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QNAP TS-hx65U: NAS rackmount per backup, disaster recovery e continuità operativa

Riunire sullo stesso NAS il backup dei sistemi aziendali, la protezione dei dati cloud e la replica verso un secondo dispositivo permette di gestire in modo coordinato le diverse esigenze di recupero. È attorno a questa integrazione che si sviluppa la nuova serie QNAP TS-hx65U, una gamma di NAS rackmount per le piccole e medie imprese che abbina processori Intel quad-core, connettività 2.5GbE ed espansione dello storage a un insieme di applicazioni per backup, disaster recovery e continuità operativa.

L’approccio “All-in-one backup solution” comprende la raccolta delle copie da ambienti eterogenei, il loro trasferimento verso destinazioni secondarie e la protezione dalle modifiche attraverso lo storage immutabile. Per i carichi critici, la replica sincrona Real-time SnapSync consente inoltre di mantenere allineati i dati fra NAS primario e secondario con un Recovery Point Objective pari a zero.

Una gamma rackmount per esigenze di spazio e capacità diverse

Cinque modelli compongono la famiglia: TS-h1465U-RP, TS-h1065eU-RP, TS-h1065eU-8G, TS-h665U-RP e TS-h665U-8G. La scelta riguarda soprattutto la capacità di alloggiamento, il formato del rack e la ridondanza dell’alimentazione, mantenendo una base tecnologica comune per la gestione e la protezione dei dati.

Con uno chassis da 2U, il TS-h1465U-RP offre dodici vani SATA da 3,5 pollici e due slot per SSD NVMe E1.S/M.2 2280. La doppia alimentazione riduce il rischio di interruzione dovuto al guasto di un alimentatore, una caratteristica utile quando il NAS ospita copie di sicurezza e servizi che devono restare accessibili durante l’attività aziendale.

Per gli armadi con spazio limitato, i TS-h1065eU adottano un formato 2U a profondità ridotta, con chassis di circa 30 centimetri, otto vani SATA da 3,5 pollici e due slot NVMe E1.S/M.2 2280. Le versioni TS-h665U occupano invece una sola unità rack e dispongono di quattro vani SATA e due slot NVMe. In entrambe le famiglie, la variante RP integra alimentatori ridondanti, mentre i modelli TS-h1065eU-8G e TS-h665U-8G offrono una configurazione con alimentazione singola.

Le due porte 2.5GbE consentono di configurare il Port Trunking per ottenere fino a 5 Gbps di banda aggregata, utile a sostenere più trasferimenti e attività di backup contemporaneamente. La banda disponibile per il singolo trasferimento dipende dalla configurazione di rete e dal protocollo utilizzato. L’espandibilità PCIe permette di aggiungere schede di rete, anche 10GbE, oppure schede QM2 per ulteriori SSD M.2, adattando il sistema alla crescita dei carichi di lavoro.

Gli slot NVMe consentono di affiancare agli hard disk uno strato di storage a bassa latenza, utilizzabile per la cache SSD o per un pool dedicato. Sul piano della protezione, il sistema operativo QuTS hero basato su ZFS costituisce la base per le funzioni di integrità dei dati, snapshot e replica che entrano nella strategia di continuità operativa.

Backup centralizzato da file server, PC, Mac e macchine virtuali

La protezione di un’infrastruttura aziendale richiede di raggiungere sistemi diversi, spesso distribuiti fra uffici, server locali e servizi esterni. Per NAS e file server, la serie TS-hx65U supporta protocolli quali Rsync, FTP e CIFS/SMB, così da acquisire i backup da server remoti ed eterogenei. L’integrazione con i principali servizi cloud consente inoltre di trasferire dati da e verso il NAS, mentre il supporto nativo ad Apple Time Machine permette di utilizzare lo stesso dispositivo come destinazione dei backup dei Mac.

Negli ambienti Windows, HDP for PC/VM consente di eseguire il backup completo di PC e server e di gestire le copie di più dispositivi attraverso un’unica interfaccia. Il software opera con HDP PC Agent per acquisire i sistemi Windows; per il recupero completo, HDP Recovery Media Creator permette di preparare un supporto di avvio con cui collegarsi al NAS e ripristinare il sistema.

La stessa applicazione protegge le macchine virtuali VMware vSphere e Microsoft Hyper-V, con backup agentless, senza installare un agente all’interno di ciascuna VM. HDP for PC/VM è privo di costi di licenza e permette di proteggere più endpoint e macchine virtuali, contenendo la spesa software dedicata al backup e concentrando sul NAS la gestione delle copie.

Proteggere anche Google Workspace e Microsoft 365

La copertura si estende ai dati delle applicazioni SaaS, che comprendono posta elettronica, documenti condivisi e strumenti di collaborazione. Attraverso QNAP HDP for SaaS, è possibile eseguire backup, recupero e gestione dei dati di oltre 10.000 utenti distribuiti su più ambienti Google Workspace e Microsoft 365. Questa capacità della piattaforma va dimensionata rispetto a utenti, volumi di dati e risorse del NAS scelto.

Per Google Workspace, la protezione comprende Gmail, Google Drive, contatti e calendari; per Microsoft 365 include Outlook, OneDrive, contatti, calendari, SharePoint e Teams. La gestione centralizzata di domini e account permette di mantenere una visione delle attività di protezione anche nelle organizzazioni con più domini o sottodomini.

I backup incrementali trasferiscono i dati modificati, riducendo tempi e spazio occupato, mentre la pianificazione multiversione conserva punti di recupero successivi. Il ripristino può riguardare l’intero insieme dei dati o singoli elementi, così da rispondere sia alla cancellazione di un documento sia a un’esigenza di recupero più estesa. HDP for SaaS prevede licenze dedicate, da valutare in funzione degli utenti da proteggere.

Copie secondarie immutabili contro il ransomware

Il backup secondario aggiunge una destinazione di recupero distinta dal sistema che conserva i dati di produzione. Con Hybrid Backup Sync, le copie del NAS possono essere trasferite verso un altro NAS QNAP, un server remoto o servizi cloud, gestendo le attività di backup, replica e ripristino attraverso un’interfaccia dedicata.

Per proteggere queste copie dalle alterazioni, QuTS hero supporta le cartelle WORM, Write Once, Read Many: i dati vengono scritti e possono essere letti più volte, mentre la loro modifica, sovrascrittura o eliminazione viene impedita secondo le regole di conservazione impostate. Utilizzate come destinazione del backup secondario, le cartelle immutabili costituiscono una barriera contro il ransomware che tenta di cifrare o distruggere anche le copie di sicurezza. La protezione delle versioni conservate permette di mantenere dati recuperabili anche quando quelli operativi vengono compromessi.

La destinazione esterna può essere anche myQNAPcloud One, lo storage cloud gestito da QNAP che riunisce servizi di archiviazione file e object storage compatibile con S3. Il piano prevede il pagamento dello spazio di archiviazione, senza costi aggiuntivi per il trasferimento dei dati e le richieste API: una condizione utile per pianificare la spesa del backup remoto e del successivo recupero. La quota di spazio viene condivisa fra myQNAPcloud Storage e myQNAPcloud Object, mantenendo flessibilità nell’utilizzo dei due servizi.

Real-time SnapSync: replica sincrona con RPO zero

Per le applicazioni che richiedono una copia costantemente aggiornata, Real-time SnapSync sincronizza in tempo reale cartelle condivise e LUN fra NAS primario e secondario. Le LUN sono unità logiche di storage a blocchi che possono essere presentate a server e ambienti virtualizzati. Ogni scrittura sulla sorgente viene replicata sulla destinazione, mantenendo allineati i due sistemi.

Il risultato è un RPO pari a zero: il Recovery Point Objective indica la quantità di dati che si accetta di perdere, espressa come intervallo temporale, e in questo caso la replica sincrona elimina lo scarto fra i dati scritti sui due NAS. In caso di indisponibilità del sistema primario, il secondario dispone quindi dei dati replicati per consentire la ripresa delle attività essenziali.

Il tempo necessario a rendere nuovamente disponibili i servizi corrisponde invece al Recovery Time Objective, o RTO, e dipende dall’infrastruttura e dalle procedure di ripartenza predisposte. Per ottenere buone prestazioni dalla replica in tempo reale, QNAP raccomanda nelle indicazioni di configurazione di SnapSync una latenza di andata e ritorno fra le sedi pari o inferiore a 5 millisecondi: il collegamento fra i due NAS è quindi un elemento da dimensionare insieme allo storage nel progetto di disaster recovery.