VMware Explore 2026 apre a Las Vegas con l’intelligenza artificiale al centro dell’evoluzione del cloud privato. Dal 31 agosto al 3 settembre, il Venetian Convention and Expo Center ospita oltre 350 sessioni tecniche, laboratori pratici, tavole rotonde e attività di certificazione dedicate a VMware Cloud Foundation e organizzate in quattro filoni: infrastruttura cloud, modernizzazione delle applicazioni, sicurezza e innovazione. Il programma fornisce ai professionisti IT strumenti e competenze per creare e gestire un cloud privato moderno e nativo per l’AI, capace di eseguire differenti carichi di lavoro mantenendo i dati in locale e al sicuro.
Con VMware AI Factory, Broadcom introduce la base software-defined di VMware Private AI Cloud, che riunisce in un unico ambiente il percorso dal provisioning dei server fisici alla distribuzione e alla gestione dei modelli. L’automazione integrata in VMware Cloud Foundation riduce da settimane a poche ore il tempo necessario per passare da un server bare metal alla messa in servizio del primo modello di AI, secondo i dati presentati dall’azienda.
La soluzione rientra nel tema della gestione dei carichi di lavoro AI su un’infrastruttura privata, mantenendo i dati in locale e al sicuro. AI Factory automatizza il provisioning dell’hardware, l’abilitazione dello stack software e la gestione end-to-end del ciclo di vita.
Dal bare metal all’inferenza in un solo ambiente
VMware AI Factory integra le operazioni hardware e software in un’unica soluzione automatizzata. La gestione comprende il provisioning dell’hardware, l’abilitazione dello stack software e il ciclo di vita dell’infrastruttura AI, incluse le operazioni successive alla prima implementazione. Per Broadcom, questo modello permette alle organizzazioni di scalare i carichi di lavoro riducendo la complessità operativa.
“Le aziende vogliono far girare l’AI proprio dove risiedono i propri dati, ma il percorso dall’hardware al modello è lento, complesso e costoso”, afferma Paul Turner, Chief Product Officer della divisione VMware Cloud Foundation di Broadcom. La risposta dell’azienda consiste in una base comune che conserva la scelta dell’hardware e dei modelli, automatizza il deployment dell’infrastruttura e riunisce la gestione del ciclo di vita.
La componente hardware poggia sui VCF AI ReadyNode, sistemi certificati di Cisco, Dell Technologies, Lenovo, Supermicro e altri produttori. Broadcom sta inoltre collaborando con AMD a una configurazione che associa VMware Cloud Foundation alle GPU AMD Instinct e all’ecosistema software aperto ROCm. Il provisioning zero-touch orchestrerà la distribuzione dello stack da vSphere e vSAN fino a Kubernetes e all’operatore GPU AMD; il driver AMD DVX consentirà invece di collegare gli acceleratori alle macchine virtuali di grandi dimensioni impiegate da un cluster VMware vSphere Kubernetes Service.
L’automazione raggiungerà i server fisici attraverso una nuova partnership con MetalSoft. L’integrazione consentirà di effettuare il provisioning o la riconfigurazione di hardware eterogeneo dalla console di gestione di VCF, riunendo il ciclo di vita di software e hardware nello stesso modello operativo. Broadcom indica per queste attività una riduzione dei tempi da settimane a pochi minuti e l’eliminazione della necessità di strumenti specifici dei singoli fornitori per gestire hardware e firmware.
GPU condivise e controllo della tokenomics
Una volta predisposta l’infrastruttura, i servizi di private AI di VCF intervengono sull’uso delle risorse. Le GPU possono essere aggregate e condivise tra team e applicazioni, permettendo di eseguire più modelli sullo stesso hardware anziché assegnare un’infrastruttura dedicata a ogni carico di lavoro. Una libreria unificata offre ai gruppi IT e data science un’interfaccia comune per distribuire e amministrare inferenza e flussi RAG su macchine virtuali, container e GPU.
Le funzioni di osservabilità misurano throughput dei token, latenza e utilizzo delle risorse di calcolo e memoria. Questi dati servono a governare quella che Broadcom definisce tokenomics dell’AI, vale a dire l’economia operativa legata alla generazione e al consumo dei token. La condivisione degli acceleratori, il monitoraggio e i modelli gestiti come servizio permettono di collegare il consumo effettivo alle risorse disponibili e di rendere più prevedibili i costi del cloud privato.
VMware AI Factory offre alle aziende un percorso pronto per la produzione che consente di eseguire localmente i modelli di AI. I clienti VCF possono utilizzare oltre 150 modelli open source e commerciali, tra i quali Nemotron 3, Gemma 4, cotomi, Qwen 3.7-Max e GLM 5.2. Broadcom sta collaborando con i principali fornitori mondiali di modelli AI per renderli disponibili in modo sicuro e fornirli come servizio attraverso le funzioni integrate di VCF, offrendo alle organizzazioni un percorso verso la sovranità dei dati e un impiego economicamente sostenibile dell’AI su larga scala.
Model Runtime e AI Gateway governano l’accesso
Tra le nuove funzioni, Model Runtime supporta ora la condivisione multi-tenant dei modelli attraverso namespace isolati. Linee di business e tenant distinti possono utilizzare la stessa distribuzione preservando la separazione dei dati, con un minore impiego di memoria GPU e risorse infrastrutturali rispetto alla replica di ogni modello.
I servizi di private AI nuovi e in arrivo comprendono anche AI Gateway, che unifica la governance dei modelli negli ambienti on-premise e cloud attraverso una sola interfaccia di consumo. Le funzionalità comprendono l’autorizzazione delle applicazioni, i limiti al consumo dei token e ai tassi di utilizzo e l’instradamento intelligente dei prompt.
Tra le funzioni in arrivo figurano inoltre sandbox AI containerizzate, virtualizzate e sicure, destinate a isolare l’esecuzione dinamica del codice generato dagli agenti. Gli ambienti saranno affiancati da un livello di controllo incaricato di stabilire come richiamare gli agenti, a quali strumenti possano accedere e in che modo validarne gli output prima dell’esecuzione.
VMware AI Factory riunisce così l’automazione dell’infrastruttura e i servizi di private AI in un ambiente coerente che copre il percorso dal bare metal all’inferenza. Broadcom punta a ridurre il tempo necessario per mettere in servizio il primo modello, condividere in modo più efficiente le risorse GPU e offrire alle organizzazioni un maggiore controllo sui dati, sui modelli e sui costi del cloud privato.






