Dallo Iab Forum qualche riflessione e una lezione di umiltà.
Raccoglie solo il 2% degli investimenti pubblicitari eppure attorno a
Internet continua a esserci un’attenzione esagerata.
Merito della
crescita del 50% degli investimenti rispetto allo scorso anno e del fatto che,
su questo sono tutti d’accordo, il futuro passa per la rete. L’entusiasmo è
palpabile tanto che ieri allo Iab forum organizzato dall’International
advertising bureau la sala (molto grande) era affollata di persone.
Musica epica di sottofondo, cifre positive, probabilmente sottostimate,
l’intervento di un ministro, frasi ad effetto, grandi scenari per il futuro
finché è arrivato sul palco Giulio Malgara, presidente dell’Utenti pubblicità
associati.
Ai tanti 30-40enni che affollano il mondo del marketing
online Malgara è apparso probabilmente come un dinosauro arrivato da chissà
dove.
Ammette di capirci poco di Web, pronuncia male i nomi delle maggiori
società, fa un po’ di confusione su ruoli e concetti, e dice che la marca non la
crei con Internet (e Yahoo, Google ed eBay?) ma una cosa l’ha capita.
Le
aziende devono puntare su un mix di mezzi, oggi non è più possibile farsi strada
con un solo media, fosse anche la tv.
Non è poco anche perché era stata
poco prima Layla Pavone, presidente di Iab Italia, a dire che il marketing mix
oggi, soprattutto per certe fasce di target, non può prescindere dalla rete.
Però, ha osservato Malgara, ci vorrebbe anche un po’ di umiltà e la
pazienza di spiegare bene certi concetti.
Anche perché le stupidaggini
le può dire anche chi con Internet ha fatto un sacco di soldi.
Come, ha
ricordato il presidente dell’Upa, quel ragazzo cinese che ha inventato Yahoo che
ha incontrato 12 anni fa.
Quanti anni hai, gli ha chiesto.
56.
Dirigi tu la tua azienda?
Sì.
I tuoi manager
quanti anni hanno.
Più o meno la mia età, è stata la risposta.
Male, licenzia tutti e vattene anche tu. Lascia in mano la tua
azienda a uno di trent’anni.
Lui non l’ha fatto e la sua azienda oggi
esiste ancora.





