Le aziende che intendono sostituire VMware potranno adottare Nutanix AHV conservando i sistemi di storage NetApp già installati, separando la migrazione delle macchine virtuali dal rinnovo dell’infrastruttura dati. La nuova soluzione Nutanix Cloud Infrastructure for External Storage collega l’hypervisor di Nutanix agli array NetApp AFF e FAS attraverso il protocollo NFS, consentendo di utilizzare le risorse di elaborazione e di storage come componenti indipendenti.
L’integrazione, attualmente disponibile in forma limitata e prevista per una distribuzione più ampia nell’autunno 2026, rappresenta un’evoluzione significativa per Nutanix, la cui piattaforma si è affermata attraverso un modello iperconvergente che riunisce elaborazione, virtualizzazione e storage in un’unica infrastruttura software.
La collaborazione assume particolare rilevanza nel mercato della virtualizzazione aziendale, dove le modifiche introdotte da Broadcom nelle politiche commerciali e di licensing di VMware hanno indotto numerose aziende a rivalutare le proprie architetture. La sostituzione dell’hypervisor può tuttavia comportare interventi complessi su server, storage, procedure operative e strumenti di protezione dei dati, soprattutto negli ambienti di grandi dimensioni.
L’alleanza strategica annunciata da Nutanix e NetApp il 7 aprile permette di affrontare il cambiamento della piattaforma di virtualizzazione preservando gli investimenti effettuati nell’infrastruttura storage.
Nutanix AHV e NetApp ONTAP collegati attraverso NFS
La soluzione utilizza il protocollo Network File System (NFS) per collegare i cluster Nutanix basati su AHV ai sistemi di storage gestiti da NetApp ONTAP. Le macchine virtuali vengono eseguite sui nodi di elaborazione Nutanix, mentre i relativi dati risiedono sugli array NetApp.
L’architettura consente di dimensionare ed espandere separatamente capacità di calcolo e storage, adattando gli investimenti all’evoluzione dei carichi di lavoro. Un’azienda che necessita di maggiore potenza elaborativa può aggiungere server senza aumentare necessariamente la capacità di archiviazione, mentre la crescita dei volumi di dati può essere gestita attraverso l’infrastruttura NetApp.
Il supporto riguarda NetApp AFF A-Series, sistemi all-flash destinati ai carichi di lavoro enterprise, e determinati modelli FAS, che utilizzano configurazioni di storage ibride. La compatibilità dipende dai modelli e dalle versioni software supportate.
L’integrazione è prevista con Nutanix Cloud Infrastructure 7.6.0.10, il cui rilascio è atteso entro la fine del 2026.
Per le organizzazioni che dispongono già di infrastrutture NetApp, il principale vantaggio economico consiste nella possibilità di conservare apparati che possono avere ancora diversi anni di vita operativa, evitando di concentrare nello stesso progetto la sostituzione dell’hypervisor e quella dello storage.
Migrazione da VMware con Nutanix Move e NetApp Shift Toolkit
La conservazione degli array esistenti semplifica anche il trasferimento delle macchine virtuali da VMware ESXi a Nutanix AHV, operazione che richiede la conversione delle configurazioni e dei dischi virtuali, la mappatura delle reti e la verifica del funzionamento delle applicazioni.
Nutanix Move automatizza queste attività, consentendo di pianificare e gestire migrazioni su larga scala. Lo strumento comprende la preparazione degli ambienti di destinazione, la replica dei carichi di lavoro e le procedure di passaggio alla nuova piattaforma.
La collaborazione con NetApp prevede inoltre il supporto al NetApp Shift Toolkit, che sfrutta le funzionalità di ONTAP per convertire i dischi virtuali tra differenti formati e hypervisor.
L’aspetto tecnicamente più interessante riguarda le migrazioni zero-copy, nelle quali la conversione avviene senza trasferire attraverso la rete l’intero contenuto dei dischi virtuali. I dati rimangono sugli array di origine e vengono modificate le strutture necessarie per renderli utilizzabili dal nuovo ambiente di virtualizzazione.
Nelle migrazioni tradizionali, la copia di grandi quantità di dati può occupare per molte ore le risorse di rete e richiedere capacità di storage temporanea aggiuntiva. La conversione zero-copy riduce sensibilmente queste operazioni, con vantaggi particolarmente evidenti per database di grandi dimensioni e applicazioni aziendali che utilizzano volumi elevati di dati.
Il supporto congiunto al NetApp Shift Toolkit è ancora in fase di sviluppo. Le aziende potranno quindi scegliere tra differenti procedure di migrazione in funzione delle caratteristiche degli ambienti, della disposizione dei dati e delle configurazioni supportate.
Prism e ONTAP conservano le rispettive funzioni di amministrazione
L’integrazione mantiene distinte le responsabilità dei team che amministrano la virtualizzazione e di quelli che gestiscono lo storage.
Gli amministratori delle macchine virtuali potranno continuare a utilizzare Nutanix Prism per governare i cluster AHV, le configurazioni e il ciclo di vita dei carichi di lavoro. I responsabili dell’infrastruttura dati conserveranno invece gli strumenti NetApp ONTAP per la gestione delle prestazioni, della capacità, degli snapshot e dei servizi di efficienza dello storage.
Questa organizzazione rispecchia la struttura operativa di molte grandi aziende, nelle quali le competenze relative a server, virtualizzazione e storage sono distribuite tra gruppi specializzati.
La continuità degli strumenti NetApp permette inoltre di valorizzare le funzionalità di protezione dei dati già disponibili nell’ambiente ONTAP, comprese le tecnologie di rilevamento delle attività riconducibili ad attacchi ransomware, secondo le modalità previste dalle configurazioni supportate.
Una piattaforma di virtualizzazione più indipendente dall’hardware
La collaborazione con NetApp rientra nell’ampliamento del supporto Nutanix agli storage esterni, che comprende già soluzioni Dell PowerStore, Dell PowerFlex ed Everpure FlashArray.
L’apertura a infrastrutture di archiviazione indipendenti modifica il modello di adozione della piattaforma, consentendo di utilizzare AHV anche in ambienti nei quali elaborazione e storage seguono cicli di aggiornamento differenti.
Per Nutanix significa poter raggiungere aziende che dispongono di sistemi di storage enterprise consolidati e che intendono cambiare hypervisor senza affrontare una trasformazione dell’intera infrastruttura. NetApp, dal canto suo, può continuare a fornire i servizi di gestione e protezione dei dati anche alle organizzazioni che decidono di abbandonare VMware.
“Le aziende non dovrebbero trovarsi a scegliere tra il valore di un’infrastruttura dati consolidata e la piena governance della propria roadmap di virtualizzazione”, afferma Ketan Shah, Vice President, Product Management di Nutanix. “Combinando Nutanix Cloud Platform e l’hypervisor AHV con lo storage NetApp ONTAP, offriamo ai responsabili IT la libertà di modernizzare secondo le proprie esigenze, garantendo maggiore flessibilità e un controllo efficace dei costi infrastrutturali”.
La separazione tra i componenti può incidere anche sulla valutazione economica delle migrazioni. Il riutilizzo dello storage esistente riduce gli investimenti iniziali in hardware, mentre la possibilità di ampliare autonomamente le risorse di calcolo e archiviazione consente di programmare gli acquisti in funzione delle necessità effettive.
Dalla virtualizzazione a Cisco FlexPod e alle applicazioni AI
L’accordo tra Nutanix e NetApp comprende ulteriori sviluppi, tra cui l’estensione della collaborazione a Cisco FlexPod, l’architettura convergente che combina server e networking Cisco con i sistemi di storage NetApp.
Il supporto a Nutanix Cloud Platform consentirà di utilizzare AHV anche nelle infrastrutture FlexPod, ampliando le opzioni di virtualizzazione per le organizzazioni che hanno adottato questa architettura.
Le due aziende prevedono inoltre di estendere la collaborazione ai servizi di storage cloud di NetApp e alla gestione dei carichi di lavoro Kubernetes attraverso Nutanix Kubernetes Platform.
Un altro ambito di sviluppo riguarda Nutanix Agentic AI, la piattaforma software destinata all’esecuzione di applicazioni basate su agenti di intelligenza artificiale. L’integrazione con ONTAP è prevista per consentire a questi ambienti di utilizzare le funzionalità di gestione dei dati NetApp.
Per la virtualizzazione, la soluzione congiunta ha già raggiunto una fase di disponibilità limitata. La distribuzione più ampia è prevista con la nuova versione di Nutanix Cloud Infrastructure entro la fine del 2026, mentre il supporto al NetApp Shift Toolkit e le ulteriori integrazioni seguiranno i rispettivi programmi di sviluppo.






