Kroll Ontrack ricorda che i danni da interruzione di energia sono prevalentemente software.
Si avvicina l’estate, e si avvicina la possibilità di black-out energetico, fenomeno che ha caratterizzato i periodi estivi degli scorsi tre anni.
La compagnia di assicurazioni Allianz ha condotto una ricerca a livello europeo sul tema, dalla quale è emerso che il rischio che questi fenomeni si ripetano sta aumentando progressivamente, a causa della crescente richiesta di energia e della presenza di centrali e di reti ormai obsolete.
In campo aziendale, al di là dell’impiego di gruppi di continuità, che consentono di proseguire l’attività per il tempo necessario salvare dati e chiudere le applicazioni, resta comunque il pericolo che i dati contenuti nei computer vengano persi o diventino inaccessibili a causa dei danni che I black out possono causare, per esempio ai server di posta elettronica e ai sistemi Raid.
Nel caso, quindi, i dati non siano più accessibili dopo un black out, lo specialista di recuperi Kroll Ontrack suggerisce di non intervenire con tentativi di recupero autogestiti, che possono compromettere definitivamente l’accessibilità dei dati, ma di rivolgersi a professionisti di tali operazioni.
In più della metà dei casi, fa notare Kroll (che ha un sistema di assistenza da remoto), la perdita dei dati non è causata da un guasto all´hardware, ma da un problema di software.
Nel caso i dischi fissi risultino danneggiati si può ricorrere all’intervento con le camere bianche, cioè locali con un livello di contaminazione ridotto quasi a zero.





