Tu chiamale se vuoi, emancipazioni

L’evoluzione dinamica di Bill Gates, lontana dai vecchi centridi gravità.

Trent’anni fa Lucio Battisti, accortosi di dover fare un salto di qualità,
incideva Io tu noi tutti, il disco “perfetto”, quello con dentro Si, viaggiare.


Ognuno ci vede quello che vuole nelle canzoni, ma qui l’inno
all’evoluzione, all’uscita dagli schemi, è sempre stato chiaro.

Quel
gran genio del nostro amico di Redmond in passato ha dimostrato più volte di
saper evolversi, fare autocritica, smentirsi, emanciparsi e ricollocarsi.

Ora lo sta rifacendo, anche in senso dinamico, spostandosi dal proprio
centro di gravità.

Due i casi: la migrazione della forza lavoro verso
Bellevue e l’apertura di datacenter al di fuori dallo storico campus, da
destinare ai Web service.

Nel giro di due anni una migrazione di quasi
5mila lavoratori stravolgerà le abitudini della bella cittadina che si affaccia
sul lago Washington, per occupare cinque edifici in un centro tutt’ora in
costruzione.
Risultati: il campus sarà sgravato dall’attuale
sovraffollamento, la linea d’aria con il capoluogo Seattle e con l’aereoporto di
Tacoma sarà più diretta, l’indotto su Bellevue non tarderà a far sentire i
propri effetti.

Proverbiale, infatti, è la vita del “redmondiano tipo”,
che lavora a progetto, va a lavorare quando si sente in piena forma per rendere,
e se gli va di farsi una partita di basket alle tre del pomeriggio la fa senza
troppi problemi. I

n tempi più brevi, invece, saranno attivi due
datacenter in cui Microsoft porterà le operazioni relative ai Web service, ossia
per competere con Google, quindi sul business che pare il più critico per Bill
Gates, e nessuno dei due è dietro casa.

Uno da oltre mezzo miliardo di
dollari è in progettazione a San Antonio, in Texas. Un altro, grande come cinque
campi da calcio, che assorbe elettricità pari a quella di una città di 40mila
abitazioni e capace di migliaia di server sarà attivo a giorni a Quincy, un
centro rurale di 5mila anime nel bel mezzo dello stato di Washington.

Un
posto tranquillo, in cui la comunità locale, seria e riconoscente, farà finta di
non sapere che nelle fibre sotto i piedi scorreranno miliardi di dollari di
informazioni.

L’America non finisce mai di stupirci per la semplicità e
l’immediatezza con cui gestisce questo genere di operazioni.

E Gates
dimostra, come sempre, di essere un perfetto americano.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome