Un giudice federale statunitense ha dichiarato illegale la decisione del Pentagono di classificare Anthropic come rischio per la supply chain della sicurezza nazionale, accogliendo sul merito le principali contestazioni avanzate dalla società che sviluppa Claude. La decisione del 27 agosto della giudice Rita F. Lin, del Northern District of California, stabilisce che le misure adottate contro Anthropic hanno costituito una ritorsione contraria al Primo Emendamento, che la società è stata privata delle garanzie procedurali richieste dal Quinto Emendamento e che la designazione decisa dal segretario alla Guerra Pete Hegseth ha violato le norme federali che disciplinano questo strumento. Il fascicolo del procedimento registra nello stesso giorno la decisione sul merito, l’ordine sui rimedi e il judgment finale.
Il provvedimento assume un peso maggiore dell’ingiunzione concessa dallo stesso tribunale a marzo. Quella decisione aveva bloccato temporaneamente le misure sulla base della probabilità che Anthropic riuscisse a dimostrarne l’illegittimità. Ora Lin ha deciso le cross-motions for summary judgment, il procedimento che consente a un tribunale federale di risolvere la controversia sul merito senza arrivare a un processo quando non esistono questioni materiali di fatto che richiedano un giudizio dibattimentale.
Lo scontro nasce dai limiti imposti da Anthropic all’uso militare di Claude
Il contenzioso risale al confronto tra Anthropic e il Pentagono sulla possibilità di utilizzare Claude per qualsiasi impiego militare consentito dalla legge. Anthropic aveva accettato un utilizzo molto ampio dei propri modelli per la sicurezza nazionale, mantenendo due esclusioni: sorveglianza di massa della popolazione statunitense e sistemi d’arma completamente autonomi.
La società motivava il primo limite con le implicazioni per i diritti fondamentali e il secondo con l’attuale affidabilità dei frontier model, ritenuta insufficiente per affidare a un sistema AI decisioni letali completamente autonome.
La collaborazione con il governo statunitense era già avanzata. Nel luglio 2025 il Chief Digital and Artificial Intelligence Office del Pentagono aveva assegnato ad Anthropic un accordo biennale con un valore massimo di 200 milioni di dollari per sviluppare e integrare capacità AI. Analoghi accordi erano stati assegnati anche a Google, OpenAI e xAI. Claude era inoltre entrato negli ambienti governativi classificati e Anthropic aveva lavorato con diverse agenzie federali.
La rottura arrivò quando il Pentagono chiese la rimozione delle due restrizioni. Il 27 febbraio Hegseth annunciò la designazione di Anthropic come “Supply-Chain Risk to National Security” e affermò che contractor, fornitori e partner delle forze armate non avrebbero più potuto svolgere attività commerciali con la società. Pochi giorni dopo Anthropic ricevette la comunicazione formale basata sulla normativa federale relativa ai rischi della supply chain.
Per il giudice la designazione era una ritorsione per le critiche pubbliche
La questione centrale esaminata dal tribunale riguarda la ragione effettiva per cui Anthropic fu classificata come rischio per la sicurezza nazionale. Secondo il governo, il comportamento della società durante le trattative aveva creato un problema di affidabilità: il Pentagono sosteneva di dover avere certezza sull’operatività del modello e sui limiti che il fornitore avrebbe potuto applicare alla tecnologia.
Lin ha respinto questa ricostruzione. Il materiale raccolto nel procedimento, secondo la giudice, non fornisce una base concreta per ritenere che Anthropic potesse sabotare Claude, alterarne unilateralmente il funzionamento o compromettere sistemi militari. Gli elementi disponibili indicano invece che le misure furono adottate dopo che la società aveva reso pubblico il proprio dissenso nei confronti della posizione del governo.
Il Pentagono aveva collaborato con Anthropic, sottoposto Claude ai processi di valutazione richiesti per gli ambienti di sicurezza nazionale e continuato a discutere possibili modalità di impiego della tecnologia. Per il tribunale, questo comportamento era difficilmente compatibile con la successiva rappresentazione della società come possibile fonte di sabotaggio della supply chain.
La decisione considera particolarmente significativa anche la retorica utilizzata dagli esponenti dell’amministrazione nei confronti di Anthropic e delle sue posizioni sulla sicurezza dell’AI. Lin conclude che le misure contestate erano state motivate dal desiderio di fare di Anthropic un esempio pubblico per aver criticato il governo, anziché da un rischio tecnico documentato.
La formulazione più netta compare nella parte dedicata alla sicurezza nazionale: “Il semplice richiamo alla sicurezza nazionale non è un lasciapassare per punire e colpire chi critica il governo”.
Violati Primo e Quinto Emendamento
Sul piano costituzionale, la decisione individua innanzitutto una violazione del Primo Emendamento. Anthropic aveva espresso pubblicamente proprie valutazioni sulla sicurezza dei modelli AI e sull’opportunità di utilizzarli per sorveglianza interna e armi autonome. Secondo Lin, il governo poteva interrompere il rapporto commerciale e scegliere un altro fornitore, mentre non poteva trasformare il dissenso pubblico del contractor in motivo per infliggergli conseguenze molto più ampie sul mercato federale e privato.
Il secondo punto riguarda il due process, cioè le garanzie procedurali previste dal Quinto Emendamento. Anthropic non aveva ricevuto un preavviso adeguato né la possibilità di contestare le basi fattuali della designazione prima che questa producesse i suoi effetti. La società venne quindi privata di interessi economicamente e reputazionalmente rilevanti senza il procedimento preventivo richiesto dalla Costituzione.
Primo e Quinto Emendamento: le garanzie richiamate nella sentenza
Il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti stabilisce:
“Congress shall make no law respecting an establishment of religion, or prohibiting the free exercise thereof; or abridging the freedom of speech, or of the press; or the right of the people peaceably to assemble, and to petition the Government for a redress of grievances.”
Il Congresso non può approvare leggi che istituiscano una religione di Stato o ne impediscano il libero esercizio, né limitare la libertà di parola o di stampa, il diritto delle persone a riunirsi pacificamente e a rivolgere petizioni al governo per ottenere riparazione dei torti.
Nel caso Anthropic, la parte direttamente rilevante è la libertà di espressione: il tribunale ha ritenuto che il governo non potesse utilizzare i propri poteri per colpire la società a causa delle posizioni che aveva espresso pubblicamente.
Del Quinto Emendamento è rilevante in questo caso la clausola sul due process:
“No person shall […] be deprived of life, liberty, or property, without due process of law.”
Nessuno può essere privato della vita, della libertà o della proprietà senza il rispetto delle garanzie previste dalla legge.
Secondo il tribunale, Anthropic non aveva ricevuto un preavviso adeguato né una possibilità sufficiente di contestare le basi della designazione prima che questa producesse i suoi effetti.
A questi profili si aggiunge l’Administrative Procedure Act, la legge federale che disciplina anche il controllo dei tribunali sulle decisioni delle agenzie. La disposizione rilevante è il 5 U.S.C. § 706, che autorizza il giudice a dichiarare illegittimi e annullare gli atti amministrativi quando risultano, tra l’altro, arbitrari, contrari alla legge o adottati senza rispettare le procedure previste.
Lin ha ritenuto che questi presupposti fossero presenti nella decisione contro Anthropic e ha giudicato la designazione “arbitrary and capricious”, formula del diritto amministrativo statunitense che indica una decisione priva di una motivazione razionale e coerente con gli elementi disponibili e con le norme che attribuiscono il relativo potere all’amministrazione.
Una norma sui rischi della supply chain non può diventare uno strumento di blacklisting generale
La designazione del Pentagono si fondava sul 10 U.S.C. § 3252, una disposizione dedicata ai rischi della supply chain nei sistemi destinati alla sicurezza nazionale. La norma permette alle agenzie interessate di escludere un fornitore o adottare altre misure negli acquisti quando è necessario ridurre un rischio per la sicurezza nazionale, ma richiede una determinazione scritta, la verifica che non siano disponibili misure meno invasive e una comunicazione al Congresso contenente una sintesi della valutazione del rischio e delle ragioni della decisione.
È soprattutto la definizione di supply chain risk contenuta nella stessa disposizione a essere rilevante nel caso Anthropic. Il rischio deve riguardare la possibilità che un avversario saboti un sistema, introduca intenzionalmente funzionalità indesiderate o ne comprometta progettazione, integrità, produzione, distribuzione, installazione, funzionamento o manutenzione per sorvegliarlo, impedirne l’uso, interromperlo o degradarne le funzioni.
Il tribunale non ha trovato nel record amministrativo elementi sufficienti per ricondurre il dissenso di Anthropic sull’impiego di Claude a un rischio di questa natura. Il punto non è quindi l’esistenza del potere del Pentagono di proteggere i propri sistemi, ma l’uso di uno strumento normativo concepito per contrastare sabotaggio e compromissione della supply chain nei confronti di un fornitore che aveva posto condizioni sull’impiego della propria tecnologia.
Il Pentagono può rinunciare a Claude, ma non estendere la sanzione a tutto il mercato
La sentenza traccia una distinzione precisa tra scelta del fornitore e blacklisting. Il Pentagono conserva la libertà di decidere che Claude non risponde alle proprie esigenze operative e di scegliere modelli forniti da concorrenti disposti ad accettare condizioni contrattuali differenti.
Il tribunale ha però annullato la designazione come rischio per la supply chain e le conseguenze costruite su di essa. Vengono meno anche le misure adottate dalle altre agenzie federali in attuazione delle direttive contro Anthropic e la pretesa di impedire in modo generalizzato ai contractor e ai fornitori militari di intrattenere rapporti commerciali con la società.
Già nell’ingiunzione preliminare di marzo Lin aveva rilevato che il governo non aveva indicato una base legislativa sufficiente per estendere il divieto alle attività private delle imprese che lavorano con le forze armate.
La decisione non assegna quindi ad Anthropic un diritto a fornire Claude al Pentagono. Stabilisce che gli strumenti creati dal Congresso per proteggere la supply chain della sicurezza nazionale possono essere utilizzati soltanto in presenza dei rischi e secondo le procedure previste dalle disposizioni che li istituiscono.
Un secondo procedimento riguarda un’altra disposizione sulla supply chain
La controversia comprende anche un procedimento distinto davanti alla U.S. Court of Appeals for the District of Columbia Circuit. In quel caso il Pentagono ha utilizzato il 41 U.S.C. § 4713, una disposizione più generale sugli acquisti federali che consente alle agenzie di adottare misure contro un fornitore quando esiste un rischio significativo per la supply chain.
Anche questa norma specifica sia che cosa possa essere considerato un supply chain risk, sia la procedura da seguire. In condizioni ordinarie richiede una raccomandazione congiunta dei responsabili competenti dell’agenzia, la comunicazione al fornitore degli elementi alla base della contestazione compatibilmente con le esigenze di sicurezza nazionale e la possibilità di presentare entro 30 giorni informazioni e argomenti contrari alla misura. L’agenzia deve inoltre stabilire per iscritto che l’intervento è necessario per la sicurezza nazionale e che non sono ragionevolmente disponibili misure meno invasive.
La disposizione definisce inoltre il rischio come la possibilità che un soggetto saboti, introduca intenzionalmente funzionalità indesiderate, estragga dati o manipoli prodotti e sistemi informatici in modo da sorvegliarli, impedirne o interromperne il funzionamento oppure alterarne l’utilizzo.
Il procedimento davanti alla D.C. Circuit riguarda quindi una base legislativa differente rispetto al 10 U.S.C. § 3252 esaminato da Lin. La corte d’appello aveva respinto la richiesta di Anthropic di sospendere in via d’urgenza quella determinazione, accelerando però l’esame del merito. L’udienza si è svolta il 19 maggio 2026 e le parti hanno successivamente depositato ulteriori memorie nel procedimento.






