Indagine Ipsos Mori: un italiano su tre compra da aziende che producono rispettando l’ambiente. I cinesi più sensibili di noi. Tedeschi maglia nera.
Oltre la metà dei consumatori vede di buon occhio quelle aziende che operano in maniera responsabile nei confronti dell’ambiente.
Risulta da un’inchiesta commissionata da Tandberg, il produttore scandinavo di sistemi di videocomunicazione, all’istituto di ricerca Ipsos Mori e condotta su una popolazione di oltre 16mila persone in quindici nazioni.
Un consumatore italiano su tre è della stessa opinione e ha maturato un sentimento positivo nei confronti di quelle imprese che vantano una buona reputazione ambientale, affermando di essere più disposto ad acquistarne prodotti e servizi.
Stupefacente il dato cinese, con due consumatori su tre che hanno la coscienza “verde”, mentre agli antipodi (Australia) si riscontra la media mondiale, 52%.
In Europa, generalmente, i numeri si riducono, con Germania, Regno Unito e Francia che registrano il 28%, 27% e 23% di propensione all’acquisto dettata dall’animo ecologico del produttore.
L’inchiesta mirava a comprendere l’approccio verso i cambiamenti climatici e, in particolare, a valutare come gli sforzi delle imprese per essere più responsabili da un punto di vista ambientale vengono percepiti dai consumatori e dagli stessi dipendenti.
Ed è proprio da parte di questi ultimi che si registra un dato notevole: oltre l’80% gli italiani ambirebbe lavorare per aziende “verdi”. Risultato simile in quasi tutti i paesi, tranne che per la Germania, dove il 30% degli intervistati non si è dimostrato né a favore, né contrario.
Interrogati sul modo con cui incoraggiare le aziende a essere più responsabili verso l’ambiente, Gli italiani ritengono che le iniziative di maggior successo siano i programmi di riciclaggio (49%), la produzione di materiali ecologici (39%) e la riduzione delle emissioni (39%).





