifica più approfondita, ci si accorge che la maggior parte di questi sistemi è stata acquistata in funzione delle contingenze, delle singole necessità, e probabilmente sulla base delle funzioni e del prezzo.

Analizzando invece il costo totale di possesso (Tco), che include il costo di tutti i consumabili utilizzati nell’arco del ciclo di vita della stampante, il costo del mantenimento delle scorte di consumabili oltre ai costi legati alla gestione e ai diversi interventi di manutenzione, emerge che la spesa iniziale rappresenta una minima frazione di quella reale e totale legata al possesso di una stampante.

La risposta al problema è costituita dalla virtualizzazione delle stampanti: una soluzione centralizzata e standardizzata che tiene conto anche del Tco relativo ai vari dispositivi.

In questo momento la virtualizzazione dei server è in continua evoluzione; utilizzando il software apposito, infatti, è possibile fare in modo che un unico grande server svolga il lavoro di molti piccoli: una tecnica che può essere applicata in maniera analoga al mondo della stampa.

Implementando la virtualizzazione delle stampanti si passa a un modello shared-printer, in base al quale gli utenti stampano su una stampante workgroup più potente o su una unità multifunzione di fascia workgroup. Queste sono più veloci, più utilizzate e più gestibili; oltretutto standardizzandosi su un numero limitato di tipologie di dispositivi si riscontrano benefici anche sul fronte dei costi di manutenzione e dei consumabili.

In genere il Tco finale può arrivare a una riduzione addirittura del 30%.

I vantaggi ottenuti vengono percepiti non solo a livello di dipartimenti It e di redditività complessiva dell’azienda, ma anche di utenti finali. Il fatto di standardizzarsi su un ristretto gruppo di stampanti significa dover effettuare il setup di pochi driver su ciascun dispositivo di rete: gli utenti potranno continuare a stampare sulla stampante più vicina senza prima dover recuperare e installare nuovi driver.
Inoltre, i grandi dispositivi tendono generalmente a offrire funzionalità più utili quali la stampa fronte/retro, password per la stampa sicura dei documenti, il colore, oltre a essere più veloci e garantire una qualità superiore che permette un output di livello professionale.

(*)General Office and Channel Manager InfoPrint Solutions

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