Scaleway tra i provider scelti dalla Commissione UE: il cloud sovrano diventa misurabile

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Il tema della sovranità cloud entra in una nuova fase, passando da concetto teorico a parametro concreto e misurabile. La Commissione europea ha selezionato Scaleway tra i fornitori del programma Cloud III Dynamic Purchasing System, un’iniziativa da 180 milioni di euro che consentirà alle istituzioni UE di accedere a servizi cloud sovrani per i prossimi sei anni.

La novità più rilevante non è solo la selezione in sé, ma il metodo utilizzato: per la prima volta, la sovranità cloud è stata valutata attraverso un sistema strutturato basato su indicatori oggettivi.

Cloud sovrano europeo: la Commissione introduce la scala SEAL

Il processo di selezione si inserisce nel Cloud Sovereignty Framework della Commissione europea, che definisce criteri legali, operativi e tecnologici per valutare i provider. Il punto chiave è l’introduzione della scala SEAL (Sovereignty Effectiveness Assurance Level), un sistema che misura il livello di indipendenza e controllo dei servizi cloud.

La classificazione va da SEAL-0, che indica assenza di sovranità, fino a SEAL-4, che rappresenta una supply chain completamente europea, dai chip al software. Scaleway ha ottenuto il livello SEAL-3, uno dei più alti attualmente assegnati, che certifica un’elevata autonomia rispetto a normative extra-UE e un controllo completo sui dati e sulle infrastrutture.

Cosa significa SEAL-3 per dati, sicurezza e controllo

Il livello SEAL-3 implica condizioni precise: immunità giuridica rispetto a legislazioni extraeuropee, gestione delle chiavi di crittografia esclusivamente all’interno dell’Unione Europea, localizzazione di dati e backup su territorio europeo e presenza di un Security Operations Center basato in Europa con registri immutabili.

Non si tratta quindi solo di localizzazione geografica, ma di un controllo complessivo sulla filiera del dato e sull’infrastruttura, elemento sempre più centrale per istituzioni e organizzazioni che gestiscono informazioni sensibili o mission-critical.

Cloud III: procurement europeo e nuove dinamiche di mercato

Il programma Cloud III introduce anche un modello operativo specifico. Gli enti europei potranno indire mini-gare tra i provider selezionati, scegliendo di volta in volta il fornitore più adatto in base alle esigenze, inclusi carichi di lavoro particolarmente critici.

Questo approccio crea un ecosistema più dinamico rispetto ai modelli tradizionali di procurement, favorendo la competizione tra provider europei e incentivando lo sviluppo di soluzioni sempre più specializzate.

Sovranità digitale e impatto economico europeo

Oltre agli aspetti tecnologici e normativi, il tema della sovranità cloud ha anche una dimensione economica. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, una quota significativa degli investimenti effettuati su provider europei viene reinvestita nell’economia locale, contribuendo allo sviluppo dell’ecosistema tecnologico del continente.

Damien Lucas, CEO di Scaleway, sottolinea questo punto: “Scaleway è impegnata a contribuire all’autonomia digitale dell’Europa, non solo attraverso la propria tecnologia e l’allineamento ai quadri normativi europei, ma anche costruendo e investendo sul proprio ecosistema.”

Cloud e AI: il ruolo delle infrastrutture europee

La selezione di Scaleway si inserisce in un contesto più ampio, in cui le istituzioni europee stanno rafforzando gli investimenti in intelligenza artificiale e infrastrutture digitali. In questo scenario, la capacità di combinare sovranità, prestazioni e scalabilità diventa un fattore competitivo chiave.

L’azienda, parte del gruppo iliad, opera interamente sotto giurisdizione europea e mantiene tutte le attività, inclusa la ricerca e sviluppo, all’interno del continente. Questo approccio consente di offrire un’infrastruttura progettata per rispondere ai requisiti più stringenti in termini di controllo dei dati e conformità normativa.

Verso un ecosistema cloud europeo più strutturato

L’introduzione di criteri misurabili come la scala SEAL rappresenta un passaggio significativo per il mercato cloud europeo. Definire standard chiari consente di ridurre ambiguità e di costruire un terreno competitivo più trasparente tra provider.

Il risultato è un ecosistema che punta a essere più resiliente e autonomo, in grado di sostenere sia le esigenze delle istituzioni pubbliche sia quelle delle imprese che operano in contesti regolati.

In altre parole, il cloud sovrano non è più solo una dichiarazione di principio, ma un insieme di requisiti verificabili. Ed è proprio questa transizione a segnare il cambio di passo nella strategia digitale europea.

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