Le nuove sfide di Basilea II

La normativa, che dovrebbe entrare in vigore nel dicembre 2006, richiede un salto di qualità nell’organizzazione degli istituti di credito e nei relativi processi It

Con Basilea II si indica convenzionalmente la nuova
proposta di revisione formulata dal Comitato di Basilea che prevede una nuova
normativa, giudicata dagli esperti di settore più complessa e moderna,
riguardante l’adeguatezza patrimoniale delle istituzioni finanziarie. Basilea
II, il cui regolamento di attuazione è stato emesso nel 2001 e aggiornato nel
2003, dovrebbe entrare in vigore entro dicembre 2006, sostituendo la normativa
in vigore (accordo di Basilea, del 1988).


Basilea I richiede alla banche di concedere credito ai clienti previa
“destinazione” di un patrimonio atto a garantire i rischi assunti nei processi
di affidamento, identificato come “capitale di vigilanza”, capitale che deve
rappresentare almeno l’8% dell’attivo sottoposto a rischi di mercato. Per le
banche il rispondere ai requisiti di Basilea I non rappresenta un particolare
problema: le informazioni necessarie sono disponibili nei sistemi informativi
interni.


Basilea II, invece, richiede un salto di qualità nell’organizzazione della
banca e nei relativi processi informatici, per la necessità di elaborare nuove
tipologie di informazioni relative ai processi interni alla banca stessa (ad
esempio il rischio operativo) e all’informativa sul rischio di credito che, a
differenza di Basilea I, deve essere classificata per singolo cliente (è in
genere previsto un rating dei clienti basato su una decina di classi). Basilea
II, inoltre, richiede anche di calcolare il rischio operativo dei singoli
clienti. In sintesi, per rispettare le indicazioni di Basilea II, è necessario
che le banche, come stanno già facendo da tempo, predispongano modelli di
valutazione delle posizioni dei singoli clienti basati su sistemi informatici di
Business intelligence.


 

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