Droni per la creatività negli spazi urbani

Lo studio italiano di design Carlo Ratti Associati ha presentato un nuovo modo per coniugare droni e design urbano: si chiama Paint by Drone e impiega droni per eseguire graffiti decorativi sulle facciate dei palazzi, in particolare su quelle “vuote” che non hanno elementi architettonici o decorativi e che si trovano spesso nelle aree urbane, come spazi liberi permanenti o temporanei.

Paint by Drone è una soluzione tecnologica “portatile” ma articolata che impiega una vera e propria squadra di droni, in maniera anche collaborativa.

Si tratta di diversi quadricotteri larghi circa un metro, ognuno dei quali dotato di sensori e di un serbatoio di inchiostri che permettono di disegnare con i colori primari della stampa CMYK (ciano, magenta, giallo, nero).

Un sistema centralizzato di controllo comanda lo spostamento dei droni e l’attivazione dei loro aerografi, tenendo conto della posizione dei droni stessi fra loro e rispetto alla facciata da dipingere.

Paint by Drone ha il vantaggio di poter essere messo in funzione in poche ore mentre altri approcci tradizionali richiedono infrastrutture più complesse.

Permette anche un lavoro di gruppo in cui un artista esegue una parte dei graffiti, ad esempio i contorni, lasciando il resto ad altri e magari anche ai cittadini stessi. Oppure, l’area da decorare potrebbe essere suddivisa fra più droni, affidati ciascuno a un artista diverso.

Le immagini da disegnare con i graffiti possono essere passate ai droni anche semplicemente attraverso un’app mobile, il che permette di usare Paint by Drone in maniera collaborativa davvero estesa, con o senza il controllo di un curatore che esamina i contributi artistici dei partecipanti.

Secondo Carlo Ratti la pittura via droni potrebbe essere applicata in molte situazioni urbane, ad esempio per la decorazione delle coperture delle impalcature installate per i lavori di ristrutturazione degli edifici, coperture che invece di solito sono lasciate “neutre” oppure sono usate a scopo pubblicitario.

Inoltre quelli che definisce “graffiti fisici” potrebbero rappresentare non elementi decorativi ma informazioni ricavate in tempo reale dalla parte digitale della città stessa.

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