Watermark invisibili incorporati nei testi e metadati di provenienza firmati nei file: Anthropic ha scelto due tecniche complementari per rendere riconoscibili dalle macchine i contenuti elaborati da Claude.
La società ha aderito al Codice di buone pratiche sulla trasparenza dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale, predisposto per agevolare il rispetto dell’articolo 50 dell’AI Act europeo.
Il contrassegno non sarà però un certificato di paternità. Potrà indicare che un testo o un file è passato attraverso Claude, ma non stabilirà se il modello abbia creato il contenuto da zero, né permetterà sempre di riconoscere un output successivamente modificato.
Un watermark incorporato direttamente nel testo
Quando un modello compatibile genera del testo, inserisce un watermark impercettibile, senza alterarne significato, qualità o leggibilità.
Il contrassegno viene applicato a livello del modello, anziché dall’interfaccia o dall’applicazione utilizzata per accedervi. Per questo dovrebbe accompagnare gli output prodotti attraverso Claude, le API di Claude Platform, Claude Code, Claude Cowork e Claude Tag.
La stessa soluzione è prevista quando i modelli supportati vengono utilizzati attraverso AWS, Google Cloud o Microsoft Foundry. Il watermark dovrebbe quindi essere presente indipendentemente dal servizio dal quale arriva la risposta.
Essendo incorporato nel testo, il segnale può conservarsi quando il contenuto viene copiato e incollato e potrebbe resistere ad alcune modifiche. Anthropic non ha ancora spiegato pubblicamente quale tecnica utilizzi né quanto testo sia necessario per ottenere un rilevamento affidabile. La documentazione tecnica con questi dettagli sarà pubblicata successivamente.
Metadati C2PA firmati per immagini e altri file
Per i formati di file compatibili, tra i quali Anthropic cita SVG, PNG e JPEG, Claude aggiungerà invece metadati di provenienza firmati digitalmente.
Questi dati seguono lo standard aperto C2PA, sviluppato dalla Coalition for Content Provenance and Authenticity per registrare informazioni sulla storia di un contenuto. La firma consente di verificare che il file sia stato elaborato da Claude e di rilevare eventuali modifiche intervenute dopo l’apposizione delle informazioni di provenienza.
La disponibilità non sarà uniforme. I metadati potranno essere applicati soltanto nei prodotti e nelle piattaforme capaci di gestire i file e conservarne le informazioni accessorie. Anthropic avverte, in particolare, che questa funzione potrebbe non essere supportata da tutti i partner cloud.
Quali modelli Claude saranno contrassegnati
I modelli Claude resi disponibili nell’Unione europea dal 2 agosto 2026 in poi supporteranno i contrassegni leggibili dalle macchine fin dal debutto. Anthropic sta lavorando per estendere la funzione anche ai modelli commercializzati prima di questa data.
Il 2 agosto coincide con l’applicazione delle disposizioni sulla trasparenza dell’articolo 50. La normativa richiede ai fornitori di sistemi capaci di generare testi, immagini, audio o video sintetici di rendere gli output rilevabili come artificialmente generati o manipolati, per quanto tecnicamente possibile.
Il Codice di buone pratiche rimane volontario, mentre gli obblighi previsti dall’AI Act sono vincolanti. La Commissione europea e l’AI Board lo hanno riconosciuto come uno strumento adeguato per dimostrare la conformità. Anthropic compare tra i firmatari della sezione riservata ai fornitori, insieme, fra gli altri, a Google, Meta, Microsoft, Mistral e OpenAI, nella lista pubblicata dalla Commissione europea.
L’applicazione di watermark e metadati non sarà limitata agli utenti europei: per i modelli compatibili, Anthropic prevede di contrassegnare gli output in tutto il mondo, ovunque Claude venga offerto.
Un segnale non equivale a una prova
Anthropic sottolinea che il rilevamento di un contrassegno indica soltanto che il contenuto potrebbe essere stato elaborato da Claude. Un utente può infatti affidare al modello la correzione, la traduzione, il riassunto o la conversione di materiale scritto originariamente da una persona.
Anche un file con metadati C2PA non dimostra quindi che idee, parole, immagini o dati siano stati creati dal modello. Dopo l’elaborazione, il contenuto potrebbe inoltre essere stato tagliato, modificato o combinato con materiale proveniente da altre fonti.
Vale anche il principio opposto: l’assenza di un contrassegno rilevabile non esclude l’impiego dell’AI. Il watermark potrebbe mancare perché il contenuto proviene da un modello precedente, perché il passaggio è troppo breve oppure perché il testo è stato ampiamente riscritto, tradotto o mescolato con altri materiali.
I metadati dei file sono ancora più esposti alla rimozione. Possono andare persi con una conversione, un nuovo salvataggio, uno screenshot o l’uso di un’applicazione che non li conserva.
Cosa cambia per chi integra le API di Claude
Gli sviluppatori che incorporano Claude nei propri prodotti dovrebbero ricevere gli output già contrassegnati quando utilizzano un modello compatibile. Anthropic precisa tuttavia che questo supporto non sostituisce la valutazione degli obblighi applicabili al servizio finale.
Il sistema di marcatura risponde infatti agli impegni del fornitore del modello. Le aziende che pubblicano contenuti generati o manipolati dall’AI possono avere responsabilità ulteriori, come l’apposizione di etichette comprensibili dalle persone nei casi previsti dall’articolo 50.
Anthropic consentirà a utenti e soggetti terzi di controllare watermark e metadati, ma non ha ancora reso disponibili le specifiche tecniche né le modalità di accesso ai sistemi di rilevamento.






