L’elettronica di consumo europea non brilla

Malgrado i segnali di incoraggiamento globali, lo spaccato europeo resta in inesorabile regresso.

Malgrado la crisi, il mercato della Consumer Electronics sembra crescere in quasi tutto il mondo, tranne in quei mercati che ci interessano più da vicino.
Lo sostiene Gfk che a Berlino, in concomitanza con l’Ifa in svolgimento in questi giorni, ha presentato i primi dati relativi a questo 2009.

Complessivamente, secondo la società di ricerca, per audio, video, fotografia, It e Tlc si spenderanno in tutto il mondo 494 miliardi di euro, in crescita del 2% rispetto al 2008.

Una crescita modesta, come si vede, ma che in tempi di crisi ha in sé tutti i crismi del successo. E che comunque non è tale in tutte le geografie.

Trainanti, in questo comparto, sono i prodotti che hanno registrato negli ultimi mesi i livelli di innovazione più sostenuti: i telefoni cellulari, grazie alla diffusione degli smart phone, i personal computer, grazie all’apporto dei netbook, e i televisori, grazie soprattutto ai flat-screen.

Va precisato tuttavia che se per Giappone, Cina e Africa i dati son tutti positivi, i tradizionali mercati maturi di Europa e Stati Uniti continuano a mostrare segni di sofferenza: nei primi sei mesi dell’anno si parla di regressi rispettivamente del 3 e del 5%, mentre entro la fine dell’anno il valore complessivo del mercato europeo potrebbe scendere fino a un -11% a 54 miliardi di euro.

Analizzando la situazione in base alle merceologie, palese è il paradosso che riguarda il comparto televisori: si parla di un +25% in termini di unità vendute, al quale fa da contraltare un regresso del 7% in termini di spesa.
In uno scenario ormai quasi completamente dominato dagli Lcd (88% di market share) si comincia a notare la crescita del segmento Full-Hd, che oggi rappresenta il 49% dei televisori Lcd e il 23% dei plasma. Tiene bene il segmento dei 32 pollici, mentre il prezzo medio di vendita è ormai sceso al di sotto dei 600 euro.

Sul fronte dei lettori e registratori Dvd, si nota un calo generalizzato (si parla di un -13% in termini di unità e di un -20% in termini di valore) non compensato dalla pur significativa crescita dei lettori Blu-ray, le cui vendite nel primo semestre sono raddoppiate rispetto al pari periodo dell’anno precedente, e il cui prezzo si attesta oggi a una media di 252 euro.

In calo anche le videocamere, per le quali si parla di un -16% in termini unitari e del 27% a valore. Un volano alla ripresa del comparto viene dall’introduzione dell’alta definizione: una videocamera su 5 venduta oggi è Hd.

La maturità del comparto è la causa principale del regresso che si registra sul fronte Mp3 ed Mp4 in tutta Europa: -11% in termini di volumi e -16% a valore.
Parimenti resta critico anche il car audio, così come l’andamento dei sistemi di navigazione satellitare: prezzi in caduta e volumi altalenanti.

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