Il valore delle cose

Ovvero, tra reale e percepito ai tempi di Internet.

Ci piace riprendere qui l’argomento di un post del blog tecnologico del Financial Times, a proposito dei domini Internet, che a propria volta riprende Bloomberg (insomma, stiamo parlando del Gotha della comunicazione finanziaria mondiale).

Pare che l’asta relativa al dominio wallstreet.com, tenutasi in Florida lo scorso fine settimana, abbia raggiunto la cifra di 3 milioni di dollari. Parziale delusione: chi lo vendeva si aspettava di ricavarne fra i 4 e i 5.
 
Il dominio è stato usato dal 1999 al 2003 come un sito per scommesse. Quattro anni fa il casinò caraibico che lo deteneva lo vendette per 2,3 milioni di dollari.
 Dopodiché è rimasto inattivo, scopo speculazione.

Non si sa chi sia l’attuale detentore (pare si tratti di un imprenditore del Web europeo). Ma già si conosce la sua intenzione a rimetterlo all’asta.

Durante la stessa battuta d’asta sono stati piazzati computer.com, per 2,2 milioni di dollari, e investment.com, per 900mila bigliettoni.

Un’altra cosa non si sa: chi abbia acquistato lo scorso maggio, sempre con lo stesso meccanismo dell’asta, porn.com. Per 9,5 milioni di dollari però.
 Quindi la borsa vale un terzo di qualcos’altro.
Almeno su Internet.
E se il Web è la metafora della vita, vuol dire che torneremo all’epoca del Decamerone.
E anche un pò di Brancaleone. Come italiani, la cosa ci si confà.

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