Disposti a tutto, per una console.
Poche cose fanno mettere da parte il concetto di pudore a un essere umano
ben pasciuto e cresciuto nella bambagia dell’economia occidentale come
l’accaparramento di una macchina per giocare.
Quella che esce adesso,
complice il periodo regalizio, sembra essere diventata qualcosa di più di un
semplice strumento di divertimento.
E lasciamo stare gli esperimenti di
grid computing che intenderebbero fare certe università di altri paesi mettendo
in rete la potenza di calcolo di esemplari spersi per il mondo (sono cose
coreografiche: vuoi fare ricerca scientifica? Crea un laboratorio, comprati dei
server come si deve e falla, senza rompere l’anima al mondo).
C’è
che le cose che si sono viste negli Usa in occasione della messa in vendita
degli unici, per il momento, 400mila esemplari di una nuova console hanno scarsi
riscontri nel passato, quantomeno a livello di documentazione.
A West
Bend, nel Wisconsin, nel magazzino Wal-Mart erano disponibili 10 capi per 50
persone in attesa. Il direttore del negozio ha ideato la gara delle dieci sedie:
le ha messe in fila e poi ha dato il via come a una gara podistica. I dieci che
sarebbero riusciti a sedersi avrebbero potuto comprarla. Uno è finito
all’ospedale perché ha rotto una vetrata con la testa.
A Palmdale, in
California, il direttore del Wal-Mart locale ha chiamato lo sceriffo per sedare
la folla.
A New York, nella notte prima della messa in vendita, numerose
risse fuori dal negozio deputato a venderle nella Grande Mela. A Lexington, nel
Kentuky hanno sparato sulla fila fuori dal negozio mandandone quattro
all’ospedale (per via del fuggi fuggi). E uno degli ospedalizzati ha dichiarato
che si sarebbe rimesso in fila, a costo di prendersi una rivoltellata.
A
Burbank, in California, uno per mettersi in fila si è licenziato dal lavoro e ha
pure commentato “tanto era un brutto lavoro”. Per quanto brutto che
fosse, siamo sicuri che non meritava di averlo.
Solitamente in Europa
imitiamo gli americani, anche nelle passioni (vedi alla voce wrestling,
hamburger e lessico orribile, tipo weekend). Non sarebbe male che una volta
interrompessimo la tradizione.
Così, per rispetto a noi stessi.





