Aptus.AI Next-OS porta l’intelligenza artificiale nei processi normativi

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Aptus.AI introduce Next-OS, una piattaforma progettata per integrare l’intelligenza artificiale direttamente nei processi legali e di compliance, superando il modello dell’assistente conversazionale. L’obiettivo è consentire a organizzazioni e professionisti di delegare all’AI l’esecuzione di alcune attività operative, mantenendo però in capo alle persone interpretazione, validazione e decisioni.

Dall’assistente AI all’automazione dei processi

La piattaforma è rivolta in particolare ai dipartimenti legali e di compliance delle organizzazioni che operano in settori fortemente regolamentati, come finanza, assicurazioni, farmaceutico ed energia, oltre che agli studi professionali.
Con Next-OS, Aptus.AI punta a un modello nel quale l’intelligenza artificiale non si limita a rispondere a domande o recuperare informazioni, ma può intervenire direttamente su alcune fasi del workflow. Il concetto è quello di una progressiva evoluzione verso organizzazioni AI Native, nelle quali l’AI diventa una componente strutturale dei processi di lavoro.
La piattaforma parte dall’esperienza maturata dall’azienda nel mercato RegTech e dall’utilizzo della sua tecnologia da parte di realtà del settore bancario, assicurativo e finanziario, tra cui Intesa Sanpaolo e Generali Investments.

Un dataset che monitora oltre 200 autorità

Uno degli elementi centrali di Next-OS è il patrimonio informativo utilizzato dal sistema. Aptus.AI dispone di un dataset proprietario costantemente aggiornato, che monitora oltre 200 autorità nazionali e internazionali in sette Paesi, includendo normativa, provvedimenti delle autorità indipendenti e giurisprudenza.
A questo si aggiunge una tecnologia brevettata che converte i testi giuridici in un formato machine-readable. Le norme vengono quindi trasformate in dati strutturati che possono essere analizzati dall’intelligenza artificiale tenendo conto del contesto, delle relazioni tra disposizioni e della loro evoluzione nel tempo.
Il sistema può così verificare non soltanto il contenuto di una norma, ma anche fonte, vigenza, modifiche e collegamenti con altre disposizioni. È un approccio pensato per ridurre uno dei problemi più delicati nell’impiego dell’AI in ambito normativo: la possibilità che una risposta formalmente plausibile sia basata su informazioni incomplete, superate o non verificabili.

Cosa può fare Next-OS

Tra le attività automatizzabili rientra l’analisi di un atto con la verifica delle norme citate. La piattaforma può controllarne la versione e la vigenza, individuare eventuali disposizioni abrogate o modificate e predisporre uno schema di replica corredato dai relativi riferimenti.
Next-OS può inoltre ricostruire il quadro normativo applicabile a una determinata data, insieme alla successione delle modifiche intervenute nel tempo, una funzione particolarmente rilevante nei procedimenti contenziosi.
Nell’ambito della compliance, il sistema può rilevare nuovi provvedimenti o orientamenti delle autorità di vigilanza, identificare policy e procedure interessate dalle novità e predisporre un piano di adeguamento con le relative decorrenze.
Un’ulteriore applicazione riguarda il mantenimento dell’allineamento tra contratti, policy, procedure e normativa, con la segnalazione dei punti che potrebbero non risultare più conformi dopo una modifica legislativa o regolamentare.
In tutti questi casi il risultato rimane tracciabile fino alla fonte, mentre la valutazione e l’interpretazione restano affidate al professionista.

Verifiche documentali da ore a minuti

Secondo i dati forniti da Aptus.AI, l’automazione può incidere in misura significativa sui tempi di lavorazione. In un team legale di una grande organizzazione impegnato nella gestione di circa 110 pareri al mese, l’utilizzo della tecnologia avrebbe ridotto del 50-60% il tempo necessario per predisporre ciascun parere, con un recupero complessivo superiore a 1.300 ore di lavoro all’anno.
In una fintech vigilata soggetta alla normativa DORA, la verifica documentale delle exit strategy sarebbe invece passata da 3-4 ore a circa cinque minuti.

LegalITA valuta l’AI applicata al diritto italiano

Aptus.AI ha inoltre sviluppato LegalITA, un benchmark dedicato alla valutazione dell’intelligenza artificiale applicata al diritto italiano.
Il sistema prende in considerazione tre capacità considerate fondamentali per l’impiego dell’AI in ambito regolamentato: il ragionamento giuridico, la capacità di supportare i risultati attraverso fonti verificabili e quella di riconoscere i casi nei quali non esistono elementi sufficienti per formulare una risposta affidabile.
Per Aptus.AI, proprio la combinazione tra queste caratteristiche e una base di conoscenza giuridica strutturata costituisce il presupposto necessario per passare da un’intelligenza artificiale utilizzata come strumento di supporto a sistemi ai quali possono essere delegate attività operative all’interno dei processi regolamentati.
«Nei settori regolamentati non è sufficiente adottare un modello di Intelligenza Artificiale evoluto. La vera sfida è costruire una base informativa affidabile, verificabile e costantemente aggiornata sulla quale l’AI possa operare», afferma Andrea Tesei, CEO e co-founder di Aptus.AI.

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