I netbook danno ossigeno all’Ict tricolore

I dati Sirmi confermano un mercato in calo, in qualche caso anche pesante. I netbook dominano la scena, a discapito, tuttavia, del giro d’affari.

Sfiora il -10% l’andamento del comparto It in Italia nel secondo trimestre dell’anno, così come emerge dai dati comunicati da Sirmi alla fine della scorsa settimana.
Complessivamente, la spesa end user ha toccato i 5,4 miliardi di euro, in calo del 9,8% rispetto al pari periodo del precedente esercizio, con pesanti arretramenti sul fronte hardware (-16,5% a 1,8 miliardi di euro). Il Software contiene il regresso a un -4,4% a 1 miliardo di euro, mentre servizi di sviluppo e servizi di gestione scendono rispettivamente del 7,3 e del 5,7%.

Tra le merceologie, i Pc fanno più pesantemente le spese del periodo difficile e mettono a segno un -18,1% a 752 milioni di euro.
Se andiamo ad analizzare anche la spesa Tlc, si osserva che la telefonia fissa riesce a contenere il calo a un modesto -2,8% a 4,6miliardi di euro, mentre la telefonia mobile è l’unico comparto che chiude il trimestre con un segno positivo: +1,1% a 5,73 miliardi.

Complessivamente, dunque, il secondo trimestre dell’anno dell’Ict italiana genera un giro d’affari di 15,77 miliardi di euro, in calo del 4%.
Cala anche, ed è questo un dato in controtendenza rispetto ai trimestri precedenti, la spesa generata sull’elettronica di consumo. Nel pari periodo dell’anno precedente, il comparto aveva messo a segno una crescita del 5,7%, più del doppio dell’intero mercato Ict che aveva chiuso con un +2,2%. Ora, invece, il calo è decisamente più pesante: si parla di un -8,6% a 2,2 miliardi di euro.

Interessante è poi l’analisi sul solo comparto pc client.
In termini di unità vendute, il trimestre chiude con un +10,8% a 1.460.000 unità, alle quali corrisponde tuttavia un calo dell’11,4% in termini di fatturato, fermo a 627,1 milioni. Pesantemente negativo è tutto il comparto desktop, sia consumer sia professionali: si parla di un calo complessivo del 14,9% in termini unitari (398.450 macchine) e del 29,4% in termini di valore (155,7 milioni di euro).

L’area notebook riesce a contenere il calo al 12,1% grazie all’apporto dei notebook consumer, che con il loro +10,8% a 185,6 milioni di euro, compensano il -26,8% delle configurazioni consumer, ferme a 203,6 milioni. In termini unitari, invece, i notebook consumer registrano un +38% a 423.650 unità, laddove le configurazioni professionali registrano un -10,2% a 330.450 macchine.

Determinante, in questo scenario, l’apporto dei netbook: ne sono state vendute 307.900 unità (+75,7%) per 82,2 milioni di euro (+97,8%).

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