La vecchia guardia

Agassi se ne va: meno aria nuova per Sap.

Appena uscita, la notizia ha trovato massima evidenza e
visibilità sui principali siti tecnologici americani.

Perchè la decisione
di Shai Agassi, presidente del product and technology group di Sap, di lasciare
l’aziendalla fine di questa settimana, non è un semplice cambio manageriale.

E non può essere nemmeno liquidata con il “per perseguire altri
interessi
” di prammatica in questi casi.

Perchè sarà anche vero che
Agassi d’ora in poi dedicherà il proprio tempo e le proprie risorse al crescente
mercato delle energie alternative, ma è altrettanto vero che per Sap perdere
Agassi vuol dire perdere il suo prossimo Ceo.

Le strategie della società,
fino a questo momento, avevano visto in questo manager giovane e dinamico il
naturale successore di Henning Kagermann, condividendo la poltrona con Leo
Apotheker, presidente delle customer solutions.

Il passaggio era
previsto fin da quest’anno, se non fosse che di recente Hasso Plattner,
fondatore e presidente di Sap, ha chiesto a Kagermann di rimanere in carica
almeno fino al 2009.

Una decisione che può aver pesato non poco nella
scelta definitiva di Agassi.

Sconcertati gli analisti, per i quali la
sensazione è che la vecchia guardia abbia letteralmente messo fuori gioco le
energie giovani. E per di più in un momento in cui i conti della società non
sono più così floridi e che la concorrenza con Oracle si fa sempre più
accesa.

Agassi era accreditato come uno dei più strenui sostenitori sia
dell’area NetWeaver sia delle iniziative on-demand. Vale a dire delle aree più
dinamiche per Sap.

Preoccupati, dunque, gli analisti, che temono anche
le reazioni degli azionisti.
Nessun timore invece per le contromosse di
Oracle. La certezza è che saprà come approfittare
dell’impasse.

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