Da qualche giorno uno dei modelli AI più discussi fra gli sviluppatori non ha un produttore dichiarato. Si chiama Ox Alpha, è disponibile gratuitamente, accetta testo, immagini e video, dispone di una finestra di contesto superiore al milione di token e viene presentato per coding, reasoning e attività agentiche prolungate. Chi lo ha costruito ha scelto di restare nell’ombra.
A rendere il caso ancora più insolito è la quantità di risorse messa a disposizione. OpenCode ha annunciato accesso gratuito quasi illimitato per una settimana e ha dichiarato di avere capacità per 100T token al giorno, cioè 100 mila miliardi. La cifra descrive la capacità dichiarata dell’infrastruttura, non il traffico effettivamente generato dagli utenti, e indica comunque una disponibilità di calcolo accessibile soltanto a un numero ristretto di operatori.
Alcuni sviluppatori hanno iniziato a cercare l’identità del produttore nelle impronte tecniche del modello. Tokenizer, messaggi di errore, limiti dell’API e perfino il modo in cui vengono trasformati in token i fotogrammi di un video stanno facendo convergere una parte consistente degli indizi verso Z.ai, la società cinese precedentemente conosciuta come Zhipu AI, e la famiglia GLM.
L’attribuzione resta però indipendente: Z.ai non ha confermato di essere il produttore di Ox Alpha.
Che cosa sappiamo di Ox Alpha
OpenRouter presenta ufficialmente Ox Alpha come uno stealth model, sviluppato e gestito da un provider terzo che ha deciso di restare anonimo durante la preview. OpenRouter precisa di svolgere esclusivamente il ruolo di router e di non essere né lo sviluppatore né il proprietario del modello.
Ox Alpha è apparso il 20 agosto 2026. La sua finestra di contesto è precisamente di 1.048.576 token, mentre una singola risposta può arrivare a 131.072 token. Supporta testo, immagini e video in input, restituisce testo, utilizza tool calling e può produrre output JSON strutturato. OpenRouter lo descrive come un reasoning model destinato in particolare a software engineering di lunga durata, coding, reasoning complesso e workflow agentici.
Il prezzo durante la preview è zero sia per i token di input sia per quelli di output. Anche OpenCode Zen lo elenca come Ox Alpha Free, con model ID x-preview-f-free.
Le due piattaforme indicano condizioni differenti per quanto riguarda i dati. OpenCode dichiara che il provider utilizzato attraverso Zen applica una zero-retention policy e non usa i dati per addestrare il modello. La pagina di OpenRouter informa invece che, attraverso il suo servizio, prompt e completamenti vengono conservati dal provider, pur senza essere utilizzati per il training. La modalità di accesso incide quindi anche sulle condizioni di trattamento dei dati.
L’indizio del tokenizer
Le prime ipotesi sull’identità di Ox Alpha hanno chiamato in causa diversi grandi laboratori in grado di offrire un’infrastruttura di queste dimensioni. Sono circolati i nomi di Google, Microsoft, xAI, DeepSeek, Xiaomi e Z.ai.
Quando un modello viene pubblicato senza indicarne il produttore, è possibile provare a identificarlo attraverso il fingerprinting, confrontando caratteristiche tecniche difficili da mascherare: tokenizer, struttura e messaggi delle API, parametri supportati, limiti di contesto e modalità con cui vengono codificati input come immagini e video. Nessun singolo indizio è decisivo, ma la convergenza di più impronte può restringere molto il campo.
Una prima analisi indipendente su Ox Alpha ha confrontato i token consumati da una serie di prompt con quelli prodotti da altri modelli. Su 25 testi differenti, i conteggi attribuiti a Ox Alpha coincidono con quelli di GLM-5.3, mantenendo un offset costante di 75 token. L’analisi attribuisce la differenza alla presenza di un wrapper o system prompt nascosto di quella dimensione.
Un secondo progetto, Modelprint, utilizza un approccio simile per il fingerprinting degli endpoint compatibili con le API OpenAI. Oltre ai conteggi del tokenizer esamina template nascosti, errori prodotti passando parametri non validi, limiti del contesto e altri elementi del serving stack.
Queste caratteristiche sono più difficili da mascherare rispetto allo stile delle risposte. Un system prompt può imporre al modello di dichiararsi “Ox Alpha” indipendentemente dalla propria origine; il comportamento del tokenizer o il codice di errore restituito dall’infrastruttura dipendono invece dal sistema che lo serve.
Anche gli errori dell’API assomigliano a GLM-5.3
Passando a Ox Alpha un valore non previsto per il parametro reasoning_effort, l’API indica come valori ammessi low, high e max e segnala che il reasoning non può essere disattivato.
È lo stesso contratto documentato da Z.ai per GLM-5.3. Nel modello presentato il 14 agosto, sei giorni prima della comparsa di Ox Alpha, Z.ai ha eliminato la possibilità di disattivare il thinking e mantiene esattamente i tre livelli low, high e max.
La struttura di un singolo parametro non basta per attribuire due modelli allo stesso produttore. La coincidenza acquista maggiore peso insieme a tokenizzazione, messaggi restituiti dall’API e altre caratteristiche del backend.
GLM-5.3 è inoltre orientato al coding e ai workload agentici di lunga durata, le stesse aree nelle quali viene posizionato Ox Alpha. Z.ai dichiara di aver ottenuto GLM-5.3 mantenendo lo stesso base model di GLM-5.2 e aumentando soprattutto la scala del post-training su ambienti complessi.
Il video encoder avvicina Ox Alpha alla famiglia GLM-5V
Ox Alpha accetta anche input video, una funzione che la versione pubblica di GLM-5.3 non offre.
L’analisi indipendente ha quindi creato quattro video controllati, variandone durata, frame rate e risoluzione, e ha misurato quanti token venivano attribuiti all’input visivo dai diversi modelli.
Nei quattro test, Ox Alpha e GLM-5V-Turbo hanno utilizzato esattamente lo stesso numero di token per il video. Un filmato di due secondi a 360p richiede 296 token in entrambi i modelli; portando la durata a sei secondi, entrambi salgono a 884. Aumentando a 720p, entrambi arrivano a 1.064 token. Cambiando il frame rate da 30 a 5 fps il conteggio rimane invariato per entrambi.
GLM-4.6V, Qwen 3.8 Max e MiMo V2.5 mostrano nei medesimi test firme differenti.
Le misure riflettono alcune scelte interne del video encoder, il componente che converte immagini e sequenze video in rappresentazioni utilizzabili dal modello linguistico. Z.ai ha descritto GLM-5V-Turbo come un foundation model multimodale progettato per agenti capaci di interpretare immagini, video, pagine Web, documenti e interfacce grafiche.
La coincidenza non identifica Ox Alpha con GLM-5V-Turbo, ma indica caratteristiche del sottosistema video compatibili con quelle osservate nella famiglia GLM-5V.
Il precedente di Pony Alpha
Z.ai ha già utilizzato una release anonima per far valutare un modello prima della presentazione ufficiale.
All’inizio di febbraio un modello chiamato Pony Alpha comparve su OpenRouter senza indicazione del produttore. Gli sviluppatori iniziarono a provarlo e a confrontarne il comportamento con quello di altri modelli. Pochi giorni dopo venne confermato che Pony Alpha era GLM-5, il modello che Z.ai stava per presentare ufficialmente.
Nel technical report di GLM-5, il team ha successivamente descritto Pony Alpha come una release anonima destinata a permettere una valutazione delle capacità del modello senza l’influenza del marchio.
La tempistica di Ox Alpha presenta una sequenza simile: GLM-5.3 è stato presentato il 14 agosto e Ox Alpha è apparso il 20 agosto, con capacità multimodali che la versione pubblica di GLM-5.3 non possiede.
Tra le ipotesi circolate fra gli sviluppatori c’è quindi una futura estensione multimodale della nuova generazione GLM, indicata informalmente come GLM-5.3V, oppure un checkpoint successivo. Z.ai non ha confermato nessuna delle due possibilità, né esiste al momento una denominazione ufficiale per un eventuale modello corrispondente.
Resta aperta anche la pista Microsoft
Tra le alternative emerse c’è Microsoft. Un’analisi ripresa da Wccftech ha associato Ox Alpha al tokenizer cl100k_base, originariamente sviluppato da OpenAI e utilizzato anche in altri ecosistemi, suggerendo un possibile legame con la famiglia Microsoft MAI.
Il tokenizer, considerato da solo, non identifica il produttore di un modello: una stessa tecnica o lo stesso vocabolario possono essere adottati da organizzazioni differenti. Le analisi che confrontano direttamente i conteggi di Ox Alpha con GLM-5.3, i messaggi dell’API e l’encoder video forniscono comunque un insieme più ampio di segnali compatibili con la famiglia GLM.
L’ipotesi Z.ai dispone quindi di più riscontri tecnici pubblici, ma resta un’attribuzione indipendente. Il produttore continua ufficialmente a essere anonimo.
La capacità dichiarata di 100 mila miliardi di token al giorno
OpenCode non ha dichiarato che Ox Alpha stia elaborando 100 mila miliardi di token ogni giorno. Ha affermato di avere capacità per 100T token al giorno e ha invitato gli utenti a sfruttarla durante il periodo gratuito.
Senza informazioni sulla composizione dell’infrastruttura, sul rapporto fra token di input, output e cache e sul carico realmente generato, quella cifra non può essere tradotta in un numero attendibile di acceleratori o in una misura diretta della potenza di calcolo installata.
La disponibilità gratuita di un modello multimodale con oltre un milione di token di contesto e limiti di utilizzo molto elevati permette comunque al provider di raccogliere workload reali difficili da riprodurre con benchmark convenzionali: grandi repository software, agenti che effettuano numerose chiamate agli strumenti, documenti molto estesi e sessioni mantenute attive per periodi prolungati.
OpenCode ha indicato una disponibilità gratuita di una settimana a partire dal 20 agosto. Se il calendario verrà rispettato, la preview dovrebbe quindi terminare intorno al 27 agosto. OpenRouter continua invece a indicare il modello come gratuito senza pubblicare una data di scadenza.
Per ora, quindi, il nome resta coperto. Ma l’anonimato di un modello non significa più invisibilità tecnica: abbastanza dettagli del suo funzionamento possono tradirne la provenienza prima ancora dell’annuncio ufficiale.






