Nuova collocazione e programma ricco per VeneziaCamp, da quest’anno gestito da Nord-Est Digitale e Digital Academy.
Il Vega, l’immenso parco scientifico di Marghera, ha ospitato l’edizione 2012 del VeneziaCamp, soprannominato Festival dell’Innovazione digitale con enfasi forse eccessiva ma giustificata dalla collaborazione col Vega.
Dopo le edizioni tenute all’Arsenale, infatti, la manifestazione è stata presa in mano dall’Associazione Nordest Digitale di Maurizio Galluzzo che ha trovato un’altra sede.
Rispetto ai barcamp degli inizi in Italia, nel 2006/2007, resta confermato un andamento già noto: per richiamare un pubblico vagamente generalista, la formula del barcamp è logora.
Il VeneziaCamp 2012 si è salvato, nonostante qualche calo nel pubblico, per la confluenza di svariati interessi: il Vega stesso, svariati docenti dell’area, la Scuola d’impresa e la stessa spinta di Nordest Digitale, che ha portato ad avere un pubblico medio di 20 persone (e una trentina contando il naturale ricambio) per ciascuna sala, con qualche picco più alto e una decisa flessione verso la fine del pomeriggio.
Il risultato è valido se si considera che la collocazione non era strettamente urbana e che erano attive contemporaneamente almeno 4 sale.
Il citizen journalism e più in generale l’evoluzione del giornalismo nel mondo anche sociale è stato seguito dal pubblico con interesse ed interazione: a parlarne, tra gli altri, Riccardo Polesel, Galdino Vardanega e Vittorio Pasteris.
“E’ un filone che seguiamo molto“, ci ha detto Alessandra Tugnolo, consulente New Media per l’Ordine dei giornalisti del Veneto, “organizzando qui al Vega dei corsi mensili di aggiornamento“.
Un altro argomento che ha attraversato barcamp e scuola è stata la narrazione d’impresa: certamente validi Simone Corami (approccio sistematico) e Andrea Sales (casi di successo), ma i relatori erano così’ tanti che non è stato possibile seguirli tutti.
Ampia e già chiara per il futuro la visione sulle smart city di Michele Vianello.
Aggiornamento e finanziamento
Questa parte dell’articolo necessita di un disclaimer: scrivo in qualità di relatore sia al barcamp, sia alla Scuola d’impresa.
L’elemento qualificante è stato proprio la Scuola d’Impresa 2.0. Con questo nome semplice e magari ormai antico si è voluto presentare un’amplissima panoramica di argomenti ad una platea di giovani imprenditori e manager under 35 dei vari settori, solo marginalmente legati all’Ict.
I giovani adulti hanno potuto dialogare con esperti, blogger, specialisti e docenti universitari sui temi delle tecnologie applicate al marketing e all’azienda.
L’incontro è stato organizzato in collaborazione con l’Associazione Nord-est Digitale e Digital Academy ed ha mantenuto vivo l’interesse degli ascoltatori, che hanno fatto molte domande rispetto ai classici barcamp.
Per approfondire, alcuni si sono fermati anche allo SpritzCamp, il nome dato all’aperitivo delle 18.
L’imprenditorialità è stata sviluppata anche nelle sue forme di finanziamento: Andrea Povelato ha presentato le numerose possibilità pubbliche che la Regione Veneto mette a disposizione della giovane imprenditoria, meglio se al femminile, mentre io ho presentato una iniziativa privata di seed dedicata alla cloud intensity.
Parte di questo lavoro continua anche a Smau Padova del 17 e 18 aprile.





