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WWDC 2017: una guida “ragionata” alle novità Apple

È stato un keynote tra i più lunghi e ricchi di annunci di sempre quello che ha aperto l’edizione 2017 della WorldWide Developer Conference, l’annuale appuntamento che Apple dedica ai propri sviluppatori. E, caso strano per un evento in cui il protagonista è il software in tutte le sue forme, le maggiori novità (sia come numero sia come valore) hanno riguardato i prodotti hardware. È vero che alla fine sono i computer che consentono di sviluppare i programmi e le app, però l’impressione che si è avuta è che Apple ha forse colto l’occasione della WWDC 2017 per sistemare un po’ le cose in ambito desktop e notebook per proporre gamme più accattivanti sul versante prezzo e più in linea con le gamme dei concorrenti. Ciliegina sulla torta sono poi stati l’iMac Pro (una vera workstation in formato all-in-one), l’iPad Pro da 10,5″ (che manda in pensione il modello da 9,7″) e HomePod, assistente intelligente che nell’idea di Apple dovrebbe reinventare il modo in cui ascoltiamo la musica in modalità wireless nelle nostre case (e non solo). Ma vediamo più da vicino i singoli annunci per capire il loro reale valore.

iMac Pro

iPad Pro è la novità più succosa tecnicamente, anche se destinata a un pubblico limitato e piuttosto il là da venire: sei mesi per vedere il nuovo iMac Pro sono onestamente un po’ tanti. Apple lo presenta come il Mac più potente di sempre e date le caratteristiche tecniche l’affermazione è evidente. Il nuovo desktop professionale integra un processore Intel Xeon da 8 core (con opzioni a 10 e 18) e una scheda grafica Radeon Vega da 11 teraflop che supporta anche la creazione (e ovviamente la visione) di contenuti per la realtà virtuale.

Le altre caratteristiche tecniche sono di pari livello: display 5K da 27 pollici con la possibilità di controllarne altri due 5K via Thunderbolt (o quattro 4K), 32 GB di RAM al mimimo e 128 al massimo, storage SSD fino a 4TB, 10 Gigabit Ethernet e via dicendo. E una finitura in grigio siderale che non è solo molto “cool” ma va benissimo per chi fa video perché dà il massimo risalto alle immagini e non al computer che c’è intorno. Tra l’altro, Apple non venderà separatamente mouse, tastiera e touchpad in space grey.

Con queste caratteristiche il prezzo è elevato in assoluto (si parte da cinquemila dollari) ma non inconcepibile. Anzi. Una workstation grafica – perché di questo si tratta, non di un desktop normale – con caratteristiche tecniche simili non costa meno di 3.500-4.000 euro, a cui bisogna aggiungere il costo di un display 5K, quindi almeno 1.000-1.500 euro. Se consideriamo che iMac Pro è costruito con la classica cura progettuale e di design di Apple, alla fine il cartellino del prezzo sembra quasi leggero.

È chiaro che stiamo parlando di un oggetto da professionisti del video e della progettazione. Va bene per i professionisti di qualsiasi settore (musica, grafica…) ma il video editing, la creazione di contenuti VR/AR e tutto il mondo CAD/3D e derivati è il suo ambito di elezione. In questo senso le uniche lacune sono nella luminosità del pannello Retina, che è elevata ma non abbastanza per la gestione di contenuti in HDR (servirà un display esterno), e nel supporto per gli standard di mercato VR/AR che non è ancora chiarissimo. Far vedere Steam VR sul palco va bene, è un primo passo.

Il vero problema di iMac Pro è un altro: essere un’ottima macchina che arriverà però tra sei mesi evidenziando, invece di eliminare, il senso del ritardo di Apple nella progettazione di computer per il mercato professionale. Non perché sia concepita male – se è per quello, è concepita benissimo – ma perché doveva arrivare tra qualche settimana, anche se probabilmente con una configurazione un po’ diversa. Oggi Apple resta da un lato con un computer “pro” ormai invendibile – chi spenderebbe almeno tremila dollari per un Mac Pro, di cui prima è stato annunciato il pensionamento anche concettuale e ora conosciamo un erede? – e dall’altro con la previsione di un ottimo prodotto.

iMac

All’esterno non ci sono stravolgimenti nei nuovi iMac 2017, ma importanti aggiornamenti sono stati apportati ai componenti chiave e questi ne fanno un update solido e interessante. Non sono stati ritoccati solo gli elementi di cui ci si attendeva un aggiornamento, quale quello relativo ai processori Intel Kaby Lake, ma sono arrivati piacevoli potenziamenti anche nel comparto grafico, negli schermi, nel sistema di storage.

Al cuore dei nuovi iMac 2017 troviamo processori Intel Core i5 e i7 di settima generazione. Si va dal Core i5 dual‑core a 2,3 GHz del modello base da 21,5” fino al Core i7 quad‑core a 4,2 GHz che è ordinabile come opzione di upgrade delle configurazioni top di 27”. Tutti ovviamente con supporto per il Turbo Boost che spinge il processore a una frequenza ancora più veloce, se possibile. Rispetto alla precedente generazione Skylake, l’incremento di prestazioni dei processori Kaby Lake non è certo di quelli epocali, ma comunque sono nominalmente più veloci.

È nel comparto grafico dove Apple annuncia l’aumento maggiore di prestazioni rispetto alla precedente generazione, con GPU che arrivano a essere, in determinate configurazioni e attività, fino a tre volte più veloci. E con la possibilità, aggiungiamo, di avere una scheda grafica discreta anche sul modello da 21,5”. L’iMac “piccolo” arriva infatti con la GPU integrata Intel Iris Plus Graphics 640 nel modello base, ma il modello con Display Retina 4K ha GPU “vere”: la configurazione intermedia ha una Radeon Pro 555 con 2 GB di VRAM, che diventa una Radeon Pro 560 con 4 GB di VRAM nella configurazione top. L’iMac 27” 5K ha chiaramente solo GPU discrete; a seconda della configurazione: Radeon Pro 570 con 4 GB di VRAM, Radeon Pro 575 con 4 GB di VRAM oppure Radeon Pro 580 con 8 GB di VRAM.

Non solo la RAM video nelle GPU discrete, anche la memoria RAM di sistema aumenta: è configurabile fino a 64 GB in alcuni modelli da 27”. Ciò sarà molto apprezzato dagli utenti che utilizzano applicazioni impegnative ed è positivo per tutti. Non possiamo però non notare che nelle configurazioni di base, prive di upgrade personalizzati, Apple si ostina a inserire solo 8 GB di RAM, anche nei modelli top (e più costosi).

Apple ha potenziato anche i Display Retina, che ora sono più luminosi del 43% rispetto alla precedente generazione. È stata estesa la gamma cromatica che raggiunge la possibilità di riprodurre un miliardo di colori e la luminosità è stata aumentata al valore attuale di 500 nit. Apple dichiara tali valori sia per il Display Retina 4K del 21,5” sia per il Display Retina 5K del 27”: un miglioramento quindi “democratico”, per tutti gli utenti. Rimane in catalogo anche il modello “normale” da 21,5”, non Retina, sul quale non dovrebbero registrarsi variazioni.

Spesso, fin troppo spesso, il collo di bottiglia di un sistema anche allo stato dell’arte risulta essere lo storage. Tutti gli iMac Display Retina 5K da 27″ si basano ora di default sull’archiviazione Fusion Drive, da 1 TB e da 2 TB nella configurazione top di gamma; possono essere configurati con Fusion Drive più capienti o con unità SSD “pure”. Negli iMac da 21,5” Fusion Drive è presente solo nel modello top, mentre nelle prime due configurazioni è opzionale (come lo sono anche le unità SSD).

Se per l’iMac con schermo normale ci sembra una scelta condivisibile, la configurazione intermedia – che dispone di un Display Retina 4K, di un processore Intel Core i5 quad-core a 3,0 GHz e di una GPU discreta Radeon Pro 555 con 2 GB di memoria video – ci sembra “sacrificata” con il “lento” disco rigido da 1 TB a 5.400 giri/min: in questo caso converrà valutare, in relazione ovviamente al prezzo che cresce e alla propria capacità di spesa, l’upgrade almeno a Fusion Drive. Apple ha annunciato anche che le unità SSD sono ora in generale fino al 50% più veloci.

Anche lo storage esterno (e in genere la connettività dati) è ora più veloce negli iMac, grazie all’arrivo sul retro di due porte Thunderbolt 3 (USB‑C). Anche in questo caso un’aggiunta attesa, ma non per questo meno benvenuta.

Maggiori informazioni sulla gamma dei nuovi iMac 2017 sono disponibili sul sito Apple.

MacBook

Apple ha provveduto a un doveroso refresh di tutta la sua gamma di portatili: MacBook, MacBook Pro e persino MacBook Air. Una buona notizia per chi aveva ignorato il lancio dei MacBook Pro di fine 2016, mentre chi aveva messo mano al portafogli in quella occasione potrebbe un po’ pentirsene. In realtà il passaggio ai processori Intel di settima generazione Kaby Lake non porta grandissimi vantaggi prestazionali rispetto ai modelli Skylake (siamo intorno al 15-20 percento nel migliore dei casi) e quindi non bisogna avere troppe recriminazioni.

Ad avere un reale motivo di disappunto è solo chi a dicembre scorso ha acquistato un MacBook Pro 15 pollici, perché i nuovi modelli lanciati ieri hanno una scheda grafica discreta migliore (la Radeon Pro 555 invece della 450). Chi ha scelto invece il modello “budget” da 13 pollici senza Touch Bar avrebbe avuto oggi la possibilità di spendere ancora meno con una nuova versione che ha meno storage (128 GB invece di 256) e costa 250 euro in meno.

Per gli altri modelli (MacBook e MacBook Air da 13 pollici con Touch Bar) non ci sono ragionamenti del genere da fare. A parte il passaggio ai processori Kaby Lake le caratteristiche hardware sono praticamente immutate.

Vale la pena commentare l’aggiornamento anche del MacBook Air, ormai dato invece per defunto. Apple qui si è sforzata poco e ha semplicemente sostituito il processore Intel i5 di quinta generazione con uno analogo ma a frequenza leggermente più alta (1,8 GHz contro 1,6). Ma è significativo che l’abbia fatto: l’Air è ancora uno dei modelli più venduti e insieme al MacBook Pro senza Touch Bar testimonia che una fetta importante degli utenti Mac non è fatta né da utilizzatori “premium” né da persone che possono lasciare il computer per passare a iPad Pro.

iPad Pro

Dopo due anni circa di flessione delle vendite, Apple mostra con il nuovo iPad 10,5 pollici di aver assimilato che gli utenti di tablet sono ormai nettamente divisi in due fasce e che solo una è davvero in grado di portare a Cupertino i tassi di crescita di una volta.

La fascia base e numericamente superiore degli utenti di tablet è composta degli utilizzatori che potremmo definire “consumer”, anche se è una definizione limitata perché ci sono dentro molti professionisti. Ci sono in effetti tutti gli utenti per cui un iPad non deve fare cose troppo esoteriche, serve per fruire di contenuti multimediali (libri, musica, film…) e permette di svolgere bene molte funzioni, da comporre documenti a navigare il web passando per la posta elettronica e molto altro.

È comunque essenziale presidiare bene questo mercato, che però è molto attento al prezzo. A questo segmento serve l’iPad “liscio” di ultima generazione. Fa tutto quello che deve fare, lo fa bene e a un prezzo che è sì superiore alla media delle alternative Android ma che tiene conto della qualità costruttiva e dei benefici di un sistema operativo più funzionale. Apple può smentirci, ma probabilmente per questa fascia di prodotto in futuro vedremo solo novità tecnologiche incrementali che deriveranno dai modelli Pro.

La seconda fascia di utenti di tablet – a cui è destinata la linea iPad Pro – comprende coloro per cui la parola chiave è produttività. Apple ha sinora messo l’accento sulla produttività in campo grafico, tra l’altro con una Apple Pencil sempre più precisa (alla WWDC la nuova versione con meno latenza nel rilevamento della posizione), ma con le novità di iOS 11 in arrivo è tutta la piattaforma iPad-iOS a crescere di potenzialità.

A questo punto dello sviluppo del mercato, e conseguentemente di iPad Pro, il lancio del modello da 10,5 pollici è un toccasana. Manda in pensione il display da 9,7 pollici che stava un po’ stretto a chi aveva esigenze di produttività – specie per chi opera con piattaforme online – ma senza creare problemi di maggiore ingombro. Mantiene cioè le stesse dimensioni del modello precedente dando però maggiore “spazio schermo” (ben un quinto in più, in cifre) grazie ai bordi più sottili. Una novità che era stata anticipata da tempo ma che è comunque molto interessante per gli utenti potenziali.

Anche il posizionamento di iPad Pro da 12,5 pollici in fondo ne guadagna. Dalla WWDC 2017 esce un modello rinnovato che per quanto riguarda la componentistica è allo stesso livello del nuovo da 10,5 pollici. In particolare ha lo stesso tipo di display e di processore. La differenza la fa solo la dimensione dello schermo, quindi il “grande” iPad Pro si rivolge decisamente proprio a chi ha bisogno di una grande diagonale: chi fa grafica pittorica, specie con Apple Pencil, oppure – app permettendo – fotoritocco, progettazione e attività simili. Il vantaggio rispetto a prima è che la scelta di questo iPad è più libera: non si è più costretti ad acquistarlo se quello da 9,7 pollici non basta.

Schermi a parte, gli iPad Pro crescono anche tecnologicamente. Nell’iPad la tecnologia è sempre stata, più che sul Mac, finalizzata alla funzionalità e quindi nascosta. Ci sono però due novità che vanno evidenziate, anche per le possibili evoluzioni in prospettiva. Il nuovo chip A10X Fusion sfrutta decisamente la concezione a più core (sei in questo caso) in cui la metà è progettata per dare alte prestazioni e l’alta metà per il basso consumo. Questo promette di ottimizzare la durata della batteria a seconda dei carichi di lavoro, usando i core che consumano meno quando non è davvero necessaria una grande potenza.

Vale un ragionamento simile per la tecnologia ProMotion. Come già accade in alcuni monitor, la frequenza di refresh del display viene variata a seconda della necessità, per iPad Pro tra 24 e 120 Hz. L’obiettivo qui è duplice: da un lato consumare meno quando i contenuti da mostrare sono statici, dall’altro supportare contenuti che rendono meglio a frequenze di refresh superiori ai 60 Hz, come i giochi. E chissà, magari un giorno anche la realtà virtuale.

iOS 11

iOS 11 rende ancora più potente il multitasking su iPad con un nuovo Dock personalizzabile, per accedere rapidamente da qualsiasi schermata alle app e ai documenti consultati più di frequente, e con uno switcher applicazioni riprogettato, per passare più facilmente da un’app all’altra o da una coppia di app attive all’altra, in Split View e ora anche Slide Over. La nuova app File permette di tenere tutto in un unico posto, che si tratti di documenti archiviati localmente, su iCloud Drive o tramite altri provider come Box, Dropbox, ecc.; e con il drag and drop disponibile a livello di sistema è possibile spostare facilmente immagini e testi. Apple Pencil e iPad sono ancora più integrati, con il supporto per l’inserimento di disegni mentre si scrive un appunto o un messaggio e una nuova funzione che permette di prendere appunti al volo in Note, aprendo l’app dalla schermata di blocco quando si tocca il display con Apple Pencil.

Apple introduce una nuova piattaforma per aiutare gli sviluppatori a creare esperienze AR di alta qualità per iPhone e iPad utilizzando la fotocamera, i processori e i sensori di movimenti integrati nei dispositivi iOS. ARKit consente di sfruttare le più recenti tecnologie di computer vision per realizzare contenuti virtuali dettagliati da sovrapporre a scene reali per offrire esperienze di gioco interattive, esperienze di shopping più coinvolgenti, esperienze di design industriale.

Le nuove voci maschili e femminili di Siri sono più naturali ed espressive, regolano intonazione, tono, accento e ritmo mentre parlano e possono tradurre parole e frasi inglesi in cinese, francese, italiano, spagnolo o tedesco. Siri non ha ottimizzato solo la voce: utilizza infatti le capacità di apprendimento on-device per adattarsi meglio alle abitudini personali in base all’utilizzo di Safari, News, Mail, Messaggi.

Con iOS 11, è possibile scattare foto in modalità Ritratto con stabilizzazione ottica dell’immagine, flash True Tone e HDR, per dare un tocco professionale a ogni scatto. Le Live Photos sono più espressive grazie ai nuovi effetti Loop e Rimbalzo, che creano loop video continui, mentre Esposizione lunga può catturare movimenti prolungati. In Foto, i filmati di Ricordi sono ottimizzati per essere riprodotti sia in verticale sia in orizzontale; inoltre vengono creati più Ricordi, come le foto degli animali di casa oppure dei compleanni. Con iOS 11, Apple introduce una nuova tecnologia chiamata High Efficiency Image File Format (HEIF), che riduce le dimensioni di ogni foto scattata con iPhone 7 e iPhone 7 Plus.

Gli utenti di Apple Pay potranno effettuare e ricevere pagamenti tra amici e parenti in modo facile, veloce e sicuro. Per esempio potranno inviare somme di denaro e ricevere pagamenti direttamente in Messaggi, oppure dire a Siri di pagare qualcuno utilizzando le carte di credito o debito già presenti in Wallet. Quando si riceve un pagamento, il denaro viene accreditato sul nuovo conto Apple Pay Cash personale ed è subito disponibile.

iOS 11 aiuta i guidatori a restare concentrati unicamente sulla strada grazie alla funzione Non disturbare alla guida. iPhone riconosce quando l’utente sta guidando e disattiva in automatico le notifiche, così il display non si accenderà. Inoltre è possibile impostare una risposta automatica ai contatti nella lista preferiti, così sapranno che si è al volante e non si potrà rispondere finché non si arriverà a destinazione.

iOS 11 sarà disponibile in autunno come aggiornamento software gratuito per iPhone 5s e successivi, per tutti i modelli di iPad Air e iPad Pro, per iPad di quinta generazione, per iPad mini 2 e successivi e per iPod touch di sesta generazione. L’anteprima per sviluppatori di iOS 11 è già disponibile per gli iscritti all’iOS Developer Program su developer.apple.com, mentre una versione beta pubblica sarà disponibile per gli utenti iOS entro fine giugno su beta.apple.com.

macOS High Sierra

Si chiama macOS High Sierra la nuova versione del sistema operativo Mac che sarà disponibile in autunno come aggiornamento gratuito. macOS High Sierra ha un file system completamente nuovo, è compatibile con lo standard High-Efficiency Video Coding (HEVC) e offre un aggiornamento di Metal. Vediamo in dettaglio le novità più rilevanti.

Apple File System (APFS) fornisce prestazioni migliorate, sicurezza e affidabilità dei dati. È un’architettura evoluta ottimizzata per le moderne tecnologie di archiviazione, che rende istantanee operazioni comuni come la copia di file e directory, protegge i dati in caso di interruzioni di corrente e crash del sistema e tiene al sicuro i file proteggendoli con la crittografia nativa. Inoltre, macOS High Sierra continua a offrire la massima compatibilità sia in scrittura sia in lettura con i dati e le unità HFS già formattate.

La compatibilità con lo standard HEVC (H.265) permette lo streaming video e la riproduzione di video 4K, con dimensioni fino al 40% inferiori rispetto all’attuale standard H.264.1. L’accelerazione hardware sui nuovi iMac e MacBook Pro garantisce velocità molto elevate ed efficienza energetica durante le operazioni di editing e codifica video HEVC.

Metal è il modo più veloce ed efficiente di sfruttare la potenza della GPU sul Mac. Metal 2 ha un’API perfezionata e prestazioni superiori che aiutano gli sviluppatori a rendere le proprie app ancora più reattive. Introduce poi il supporto per l’apprendimento automatico usato nel riconoscimento vocale, nell’elaborazione del linguaggio naturale e nella computer vision. Insieme, Thunderbolt 3 e Metal 2 permettono agli utenti più esigenti di utilizzare GPU esterne. E con l’External Graphics Developer Kit, gli sviluppatori avranno a disposizione tutto l’hardware e il software necessario per ottimizzare le proprie app.

Sfruttando le prestazioni di Metal 2 e l’hardware Mac più recente, per la prima volta macOS High Sierra supporta la realtà virtuale: ora gli sviluppatori possono creare sul Mac giochi e contenuti 3D e VR. Le più importanti aziende del settore stanno collaborando con Apple per portare sul Mac nuove funzioni di realtà virtuale che verranno introdotte nel corso dell’anno: Valve sta ottimizzando la propria piattaforma SteamVR per macOS e sta rendendo possibile il collegamento del visore HTC Vive, mentre Unity ed Epic stanno portando su macOS i loro strumenti di sviluppo VR. Sempre nel corso dell’anno, Final Cut Pro X aggiungerà la compatibilità con i flussi di lavoro professionali a 360° e la possibilità di importare, montare ed esportare video a 360°.

Foto in macOS High Sierra ha una nuova barra laterale sempre attiva che mostra gli album e le funzioni per organizzare le immagini. Il nuovo design della vista Modifica contiene strumenti come Curve, per perfezionare colore e contrasto, e “Colore selettivo” per apportare modifiche a singole gamme di colore. Ora le foto Live si possono personalizzare con effetti divertenti, mentre Ricordi crea raccolte di video e immagini in base a nuovi argomenti. Un’altra novità di Foto è la compatibilità con editor esterni, quindi i file Photoshop, Pixelmator e di altre app si possono aprire direttamente in Foto, e le modifiche verranno salvate nella libreria di Foto. E per la prima volta, grazie alla compatibilità con le estensioni di progetto di altri fornitori, è possibile accedere a servizi di stampa e pubblicazione come Animoto, ifolor, Shutterfly, WhiteWall e Wix, direttamente dall’app Foto.

La developer preview di macOS High Sierra è già disponibile per gli iscritti all’Apple Developer Program su developer.apple.com; un programma di beta pubblica sarà disponibile per gli utenti Mac a fine giugno su beta.apple.com.

Come anticipato, macOS High Sierra sarà disponibile in autunno come aggiornamento software gratuito. Maggiori informazioni, sul sito apple.com/macos/high-sierra-preview.

watchOS 4

L’aggiornamento software renderà Apple Watch ancora più “intelligente” e “proattivo”, tanto da trasformarlo quasi in un vero e proprio assistente personale. Tale “intelligenza” è dovuta a Siri e il nuovo quadrante Siri è il modo principale con cui interagiamo con essa. Siri ci mostra infatti le informazioni pertinenti che ci possono servire in quel preciso momento. Oltre al quadrante smart Siri, c’è un nuovo e divertente quadrante Toy Story, che anima sullo schermo di Apple Watch i simpatici personaggi del film d’animazione di Pixar. Il quadrante Caleidoscopio offre invece dei pattern animati che si muovono durante la giornata.

L’esperienza di gestione e ascolto della musica è stata potenziata in watchOS 4: l’app Musica è stata ridisegnata e sincronizza automaticamente le liste personali. Per quanto riguarda le Attività, watchOS 4 ci fornisce suggerimenti e incoraggiamenti per raggiungere i nostri obiettivi e ci gratifica con i “fuochi d’artificio” di una nuova animazione vivace e colorata, in caso di obiettivo raggiunto. Inoltre Apple Watch ci notifica l’approssimarsi di un obiettivo e a fine giornata ci offre un resoconto ed eventualmente dei suggerimenti per spronarci. A questo scopo Apple Watch propone anche degli obiettivi personalizzati.

Anche l’app Allenamento è stata aggiornata in watchOS 4, con nuovi algoritmi per l’High Intensity Interval Training, nuove funzioni per il nuoto in piscina e la possibilità di abbinare Apple Watch a macchine e attrezzi da palestra compatibili. È inoltre possibile passare rapidamente da un tipo di allenamento a un altro nel corso di una sessione e all’inizio dell’allenamento Apple Watch attiva automaticamente la modalità Non disturbare.

Queste e altre novità saranno disponibili con watchOS 4, atteso per l’autunno come aggiornamento gratuito.

Maggiori informazioni sul sito Apple.

HomePod

Un altoparlante wireless per la casa: così Apple definisce HomePad. Curato nella qualità audio, utilizza la percezione spaziale per capire in che punto della stanza si trova e regola di conseguenza l’audio. Progettato per funzionare con un abbonamento Apple Music, HomePod sa riconoscere i gusti e le preferenze personali degli utenti e li aiuta a scoprire nuova musica. La riproduzione dell’audio è devoluta a un woofer di grandi dimensioni progettato da Apple e a un insieme personalizzato di sette tweeter beamforming, che forniscono anche un controllo direzionale.

HomePod è progettato per il controllo vocale grazie a sei microfoni che permettono di interagire con il dispositivo anche a una certa distanza e con la musica ad alto volume. Il nuovo prodotto impara le preferenze dell’utente e condividere i gusti su tutti i dispositivi. Siri può inoltre gestire ricerche avanzate nella libreria: basta infatti chiedere “Ehi Siri, chi è il batterista di questo brano?” oppure creare una coda ‘Up Next’ condivisa con gli altri utenti in casa.

In qualità di assistente personale, HomePod è in grado di inviare messaggi, ricevere aggiornamenti su notizie, sport e meteo oppure controllare gli accessori di domotica: basta semplicemente chiedere a Siri di accendere le luci o chiudere le tende. E quando non si è a casa, HomePod offre accesso da remoto e automazioni domotiche tramite l’app Casa su iPhone e iPad.

Sicurezza e privacy sono aspetti fondamentali. Con HomePod, solo dopo che “Ehi Siri” verrà riconosciuto localmente sul dispositivo, le informazioni saranno inviate ai server Apple, crittografate tramite un identificatore Siri anonimo.

HomePod sarà inizialmente disponibile in Australia, Regno Unito e Stati Uniti a partire da dicembre, nei colori bianco e grigio siderale, a un costo di 349 dollari. Il prezzo non lo pone certo tra i più economici speaker wireless disponibili e concorrenti come Amazon Echo sono molto agguerriti. Inoltre, potrebbe trovare validi rivali anche tra i prodotti indirizzati in modo specifico alla riproduzione audio come Sonos, Bose e via dicendo. Aspettiamo di vederlo ala prova, ma soprattutto, aspettiamo di sapere se mai sarà disponibile anche in Italia.

Nuovo App Store

Dal lancio di App Store, avvenuto ormai nove anni fa, nel 2008, gli utenti hanno scaricato la vertiginosa quantità di ben 180 miliardi di app e Apple ha versato agli sviluppatori la altrettanto ragguardevole cifra di 70 miliardi di dollari. Eppure, l’App Store stesso non aveva conosciuto particolari cambiamenti. Finora. Con il prossimo iOS 11, in arrivo in autunno come aggiornamento software per iPhone e iPad, arriverà anche un App Store tutto nuovo: Apple ne ha dato una anticipazione alla WWDC 2017.

L’interfaccia di App Store di iPhone e iPad è stata totalmente ridisegnata, nello stile attuale, asciutto e pulito, che contraddistingue ad esempio anche l’app Musica. Apple ha anche rivisto l’organizzazione dei contenuti: la navigazione ora avviene attraverso una nuova suddivisione dei pannelli. La vista Oggi ospita – ed evidenzia – le uscite recenti nel mondo delle app per iOS. Oggi non è però solo un elenco di nuove app; questa sezione è invece arricchita anche da contenuti editoriali: non solo notizie, interviste, curiosità “dietro le quinte”, ma anche consigli pratici e suggerimenti. La redazione sceglie inoltre, quotidianamente, una app e un gioco del giorno.

Ciò ci introduce a un’altra novità di rilievo: i giochi acquisiscono una propria sezione indipendente. È Apple stessa a sottolineare come i giochi siano la categoria più popolare su App Store, la “promozione” è quindi più che sensata. Per la navigazione tra le app ci sono ora i due pannelli Giochi e App. Il primo è curato da esperti gamer, il secondo consente di sfogliare 24 categorie di app per trovare ciò che ci interessa. Entrambe le sezioni offrono anch’esse contenuti editoriali tra cui consigli e video.

Il pannello dedicato agli update ci consente, come di consueto, di verificare gli aggiornamenti delle app mentre l’ultimo è destinato alla ricerca, anch’essa potenziata. La ricerca includerà anche i contenuti editoriali presenti nelle sezioni dedicate alle app, e sarà possibile cercare per nome, categoria, sviluppatore o argomento.

Anche la scheda della singola app è stata ridisegnata, con l’obiettivo di dare la possibilità agli sviluppatori di portare subito all’attenzione degli utenti le informazioni principali, così come di offrire loro contenuti coinvolgenti e interessanti. Gli sviluppatori potranno infatti caricare sulla scheda della propria app fino a tre video di anteprima e fino a cinque screenshot. Queste anteprime potranno essere localizzate in modo che gli utenti abbiano l’opportunità di visualizzarle nella propria lingua.

Nel nuovo App Store gli acquisti in-app acquisiscono una maggiore evidenziazione. Spesso i nuovi acquisti in-app di un gioco o di un’app hanno altrettanto importanza di un aggiornamento: pensiamo ad esempio a nuovi livelli di un gioco o a nuovi filtri o funzioni di una app. I redattori di App Store potranno ora evidenziarli nei pannelli Oggi, Giochi e App, come per le app; inoltre essi appariranno nelle ricerche.

Apple offre sul proprio sito una anteprima di come sarà il nuovo App Store di iPhone e iPad.