Al VMware Explore 2026 di Las Vegas, Broadcom presenta VMware Private AI Cloud, un’architettura che avvicina modelli e capacità di elaborazione ai dati aziendali e riunisce sulla stessa piattaforma cloud privata i carichi di lavoro di inferenza, le applicazioni basate su agenti e i workload enterprise tradizionali. La proposta combina il software per infrastruttura, applicazioni e sicurezza di Broadcom con una scelta di hardware, modelli e acceleratori, offrendo un percorso pronto per la produzione nel quale dati, operazioni e costi rimangono sotto il controllo dell’organizzazione.
Il disegno fa convergere il cloud privato aziendale e l’infrastruttura necessaria all’AI. “VMware Private AI Cloud rappresenta il punto di svolta in cui il cloud privato enterprise e l’infrastruttura privata di intelligenza artificiale smettono di operare come discipline separate per diventare un tutt’uno, consentendo l’esecuzione di carichi di lavoro di inferenza in produzione e l’intelligenza artificiale agentica con la sovranità dei dati, la conformità normativa e la prevedibilità dei costi richieste dalle aziende”, afferma Ram Velaga, President dell’Infrastructure Software Group di Broadcom.
Tre componenti del costo dell’AI
VMware Private AI Cloud interviene sui tre fattori che Broadcom individua nel costo dell’intelligenza artificiale: investimento hardware, complessità operativa ed economia dei token. VMware Cloud Foundation 9 riduce il fabbisogno di hardware attraverso il tiering della memoria NVMe, che impiega unità a stato solido ad alta velocità come livello aggiuntivo rispetto alla memoria principale, e la deduplicazione dello storage a livello di cluster, eliminando la memorizzazione ripetuta dei dati identici.
Il supporto per GPU, CPU e acceleratori dei principali fornitori, insieme ai server dei produttori OEM e ODM, consente di creare e gestire cluster eterogenei e di amministrare componenti di produttori diversi nello stesso ambiente.
Il terzo elemento è la tokenomics, cioè l’economia operativa legata alla generazione e al consumo dei token. VCF mette a disposizione il monitoraggio dei token, la condivisione multi-tenant dei modelli, il tracciamento di GPU e vGPU e una dashboard con le metriche di osservabilità dell’AI. Queste funzioni collegano l’attività dei modelli alle risorse effettivamente utilizzate e permettono di amministrare capacità e costi del cloud privato.
La base software-defined di questa architettura è VMware AI Factory. La soluzione automatizza l’implementazione dell’infrastruttura pronta per l’AI e le operazioni successive alla prima installazione, riducendo il tempo necessario per mettere in servizio il primo modello e offrendo un maggiore controllo sull’impiego delle risorse.
AI Factory comprende inoltre i modelli convalidati per VCF, disponibili attraverso un modello di erogazione Model as a Service. I clienti possono eseguire on-premise oltre 150 modelli open source e commerciali, tra i quali Nemotron 3, Gemma 4, cotomi, Qwen 3.7-Max e GLM 5.2. Broadcom sta collaborando con i principali fornitori mondiali di modelli per distribuirli in modo sicuro attraverso i servizi integrati di VCF e fornirli come servizio alla comunità di utenti dell’organizzazione, mantenendo i dati all’interno dell’azienda.
Una difesa a più livelli per cloud privato e AI
La sicurezza di VMware Private AI Cloud segue un approccio di difesa a più livelli allineato al NIST Cybersecurity Framework 2.0, con l’obiettivo di proteggere l’ambiente dalle minacce potenziate dall’intelligenza artificiale, ridurre la superficie di attacco e garantire la conformità continua. Gli aggiornamenti automatici senza interruzioni mantengono i sistemi allineati alle versioni previste, mentre VMware vDefend applica patch virtuali e sicurezza laterale a livello di hypervisor. La microsegmentazione separa i carichi di lavoro e applica il modello Zero Trust anche al traffico interno al data center, limitando la possibilità che una compromissione si propaghi nell’ambiente.
La protezione comprende la difesa multistrato di vDefend e le funzioni di web application firewall e protezione delle API di VMware Avi Load Balancer. L’obiettivo è coprire sia la comunicazione laterale tra i workload sia i punti attraverso i quali applicazioni e servizi AI vengono esposti e richiamati.
TrueSource by Broadcom estende la protezione alla catena di fornitura del software open source per rispondere alla crescente diffusione degli attacchi basati sull’intelligenza artificiale. Spring Enterprise distribuisce versioni curate e protette di Spring, con patch analizzate attraverso modelli AI e sottoposte a verifica manuale dal gruppo che mantiene il framework; le correzioni vengono rese disponibili simultaneamente sulle diverse linee di rilascio.
TrueSource Trusted Artifacts applica build realizzate in ambiente controllato agli ecosistemi Java, Python e Node.js e al catalogo Bitnami Secure Images. TrueSource Data Services trasferisce lo stesso modello ai componenti per la gestione e lo scambio dei dati, comprendendo PostgreSQL, RabbitMQ, MySQL e Valkey.
Gli sviluppi annunciati per VMware vDefend estenderanno la sicurezza laterale Zero Trust ai carichi di lavoro basati su agenti. Il monitoraggio continuo dei flussi di traffico servirà a identificare i componenti agentici e l’impiego non autorizzato di shadow AI, mentre le firme IDPS – Intrusion Detection and Prevention System – generate con l’AI permetteranno di distribuire patch virtuali contro gli exploit.
Anche la sicurezza web di VMware Avi Load Balancer amplierà la protezione dell’AI agentica. Le nuove funzioni impediranno agli agenti di accedere a strumenti non autorizzati, segnaleranno e isoleranno i comportamenti anomali per rilevare gli attacchi zero-day e applicheranno misure destinate a prevenire l’esfiltrazione non autorizzata dei dati sensibili.
AgentMinder governa identità, strumenti e azioni degli agenti
Gli agenti AI possono compiere operazioni autonome, richiamare strumenti e interagire con risorse aziendali; senza controlli adeguati possono superare i limiti previsti o interpretare erroneamente le istruzioni. La fiducia nella loro esecuzione dipende quindi da limiti di autorità, controlli sugli accessi, visibilità sulle azioni effettuate e integrità dei dati. VMware Tanzu Platform e VMware vDefend applicano a questi sistemi un’architettura deny-by-default, nella quale ogni capacità deve essere concessa esplicitamente, insieme a un framework predefinito e a un marketplace curato.
La nuova soluzione AgentMinder by Broadcom fornisce un piano di controllo centralizzato per amministrare gli agenti autonomi su larga scala. Ogni agente viene trattato come un’identità di livello enterprise, con un’autorità vincolata a una missione specifica, a un insieme di strumenti approvati e alle sole risorse autorizzate.
Le policy continuano a essere applicate durante l’esecuzione: ogni invocazione di uno strumento segue il principio del privilegio minimo e le attività vengono registrate con una tracciabilità adatta ai requisiti di conformità. Le organizzazioni possono così conoscere le operazioni svolte dagli agenti e verificare entro quali autorizzazioni siano state eseguite.
Dati strutturati e non strutturati per gli agenti
Le nuove basi di dati AI-ready di VMware Tanzu Platform consentono ai responsabili dei dati di creare e amministrare pipeline dinamiche che comprendono informazioni strutturate e non strutturate. Il risultato assume la forma di data product ottimizzati per un utilizzo a basso costo da parte degli agenti e pubblicati nel marketplace di Tanzu come servizi governati e arricchiti con il contesto necessario.
Agenti e sviluppatori possono individuare e utilizzare questi prodotti senza trasferire i dati fuori dall’azienda. Il marketplace diventa così il punto attraverso il quale rendere disponibili fonti informative già preparate e sottoposte alle regole dell’organizzazione, riducendo il lavoro necessario per collegarle a ogni nuova applicazione agentica.
Le basi degli agenti di Tanzu Platform applicano il contenimento anche al runtime. Nella configurazione predefinita gli agenti non possono accedere ad API, reti, server MCP o Internet; ogni collegamento deve essere autorizzato in modo esplicito. Un archivio isolato mantiene inoltre le credenziali fuori dalla portata degli agenti, impedendo che possano leggerle, divulgarle o utilizzarle impropriamente e contrastando il furto delle credenziali e gli attacchi di prompt injection.






