Vodafone-Mannesmann: l’Europa approva con riserva

La Commissione europea ha dato la propria approvazione alla fusione fra Vodafone e Mannesmann, ma ha posto alcune condizioni. La preoccupazione di preservare la concorrenza fra operatori ha spinto i responsabili comunitari a porre restrizioni soprattut …

La Commissione europea ha dato la propria approvazione alla fusione
fra Vodafone e Mannesmann, ma ha posto alcune condizioni. La
preoccupazione di preservare la concorrenza fra operatori ha spinto i
responsabili comunitari a porre restrizioni soprattutto sul fronte
del mobile, dove il neonato gruppo si presenta da numero uno
mondiale. In particolare, il nuovo conglomerato dovrà disfarsi della
britannica Orange, acquistata da Mannesmann lo scorso novembre. In
questo modo, si eviterà il monopolio assoluto in Germania. Già due
aziende, ovvero France Telecom e l'olandese Kpn, si sono dichiarate
interessare a un'eventuale acquisizione. Secondo alcuni analisti,
anche Infostrada e alcune attività di telefonia fissa in Germania
(Accor e Otelo) potrebbero essere cedute a medio termine.
Bruxelles non ha mancato di rilevare che, anche privata di Orange,
Vodafone (che ha promosso l'Opa, dal valore-record di 180 miliardi di
dollari) diventerà il primo operatore di telefonia mobile in grado di
offrire interconnessioni paneuropee, senza dover uscire dalla propria
rete. Un tale servizio, che non può essere oggi proposto da nessun
altro concorrente, le dovrebbe consentire di ridurre notevolmente le
tariffe. Per non essere accusata di intralcio alla concorrenza,
dunque, Vodafone-Mannesmann dovrà mettere la propria tecnologia a
disposizione dei competitor per tre anni.

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