Exein diventa unicorno: 270 milioni di dollari per la cybersecurity della Physical AI

Gerardo Gagliardo, CFO & Co-Founder; Gianni Cuozzo, CEO & Founder; Giovanni Alberto Falcione, CTO & Co-Founder.

Exein ha raccolto 270 milioni di dollari in un nuovo round di finanziamento che valuta la società 1,7 miliardi di dollari, facendo entrare la deep tech fondata a Roma da Gianni Cuozzo nel gruppo degli unicorni tecnologici e collocandola tra le startup europee della cybersecurity con le valutazioni più elevate.

Il round, sottoscritto oltre l’obiettivo iniziale, è guidato dal fondo statunitense Headline, con la partecipazione di Sofina, Goldman Sachs, European Investment Bank attraverso European Tech Champions Initiative (ETCI), KfW Capital e T.Capital, il corporate venture capital di Deutsche Telekom, oltre agli investitori già presenti nel capitale Balderton, HV, Intrepid Growth Partners, 33N Ventures, Lakestar, Supernova Invest, Blue Cloud Venture e Geodesic Capital. All’operazione si aggiunge l’estensione della linea di credito revolving già esistente, guidata da J.P. Morgan, con l’ingresso di KfW come ulteriore istituto finanziatore.

Le nuove risorse saranno destinate all’espansione negli Stati Uniti e nell’area Asia-Pacifico e allo sviluppo delle tecnologie per la sicurezza della Physical AI, cioè dei sistemi nei quali l’intelligenza artificiale consente a macchine come robot, droni, veicoli autonomi e apparati industriali di percepire l’ambiente, prendere decisioni e agire nel mondo fisico.

Da 55 milioni a 1,7 miliardi in due anni

In due anni la valutazione di Exein è passata da 55 milioni a 1,7 miliardi di dollari, oltre trenta volte tanto, mentre nel primo semestre del 2026 il fatturato ha raggiunto un livello pari a quasi il doppio di quello registrato nell’intero 2025. Per la fine dell’anno l’azienda prevede ricavi quattro volte superiori a quelli dell’esercizio precedente.

Fondata a Roma nel 2018, Exein ha costruito la propria attività nella cybersecurity embedded, lavorando sulla protezione direttamente all’interno dei dispositivi e dei sistemi connessi. La sua tecnologia è oggi distribuita su oltre due miliardi di dispositivi nei settori dell’automazione industriale, automotive, energia, sanità, semiconduttori, aerospazio e robotica, mentre l’azienda opera tra Europa, Asia-Pacifico e Stati Uniti.

Questa presenza costituisce anche la base dati sulla quale viene sviluppata la successiva evoluzione della piattaforma, indirizzata alla protezione di macchine che utilizzano modelli AI per prendere decisioni autonome.

La Physical AI sposta la sicurezza dentro le macchine

Nei sistemi di Physical AI una compromissione può produrre conseguenze direttamente sul comportamento di un robot, di un veicolo o di un impianto industriale. Sensori, sistemi operativi, software applicativo, modelli AI e attuatori appartengono alla stessa catena operativa e richiedono meccanismi di difesa capaci di intervenire durante l’esecuzione.

Exein sta sviluppando per questo ambiente un foundation model proprietario per la cybersecurity, addestrato sulla telemetria proveniente da oltre due miliardi di dispositivi e destinato a supportare agenti di sicurezza autonomi in grado di individuare e contrastare le minacce direttamente sui sistemi. La nuova architettura è prevista entro la fine del 2026, mentre i primi foundation model sono attesi nel primo trimestre del 2027.

Come spiega Gianni Cuozzo, founder e CEO di Exein, “l’AI sta uscendo dal cloud per entrare nel mondo fisico, ed è proprio questa la transizione per cui Exein è nata”. Cuozzo collega questa evoluzione all’esperienza accumulata sui sistemi embedded, agli investimenti nella tecnologia necessaria per proteggerli e a una presenza globale che, secondo il CEO, offre alla società una visibilità su scala molto ampia.

L’automazione riguarda nel frattempo anche l’attacco: “I modelli più avanzati stanno riducendo drasticamente i tempi per correggere le vulnerabilità, gli attacchi sono ormai automatizzati e istantanei, e la difesa deve tenere lo stesso passo”, osserva Cuozzo, che sintetizza la direzione tecnologica nella necessità di costruire una sicurezza capace di “muoversi alla velocità delle macchine”.

Photon interviene durante l’esecuzione

Alla base di questa impostazione c’è Photon, la tecnologia di runtime security di Exein, progettata per intervenire mentre il software è in esecuzione e bloccare determinate attività malevole prima che producano effetti sul dispositivo.

Su sistemi Linux, Photon opera a livello del kernel utilizzando tecnologie come Linux Security Modules (LSM) ed eBPF. LSM è il framework del kernel Linux che mette a disposizione punti di controllo, o hook, attraverso i quali applicare policy di sicurezza a operazioni sensibili come l’apertura di file, l’esecuzione di programmi o l’accesso alle risorse di sistema. eBPF consente invece di eseguire piccoli programmi verificati direttamente nel kernel, osservando e intervenendo su determinati eventi senza modificarne il codice sorgente.

La combinazione dei due meccanismi permette di applicare le policy nel momento in cui un’operazione sta per essere eseguita, anziché limitarsi a registrarla e segnalarla successivamente. Il punto distintivo è quindi l’enforcement a runtime: quando un’attività viola una regola di sicurezza, Photon può impedirne direttamente l’esecuzione, riducendo l’intervallo tra individuazione della minaccia e risposta.

L’approccio comprende anche forme di virtual patching. Quando una vulnerabilità è nota, una regola applicata a runtime può impedire il comportamento necessario al suo sfruttamento mentre viene distribuito l’aggiornamento definitivo del software. Non tutte le vulnerabilità sono intercettabili nello stesso modo e, quando non è possibile bloccare direttamente il meccanismo di exploit, la protezione può concentrarsi sulle attività successive alla compromissione.

Photon è destinato alla protezione di dispositivi connessi, sistemi di Physical AI, agenti AI autonomi e infrastrutture cloud ed edge, mantenendo il controllo vicino al punto in cui il software viene eseguito. Il kernel diventa così sia un punto di osservazione sia un punto di enforcement, mentre la telemetria raccolta dai dispositivi alimenta i sistemi di analisi.

Da questi dati emergono attualmente circa 5.000 nuovi attacchi non ripetitivi ogni settimana, cinque volte più di un anno fa, e la stessa telemetria costituirà la base per l’addestramento dei modelli destinati agli agenti autonomi.

Per gli investitori la sicurezza segue l’AI nel mondo fisico

La relazione tra autonomia delle macchine e cybersecurity è anche al centro della tesi degli investitori. Clarey Zhu, partner di Headline, osserva che “con l’ingresso dell’AI in robot, veicoli e infrastrutture critiche, la sicurezza del mondo fisico diventerà una delle sfide di cybersecurity che definiranno il prossimo decennio”, indicando nella competenza di Exein sui sistemi embedded e nel patrimonio di dati generati dalle macchine due elementi rilevanti per la crescita internazionale.

Zhu sottolinea inoltre come Gianni Cuozzo e il suo team uniscano “uno straordinario spessore tecnico e commerciale” a una forte attenzione alla fiducia dei clienti e a una strategia orientata al lungo periodo, elementi che Headline considera centrali nella costruzione di una presenza globale nel mercato della sicurezza della Physical AI.

Per Maxence Tombeur, managing director di Sofina, l’ingresso di capacità decisionali in tempo reale “su macchinari, veicoli, dispositivi medici e robot” fa sì che “la sicurezza debba avvicinarsi sempre più alla macchina”. Tombeur attribuisce inoltre a Cuozzo la scelta di avere preparato Exein a questa transizione con anni di anticipo rispetto al mercato, collegando il nuovo investimento al sostegno dell’espansione internazionale della società.

Stati Uniti, Asia-Pacifico e M&A

Una parte rilevante del finanziamento sarà destinata alla crescita internazionale, in particolare nei mercati nei quali stanno aumentando gli investimenti in robotica, sistemi autonomi e Physical AI. Negli Stati Uniti, nei prossimi due anni Exein prevede di aumentare organico, clienti e partnership e punta ad aprire un nuovo ufficio nella Bay Area di San Francisco.

Nell’Asia-Pacifico la società ha stabilito il proprio quartier generale regionale a Taiwan dopo il precedente round di dicembre 2025 e ha stretto nuove partnership nei settori dei semiconduttori, dell’industrial computing e delle infrastrutture connesse. Alla crescita organica continuerà ad affiancarsi la ricerca di opportunità di M&A per ampliare la piattaforma tecnologica e rafforzare la presenza internazionale.

Il round da 270 milioni accompagna quindi l’estensione della cybersecurity embedded di Exein verso sistemi nei quali protezione a runtime, telemetria e modelli AI devono operare vicino alla macchina e con tempi compatibili con quelli dei sistemi autonomi.

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