Il genio italico non conosce il Web 2.0

Fino a oggi, almeno per quanto riguarda il mondo Internet, l’imprenditoria italiana non è riuscita a dar vita a idee originali e di successo.

La rivoluzione informatica con l’avvento di Internet e oggi il Web 2.0
lasciano poco spazio al genio italico.

Abituati a una imprenditoria
italiana che sapeva approfittare della svalutazione della lira, ma era anche
capace di imporsi per la qualità dei suoi prodotti e l’innovazione, fino a oggi,
soprattutto per quanto riguarda il mondo Internet, non siamo stati capaci di
sfornare idee di successo.

Abbiamo ottime software house che sfornano
eccellenti prodotti, ma alla fine non siamo capace di cercare una via originale.


Questo vale soprattutto per il Web dove abbiamo scimmiottato tutto ciò
che è arrivato dagli Stati Uniti.

Qui non si discute il fatto che un
Youtube non potrà mai essere insidiato da un sito italiano, ci mancherebbe, ma
che l’avvento di Internet non ha riproposto i meccanismi del passato quando
l’imprenditore italiano era famoso per la sua genialità.

D’altronde,
dopo un momento di difficoltà, le medie imprese della Penisola si sono date una
mossa e stanno riconquistando il loro spazio.

Il tessile del Biellese
che sembrava non avesse più speranza contro la concorrenza cinese ora guarda con
più ottimismo al futuro. Merito dell’innovazione di prodotto e di processo, di
idee e scelte di marketing.

Quelle idee che sembrano mancare
all’Internet italiana nella quale il turismo potrebbe rappresentare una miniera
d’oro in epoca di Web 2.0. Italia.it è una clamorosa occasione mancata, Ritalia
(l’iniziativa nata dal basso che si propone di migliorare il portale del
turismo) potrebbe essere l’occasione dare un colpo d’ala al progetto.


Perché l’Internet italiana ha bisogno di soldi, venture capital e molto
altro, ma soprattutto di idee.

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