319 a Milano per Google

La comunità degli sviluppatori di Google si è data appuntamento a Milano, per parlare di codici, di Api, di Chrome e di Android.

C’era una lunga coda questa mattina fuori dall’Hotel Nhow di Milano. In fila, in attesa del proprio turno, alle 11 erano ormai entrati in 319. Trecentodiciannove sviluppatori accreditati per partecipare al Google Developer Day, giunto al suo secondo appuntamento milanese.

Un breve keynote, tenuto da Brian Fitzpatrick, responsabile del team di engineering di Chicago e manager di Google Code, e poi via a una lunga serie di sessioni parallele dedicate a Chrome, Android, OpenSocial, App Engine, e ancora Gears e le Api. Senza trascurare i laboratori, nei quali mettere davvero le mani sul codice, insieme agli esperti di Google arrivati a Milano per l’occasione.

Si parla di Client, di Connectivity, di Cloud computing – spiega Fitzpatrick -, con un obiettivo ben chiaro: costruire il web come una piattaforma aperta, basata su standard condivisi“.

Un commitment che diventa anche modello di business. Fitzpatrick parla di investimenti ingenti (“milioni di dollari“) destinati allo sviluppo, ai progetti, al codice e del forte coinvolgimento della comunità di sviluppatori che diventano così “contributor” per l’innovazione.
Il rapporto, secondo Fitzpatrick, porta benefici a entrambi. Di sicuro c’è un ritorno economico per Google, ma c’è anche per chi sviluppa, che può realizzare le proprie applicazioni e le proprie soluzioni con tempi e costi più contenuti rispetto a quanto onon accadrebbe in progetti non open.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome