Partenza al rallentatore per Windows a 64 bit

La tanto pubblicizzata era dei 64 bit sta vivendo un’alba stentata. I costruttori di pc di fascia alta registrano una domanda ancora scarsa per i prodotti che usano la versione più potente dell’ambiente operativo di Microsoft.

Si è atteso per lungo tempo Itanium, il primo processore di Intel a 64 bit. Di fatto, il chip ha cominciato a essere disponibile già dalla tarda primavera scorsa, ma molti costruttori hanno ritardato la disponibilità di macchine aggiornate, prevalentemente per la presenza di bug nell’architettura ancor giovane. E’ il caso, ad esempio, del Compaq ProLiant Dl590/64, disponibile solo da metà dicembre. E anche chi si è mosso in anticipo, come Ibm con l’eServer X Series 440, ha finora venduto poche centinaia di pezzi.

In queste condizioni, è chiaro che il mercato dei pc server a 64 bit stia un po’ languendo. La mancanza di applicazioni è uno dei motivi principali di questa lenta partenza. Ne risente l’andamento di Windows 2000 Advanced Server Limited Edition, peraltro da poco disponibile in quantità, per quanto la stessa Microsoft stia contribuendo al generalizzato clima di prudenza, tenendo in beta il proprio Sql Server, in linea con quanto sta facendo la rivale Oracle. Meglio sta andando, pare, il concorrente ambiente Linux, tant’è che Hewlett-Packard ha già iniziato a vendere i propri server, soprattutto nel mondo tecnico.

Si sta, in sostanza, verificando quanto previsto già prima dell’arrivo di Itanium, ovvero che solo con il successivo processore McKinley ci potrà essere il vero salto verso l’adozione dei 64 bit. Lo stesso Windows più potente potrà così esibire i propri vantaggi, come ad esempio il supporto di Unicode, l’alternativa ai caratteri Ascii per i computer utilizzati a livello internazionale.

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