Un’indagine di Club Ti rileva che il livello di maturità raggiunto dalle tecnologie di convergenza digitale non ha fatto nascere applicazioni efficaci per il business.
Il Club Ti ha svolto un’indagine tra i responsabili Ict delle aziende associate che operano anche all’estero, per valutare la loro percezione delle opportunità offerte dalla convergenza delle tecnologie digitali.
Vista l’esiguità del campione non si può parlare di significatività dei risultati numerici, che però possono essere considerati comunque indicativi di un fenomeno, anche perché in alcune risposte gli schieramenti sono stati molto definiti.
Così è apparso chiaro che per le aziende l’impatto atteso è soprattutto di tipo tecnologico, piuttosto che applicativo, tranne il caso delle aziende più vicine al settore consumer. Infatti la convergenza viene vista principalmente come uno strumento per unificare la trasmissione di voce e dati su protocollo Ip, in particolare per realizzare soluzioni di messaggistica unificata, o per poter utilizzare in azienda indifferentemente i telefoni fissi o mobili.
Quanto alle applicazioni il campione si è mostrato fiducioso sulla possibilità di realizzare ambienti gestionali indipendenti dal dispositivo di accesso e di inserire la multimedialità nelle applicazioni aziendali. Criticate però le grandi infrastrutture comunicative internazionali, giudicate non adeguate alla domanda che si sta sviluppando.
Alla integrazione aziendale in mobilità, la Enterprise Mobile Integration, ci pensano in pochi e quasi nessuno l’ha realizzata: anche la semplice sincronizzazione dei dati non è ancora un problema del tutto risolto oppure è risolto in modo artigianale, con soluzioni fatte in casa.
Unica eccezione le applicazioni di posta elettronica e gli Sms, tanto da far dichiarare al responsabile dell’indagine, Renzo Passera, che le aziende rispondenti «si sono date la pena unicamente di trovare una soluzione alle esigenze di nomadismo aziendale».
>P>In definitiva, appare evidente il gap tra la maturità delle tecnologie e le implementazioni rilevate nelle aziende del campione, probabilmente a causa anche della scarsa proattività delle funzioni Ict aziendali, apparse focalizzate più sulla riduzione dei costi che sulla proposta di nuove applicazioni.
Ma anche i vendor hanno le loro colpe: «L’offerta – sottolinea Passera – è troppo segmentata ed è ancora orientata alla tecnologia, specie nei servizi, anche a causa dell’origine dei fornitori, in particolare le società di telecomunicazione».





