Microsoft porta .Net Core su Linux e Mac OS X

L’avvicinamento di Microsoft al mondo open source non è cosa recente.
Tuttavia la data di ieri segna una sorta di pietra miliare nel percorso della società verso Linux e gli altri ambienti diversi da Windows.
Perché nella giornata di ieri la società ha annunciato il rilascio di .NET Core 1.0, una versione della sua piattaforma di sviluppo che girerà non solo su Windows ma anche su Linux e Mac OS X.
Un core open source, dunque aperto non semplicemente all’utilizzo, ma alle modifiche e ai miglioramenti da parte degli sviluppatori.
Va detto, per amore di precisione, che l’apertura di .Net Core e del suo codice risale ad almeno un paio di anni fa. Tuttavia finora si parlava di disponibilità del codice per attività di testing.
Oggi invece .Net Core si apre ai due principali competitor di Windows anche per tutte le attività di sviluppo di applicazioni reali.
E non è certo un caso che già Red Hat abbia annunciato il supporto a .Net su Red Hat Enterprise Linux, così come non lo è la notizia che Samsung sia entrata nel Technical Steering Group di .Net Foundation, né ancora che sia Red Hat sia Codenvy abbiano annunciato l’intenzione di utilizzare il Language Server Protocol di Visual Studio Code.

Lo scenario è cambiato

La decisione di Microsoft rispetta di fatto un cambiamento importante che si è registrato in tutta l’industria del software: da Google a Twitter, passando per Facebook, solo per citare le più grandi, sono sempre di più le aziende del comparto tecnologico che si sono appoggiate a Linux e più in generale al mondo open source per sviluppare i loro servizi. E questo trend non ha fatto che rendere sempre più contigui gli operatori del mondo It e l’open source.
Il che vale anche per Microsoft, che per altro ha appena rilasciato una versione di preview di SQL Server per Linux. In questo caso, va specificato, il database non è open source, ma va segnalato come sia la prima volta che Microsoft lo rilascia anche per la piattaforma concorrente.

Un avvicinamento lungo sette anni

Come accennato all’inizio, le relazioni tra Microsoft e il mondo open source datano da molto tempo, fin dal 2009, con il rilascio del framework ASP.NET MVC, passando poi ai contributi dati ad Hadoop e a Node.js, all’annunciato supporto di Azure.
All’inizio si trattava, tuttavia, di un supporto “laico”: nessun ostacolo, ma lo sviluppo del codice per Linux restava questione altrui.
Due anni fa, come accennato, la svolta con l’apertura di .Net e il porting verso Linux e OS X.

Xamarin segna il punto di svolta

La svolta, va detto, è arrivata quest’anno, con l’acquisizione di Xamarin, che proprio dell’utilizzo di .Net per sviluppare software per tutte le piattaforme ha fatto il suo cavallo di battaglia.
Ed è chiaro che tutti questi passaggi siano correlati tra loro.
Gli osservatori sostengono che non si tratti di una mossa altruistica da parte di Microsoft, ma che questa decisione sia vitale per la sua sopravvivenza in un mercato nel quale Linux ha una sempre più forte presenza nel mercato server e i programmatori guardano a framework che si chiamano Ruby on Rails, Python, Go.
È una questione di rilevanza e Microsoft non vuole perdere la sua.
Altrettanto pare chiaro che la disponibilità di .Net Core su Linux e OS X da un lato può sicuramente ridurre numericamente le vendite di licenze Windows. Nel contempo, tuttavia, si aprono nuove opportunità sia per le vendite di Visual Studio e Xamarin, sia per l’attivazione di servizi Azure.

Gli sviluppatori

C’è poi un ulteriore aspetto da tenere in considerazione e riguarda il mondo degli sviluppatori.
Finora sono 18.000 quelli che hanno contribuito a .Net Core: il rilascio del codice in modalità open sicuramente sarà un’occasione per velocizzare attività di bug fixing o di aggiornamento, senza dover per forza aspettare che sia Microsoft a farlo.

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