World Community Grid Ibm per la qualità dell’acqua

Network_Business_Intelligence_NumeriSfruttando l’enorme potenza di calcolo fornita dal World Community Grid di Ibm, i ricercatori guidati dal Center for Nano and Micro Mechanics presso l’Università Tsinghua di Pechino sono arrivati a suggerire che, in condizioni specifiche, l’uso di nanotubi di carbonio potrebbe portare a una filtrazione più efficiente delle acque.

Le simulazioni sono state condotte utilizzando l’enorme potenza di calcolo messa a disposizione dall’iniziativa di crowdsourcing ospitata sulla tecnologia cloud SoftLayer di Big Blue, che sfrutta i tre milioni di computer collegati di oltre 700mila “cittadini-scienziati” volontari in tutto il mondo.

Grazie a questa nuova conoscenza del fenomeno, secondo cui le vibrazioni termiche casuali naturali degli atomi nei nanotubi potrebbero avere un effetto significativo sull’acqua che si muove all’interno degli stessi, i ricercatori sperano ora di ottimizzare questa nuova tecnologia e di applicarla al miglioramento dei processi di filtrazione dell’acqua e di dissalazione di quella marina.

In una nota ufficiale si rende noto che, se fossero stati eseguiti a livello commerciale, i quasi 100 milioni di calcoli eseguiti dal supercomputer virtuale in crowdsourcing di Ibm per il progetto Computing For Clean Water avrebbero avuto un costo di 15 milioni di dollari e avrebbero richiesto più di 37mila anni se fossero stati eseguiti su un pc con un singolo processore.

 

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