Acf valuta il rating per le Pmi

La società di Assolombarda e Camera di commercio fonirà una fotografia della situazione finanziaria delle imprese

6 luglio 2004 Default. Un termine molto in voga negli ultimi mesi, che si è trasformato in uno spauracchio per manager e imprenditori anche in previsione dell’arrivo di Basilea 2. Le nuove norme prevedono infatti un rating anche per le piccole e medie imprese che servirà a misurare il rischio che l’azienda non riesca a fare fronte ai suoi debiti. Che molte Pmi non abbiano una situazione finanziaria ottimale non è un mistero per nessuno, ma proprio per permettere alle aziende di avere un quadro imparziale della propria situazione Acf, società partecipata da Assolombarda e Camera di commercio, ha lanciato Acf rating. Per una spesa di 1.500 euro l’Agenzia per il credito e la finanza fornirà una fotografia della capacità della singola impresa di fare fronte ai suoi impegni finanziari. La definizione del rating è il frutto di elementi qualitativi e quantitativi oltre che di un colloquio con l’imprenditore. L’analisi prevede l’esame degli ultimi tre anni di attività con una classificazione che prevede otto livelli di rischio. Dalla tripla A, il livello di eccellenza, alla D che indica una società nelle condizioni di Parmalat.

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