Il Ceo di Redmond ha parlato a Stanford di innovazione e di senso di partecipazione al mercato.
Steve Ballmer ha parlato a Stanford di innovazione e di cosa questa parola voglia dire per Microsoft.
Il Ceo ha parlato agli studenti e ai professori dell’università che frequentò prima di dedicarsi, alla fine degli anni 80, alla società che fattura 40 miliardi di dollari l’anno (erano 23 nel 2000) e che è capitalizzata per 270 miliardi.
Ballmer ha sostenuto che nei prossimi cinque anni Microsoft sarà caratterizzata da un tasso di innovazione che non è stato raggiunto nella scorsa decade. Ed è un obbligo: se non si innova abbastanza e abbastanza velocemente, ha sostenuto il Ceo, non si ottempera alla propria missione. In altre parole, si fallisce.
Ballmer ha poi citato Gartner. Se è vero che secondo l’analista il miliardo di pc che ci sono in giro è destinato a raddoppiarsi nel giro di tre anni, buona parte del compito lo sente sulle spalle di Microsoft.
Ma per essere una società che guida un simile sviluppo, a Redmond devono avere il coraggio di provare sempre cose e vie nuove, quasi con senso di sfida. Come è stata la Xbox.
Quello dell’entertainment è un ambito che sta dando molte soddisfazioni a Microsoft, a prescindere dallo scetticismo iniziale con cui era stato accolto l’ingresso di Redmond in un mercato presidiato dall’industria del divertimento nipponica.
Una scommessa vinta, quindi, secondo Ballmer, e che va proseguita. Come ha fatto, per altro, con il Media Center, altro strumento che incarna il senso dell’azione di Microsoft: un pc o similare in ogni stanza di ogni casa.
Ma non c’è solo il gaming: c’è anche Longhorn.
Ballmer ha sintetizzato ai suoi successori sui banchi di Stanford il senso del prossimo sistema operativo: qualcosa che ti consenta di organizzare e visualizzare le tue informazioni come se usassi un database, ma senza la consapevolezza di farlo. Un tutt’uno altamente organizzato, fatto di sofisticati meccanismi, che lavorano per te, per le tue esigenze di informazione.
E poi ha fatto l’elogio del VoIp (inserito nel contesto di SharePoint e di Live Communication Server): qualcosa che va al di là della banale riduzione dei costi di comunicazione, ma che ti proietta in un campo nuovo della comunicazione interpersonale.
Infine, spazio anche al cosiddetto social software: Microsoft, tramite Msn, è seriamente intenzionata a far parte dei nuovi meccanismi di comunicazione e trasferimento di software, come possono essere gli ambiti dei blog, dei wiki, dell’Instant messaging e di tutte le forme similari di comunicazione.
E poi, insomma, secondo Ballmer, bisogna smetterla di misurare l’apertura di un sistema sulla base delle possibilità, ma bisogna farlo sulla base dei fatti. E il fatto è, secondo il Ceo di Microsoft, che per Windows sono state scritte più applicazioni che per qualsiasi altro sistema operativo. Questo, per Ballmer, significa che il sistema è aperto al mondo.





