Dal campo alla tavola con l’IoT di Safety for Food

Un progetto Internet of Things promosso da Cisco, Barilla, Ntt Data, Penelope basato sulla piattaforma ValuGo che si è concretizzato nella gestione delle informazioni di tracciabilità e rintracciabilità di tutta la filiera produttiva della pasta e del sugo e che ha dato vita a una edizione limitata di farfalle e sugo al basilico, in vendita nel Future Food District di Expo.

“Date 3D_DEF_BARILLA_EXPO_PASTA_FARFALLEda mangiare alle persone ciò che dareste ai vostri figli”. Questa frase di Pietro Barilla, che invita esplicitamente a una attenzione maniacale alla qualità è forse il vero punto di partenza del progetto Safety For Food, ed esprime un concetto che si è saldato con un altro importante messaggio che contraddistingue la grande industria alimentare di Parma: “Buono per te Buono per il Pianeta” ovvero i due grandi temi della salute e della sostenibilità ambientale che per trasformarsi in realtà hanno bisogno del digitale, e in particolare dell’innovazione spinta dell’IoT. E Food For Safety è proprio l’applicazione concreta di soluzioni IoT che rilevano, seguono e generano quei dati che permettono di seguire da vicino la produzione di un bene prezioso come la pasta e del sugo per prepararla e gustarla.

Per Agostino Santoni questo è uno dei “progetti pilota” più concreti e “gustosi” che siamo mai stati realizzati nell’ambito dell’Ict, e l’amministratore delegato di Cisco Italia, tra i promotori dell’iniziativa, solleva la scatola di pasta e la confezione di sugo, entrambi in edizione speciale per Expo, e sottolinea che al centro del packaging, molto curato e innovativo, ci sta un Qr Code con un messaggio che è un invito esplicito alla trasparenza: “Scopri la filiera”.

Se si segue questo invito si entra in una App, disegnata da Ntt Data, che riporta ancora una volta esplicitamente, la “carta d’identità delle tue farfalle”, ovvero del tipo di pasta che è stato scelto per questo progetto.  E da qui inizia un vero e proprio viaggio nella filiera alimentare che ha portato sulla tavola del consumatore questo prodotto con un percorso di tracciabilità alimentare completo in tutte le sue componenti e in tutte le sue fasi. Un viaggio vero e proprio che parte dal campo, con tutte le informazioni sulle aziende agricole che hanno prodotto il grano necessario per questa produzione, con il decalogo per la coltivazione sostenibile che cui aderiscono i fornitori di Barilla e addirittura con i quaderni di campagna delle aziende agricole. La trasparenza è totale e, come sottolinea Andrea Belli, Barilla quality and food safety technical project leader: “è frutto dell’analisi di una mole enorme di dati perché abbiamo tenuto traccia di tutti i passaggi e di tutti gli attori “from field to fork”, ed è la testimonianza del presidio vero di Barilla su tutta la filiera produttiva con tutte le possibili informazioni, considerando che in questo progetto abbiamo considerato tutta la filiera del grano, tutta la filiera del pomodoro e la filiera del basilico, ciascuna con le sue peculiarità”. Peculiarità che si traducono appunto in grandi quantità di dati.

E continuando il viaggio di Safety For Food dal campo si passa alla fase di selezione del grano duro, anche qui con la spiegazione del processo e con la scheda delle imprese che partecipano a questa fase e con il profilo dell’impianto ambientale e, come viene indicato, dell’impronta ecologica, dell’impronta sui gas serra, dell’impronta idrica. Un altro salto e dal grano si arriva alla semola, si entra nel mulino, altri rilevatori, altri dati che generano un nuovo profilo. Dall’accettazione al Mulino di Pedrignano, uno dei più grandi d’Europa, alla pulitura e condizionamento e poi alla macinazione. Anche qui con tutte le “impronte” ambientali. Ed è poi la volta dell’ingresso in produzione con la descrizione dei processi e con la raccolta e la interpretazione dei dati che ciascun passaggio genera e mette a disposizione sino al confezionamento e all’ingresso in magazzino che corrisponde a un nuovo punto di partenza, verso il retail e da lì verso la nostra tavola.

Il viaggio si completa con un bilancio complessivo del “costo” totale di questa produzione sotto tutti gli aspetti ambientali. Un viaggio mai effettuato prima che non a caso è nato anche per realizzare una edizione limitata di pasto e sugo Barilla come testimonial di Safety for Food pensata per Expo. Per questa ragione è stata pensata appunto una grafica specifica, molto innovativa che punta a esprimere il concetto di un prodotto che si racconta con tutte le esperienze di tutte le professionalità che hanno partecipato alla sua realizzazione.

Santoni ricorda che questa sfida è partita un anno e mezzo fa e che per Cisco rappresenta una concreta applicazione della strategia Internet of Everything. “ma l’aspetto più importante – puntualizza l’amministratore delegato di Cisco -, è che in un settore come quello agroalimentare la tecnologia diventa abilitante a una eccellenza produttiva unica al mondo e può consegnare all’industria del nostro Paese un vero vantaggio competitivo”.

Per Mario Guidi presidente di Confagricoltura l’insegnamento in termini di utilizzo delle nuove tecnologie in Safety For Food significa che “non devo più pensare alla mia azienda in funzione della mia cultura, ma la devo pensare in funzione di mia figlia”, ovvero che si deve pensare che lo sviluppo dell’agricoltura passerà sempre di più attraverso la gestione di dati con l’IoT senza dubbio, con la gestione da remoto attraverso rilevatori e sensori, con l’utilizzo di droni e  apparati che permettono di gestire anche l’”azione” sul campo. “Sono convinto – conclude Guidi – che Safety For Food è un pezzo del nostro futuro di imprenditori agricoli e che uno dei bisogni primari delle nostre imprese sia la banda larga e indirettamente il cloud”.

Giorgio Beltrami, responsabile qualità e controllo di prodotto in Barilla, ricorda che Safety For Food è una sfida straordinaria per quanto riguarda il modello di raccolta e di gestione delle informazione e di comunicazione verso il consumatore. “Per un’azienda come la nostra – spiega – che ogni giorno raggiunge oltre 50 milioni di famiglie – è una prospettiva di evoluzione del rapporto di trasparenza verso i nostri prodotti al massimo livello” Ma nello stesso tempo è anche un valore che consente nuove opportunità di sviluppo commerciale. E’ un vantaggio competitivo verso tutti  consumatori che chiedono di sapere e che legittimamente esigono garanzie su tutti i livelli produttivi di tutta la filiera.

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