Le truffe via messaggi non sono più un fenomeno marginale della criminalità digitale, ma una minaccia economica sempre più strutturata. In Italia il 23% delle vittime è stato colpito almeno tre volte, segnale di un passaggio dalle frodi occasionali a un modello di attacco ripetuto, industrializzato e capace di sfruttare la pressione finanziaria delle famiglie.
Secondo una nuova ricerca di Kaspersky, le reti criminali organizzate stanno approfittando dell’instabilità economica, dell’aumento del costo della vita e della diffusione capillare delle app di messaggistica per sottrarre denaro agli utenti con tecniche sempre più credibili. In Italia la perdita media per vittima è pari a 770 euro, una cifra che per molte famiglie può incidere direttamente su spese essenziali come alimentari e bollette.
Le truffe via messaggi diventano una minaccia economica
Il fenomeno assume una dimensione ancora più rilevante se osservato su scala globale. Kaspersky stima che, considerando circa 3 miliardi di utenti di app di messaggistica nel mondo, se anche solo il 10% venisse colpito le perdite potrebbero superare i 219,9 miliardi di dollari.
Il dato conferma come le truffe via messaggi non siano più soltanto un problema di sicurezza informatica individuale. La loro diffusione può trasformarsi in un danno macroeconomico, perché sottrae risorse a persone e famiglie già sottoposte a forti pressioni economiche, indebolisce la fiducia nei servizi digitali e aumenta l’impatto delle frodi sulla società.
Il problema resta inoltre in larga parte sommerso. In Italia solo il 23% delle vittime denuncia il reato alle forze dell’ordine e appena il 14% lo segnala alla propria banca. Questo significa che una quota rilevante delle perdite non entra nelle statistiche ufficiali e rende più difficile stimare con precisione l’impatto reale del fenomeno.
False consegne, investimenti e brand impersonation tra le frodi più diffuse
Le truffe via messaggi si sviluppano ormai all’interno delle piattaforme più utilizzate nella vita quotidiana, sfruttando familiarità, urgenza e fiducia. In Italia le forme più diffuse sono le false notifiche di consegna, indicate dal 38% delle vittime, le truffe sugli investimenti, al 35%, e l’utilizzo indebito dell’identità dei brand, al 28%.
Questi attacchi sono progettati per imitare comunicazioni legittime e inserirsi senza attrito nelle normali abitudini digitali degli utenti. Il messaggio sembra provenire da un corriere, da una piattaforma conosciuta, da un servizio finanziario o da un marchio riconoscibile. La pressione psicologica viene costruita proprio su questa apparente normalità.
A essere colpiti non sono soltanto gli utenti più anziani. La ricerca evidenzia una distribuzione quasi uniforme delle vittime tra Generazione Z, Millennial e Generazione X. I Millennial risultano particolarmente esposti alle truffe legate a investimenti e opportunità finanziarie: il 40% ha dichiarato di essere stato vittima di questo tipo di frode.
La pressione economica aumenta l’efficacia delle frodi
Il contesto economico rende le vittime più vulnerabili. Inflazione, precarietà lavorativa, aumento dei costi e incertezza finanziaria creano le condizioni ideali per schemi fraudolenti costruiti su promesse di risparmio, guadagno rapido o risoluzione urgente di un problema.
La componente psicologica è centrale. I truffatori non si limitano a inviare link dannosi, ma costruiscono scenari credibili nei quali la vittima viene portata a considerare razionale una decisione che, dall’esterno, apparirebbe rischiosa.
“I truffatori utilizzano contesti riconosciuti, ambienti sociali familiari e norme linguistiche consolidate per far credere alle vittime che le loro decisioni siano razionali e ragionevoli sul momento, mentre in realtà stanno costruendo false realtà in cui tali decisioni finiscono per causare danni finanziari e psicologici”, ha spiegato Elisabeth Carter, linguista forense e criminologa presso la Kingston University London.
Difesa digitale e verifica dei messaggi diventano essenziali
Per ridurre il rischio, Kaspersky indica la necessità di adottare misure di protezione più rigorose. La prima linea di difesa resta la protezione in tempo reale dei dispositivi, soprattutto contro link dannosi e tentativi di phishing che possono comparire nelle app, nei siti web e nelle notifiche mobili.
Un secondo elemento riguarda la gestione delle password, da rafforzare con strumenti dedicati per conservare credenziali in modo sicuro e ridurre il rischio di inserimento dei dati su siti fraudolenti. Altrettanto importante è la consapevolezza: conoscere le truffe più comuni e parlarne in famiglia può aiutare a riconoscere segnali d’allarme che, nel momento dell’interazione, possono passare inosservati.
Per le aziende, il tema riguarda anche la protezione del brand. I criminali utilizzano sempre più spesso identità aziendali riconoscibili per rendere credibili i propri messaggi. Strumenti di monitoraggio capaci di individuare abusi del marchio sui social media, nei marketplace e in alcune aree del dark web possono quindi contribuire a ridurre il rischio e facilitare interventi tempestivi.
Un problema di sicurezza informatica e finanziaria
“Le truffe via app di messaggistica stanno silenziosamente prosciugando le risorse finanziarie di famiglie già sottoposte a forti pressioni economiche”, ha commentato Marc Rivero, Lead Security Researcher del Global Research & Analysis Team di Kaspersky. “Questo approccio alla frode, altamente organizzato e industrializzato, prende di mira le persone con rapidità e su vasta scala, attraverso ogni canale di messaggistica”.
Il punto è che le truffe via messaggi non possono più essere trattate come episodi isolati. La loro crescita, la ripetizione degli attacchi e l’elevata capacità di imitare comunicazioni legittime impongono un cambio di approccio. Per gli utenti significa verificare ogni messaggio non richiesto attraverso canali ufficiali prima di condividere dati o denaro. Per le aziende significa rafforzare monitoraggio, protezione del brand e capacità di risposta. Per il sistema economico, invece, significa riconoscere che la frode digitale su larga scala è ormai anche un tema di resilienza finanziaria.






