Solo un italiano su quattro pensa che l’It faccia bene alle aziende al punto da renderle affidabili. Lo dice una ricerca del Ponemon Institute.
La fiducia da parte dei consumatori può essere compromessa se le aziende non innovano. Emerge dalla ricerca Trusted Enterprise, promossa da Unisys e condotta dal Ponemon Institute, società di ricerca esperta in materia di privacy e sicurezza, intervistando 3.169 consumatori maggiorenni in Italia, Francia, Germania, Olanda, Spagna, Belgio e Svezia e 500 nel Regno Unito (con l’aiuto di Ipsos Mori). Le percentuali totali di risposta sono state del 5-6%.
L’indagine chiedeva di assegnare un punteggio, utilizzando una scala di giudizio da 1 a 5 da “molto importante” a “irrilevante”, a 28 aspetti capaci di generare o erodere il livello di fiducia riposto in un’azienda. Gli intervistati hanno anche assegnato le priorità in base ai diversi settori di mercato. Esperti di fiducia, etica, sicurezza e discipline correlate hanno sviluppato gli strumenti del sondaggio testandoli per verificarne la comprensione, la difficoltà e la validità.
Nella fase iniziale della ricerca è stato chiesto ai consumatori di associare un attributo positivo al termine fiducia, scegliendo tra quattro indicazioni: innovazione, riduzione dei rischi, prudenza economica e rispetto dell’etica.
Gli italiani, in particolare, hanno indicato come principale attributo “l’innovazione”.
Lo studio ha poi sondato l’opinione dei consumatori rispetto a 28 aspetti capaci di generare o erodere il livello di fiducia riposto in un’azienda, per arrivare ad analizzare l’impatto che aspetti quali fiducia, privacy e sicurezza possono avere nel rapportarsi alle aziende.
È emerso che, mentre il 75% dei britannici pensa che l’affidabilità It sia un importante elemento di fiducia per valutare un’azienda, mediamente solo il 42% dei consumatori è di questa opinione nell’Europa Continentale e nel nostro Paese il dato raggiunge il valore più basso: solo il 27% degli italiani considera l’affidabilità dell’It essenziale ai fini della fiducia.
Sembra, quindi, che i nostri connazionali non siano ancora consapevoli dei vantaggi che la tecnologia può portare alla loro vita quotidiana.
Riguardo a che tecnologie adottare per salvaguardare le informazioni personali, la biometria è ritenuta molto valida da ben tre quarti dei consumatori europei, che la vedono come una tecnologia capace di generare fiducia. L’89% dei consumatori in Belgio, l’82% nel Regno Unito e il 61% in Italia considerano accettabile l’utilizzo di queste tecniche per la verifica dell’identità da parte di organizzazioni quali banche, fornitori di servizi di carte di credito, ospedali o Pubblica amministrazione. Per il 63% degli italiani la certezza che i dati siano al sicuro è la principale ragione a supporto dell’adozione delle tecnologie biometriche.
Tra i 30 settori di mercato che sono stati indicati ai consumatori dal Ponemon Institute, il settore bancario si è posizionato ai primi posti in Europa, mentre il mondo della tecnologia e dei servizi si colloca più in basso nella classifica.
Da noi, per esempio, tecnologia e servizi ottengono solo la ventiduesima posizione, contro il quinto posto in Gran Bretagna e Francia.
Alle ultime posizioni in tutta Europa, invece, ci sono il mercato delle telecomunicazioni e le compagnie aeree: due settori che si trovano a dover affrontare un’aspettativa molto elevata da parte dei consumatori in termini di affidabilità e quando vanno incontro a disservizi o criticità rischiano conseguenze negative e immediate sul livello di fiducia.





