Veeam tra beacon, availability e cloud

“Il 2016? Sarà l’anno del deployment del cloud, in un’ottica applicativa”. Ne è sicuro Albert Zammar, country manager di Veeam Software in Italia, parlando non solo del 2015 ormai di fatto concluso e dell’anno che verrà.
“Le infrastrutture convergenti – prosegue – sono già il passato. Il futuro è rappresentato dalla compilazione applicativa in cloud”.

Albert Zammar, Regional Manager per l'Italia di Veeam

Dal Device Mesh ai beacon
Zammar pensa al Device Mesh – nell’accezione di Gartner, ovvero all’esplosione di una gamma sempre più ampia di endpoint abilitati ad accedere ad applicazioni e informazioni –, allo sviluppo su beacon, a strumenti che di fatto impongono un’accelerazione verso l’adozione di nuovi modelli di business.
Soprattutto impongono un progressivo ma deciso abbandono di applicazioni, sistemi e impostazioni legacy in un’ottica di decisa modernizzazione di tutta l’impresa e degli staff, “a partire dal mondo delle società di servzi, per poi passare gradualmente al manifatturiero”.

La sfida della Business Continuity
“Social e IoT, che tanto hanno condizionato il 2015, resteranno centrali anche nel 2016, ma la vera sfida sarà rappresentata dalla business continuity e dall’availability”.
Nell’era dell’Always On e della crescita dell’Internet delle Cose, la disponibilità dei dati e la garanzia di una operatività senza interruzioni sono cruciali per tutte le imprese, sia quelle che indirizzano il mondo dei consumatori, sia quelle che erogano servizi sia ancora quelle produttive.
Per questo motivo sarà indispensabile lavorare sulla riduzione dei downtime e su una corretta protezione dei dati e su strategie di backup e ripristino efficienti.

Il dato, non solo Big
È evidente che il dato è e resterà centrale, anche perdendo in qualche misura la connotazione di “big”: il dato è dato e anche in questo caso si parla di sfida. È una sfida la corretta gestione del dato, è una sfida la sua trasformazione in valore, è una sfida l’automazione del suo ciclo vitale.
E proprio in considerazione dell’importanza dei dati e del crescente utilizzo di infrastrutture cloud, nel prossimo anno dovremmo assistere a una crescita importante del ricorso al Disaster Recovery as a Service, con tempi di backup e recovery garantiti per non interrompere l’operatività delle imprese.

Un nuovo programma di canale in arrivo
Veeam presidia naturalmente questa evoluzione con le sue soluzioni e con la sua presenza anche nel nostro Paese.
“Siamo presenti in Italia da cinque anni ormai – racconta Zammar – e abbiamo un parco di 9500 clienti attivi, che seguiamo con una rete di 1.700 partner e tre distributori, Avnet, Computer Gross e Systematika”.
Il mercato italiano è seguito da uno staff di 15 persone, cui se ne affiancano altre 14 dedicate nella sede della società a San Pietroburgo, mentre il focus tradizionalmente è rappresentato dalle medie e grandi aziende.
“Per il prossimo anno abbiamo in programma una revisione del nostro programma di canale, con un focus maggiore sugli skill tecnici dei nostri partner”, preannuncia Zammar, convinto che proprio il crescente passaggio al cloud è destinato a modificare la fisionomia sia dei clienti, sia dei partner.

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