“Un’Olivetti piu “”snella”” ritrova la via degli utili”

La cessione di alcune attività e l’ingresso a più riprese di capitali freschi hanno finalmente consentito a Olivetti di tirare un respiro di sollievo finanziario. Il 1997 del gruppo, infatti, si è chiuso con un util e netto pari a

La cessione di alcune attività e l'ingresso a più riprese di capitali
freschi hanno finalmente consentito a Olivetti di tirare un respiro di
sollievo finanziario. Il 1997 del gruppo, infatti, si è chiuso con un util
e
netto pari a circa 16 miliardi di lire, laddove lo scorso anno si erano
registrate perdite per oltre 900 miliardi di lire. Si tratta del primo
risultato positivo dal lontano 1990. Il fatturato si è comunque ridotto,
proprio in conseguenza dell'alleggerimento dimensionale, perdendo oltre il
20% rispetto all'anno prececente e chiudendo poco sopra i 6.600 miliardi di
lire.
Secondo il giudizio del costruttore nazionale, le cifre si spiegano
soprattutto con l'iniezione di oltre 900 miliardi di lire effettuata dai
tedeschi di Mannesmann, che hanno acquisito il 25% della holding OliMan
(joint venture fra i due operatori, che detiene il controllo in Infostrada
e Omnitel. Anche grazie a quest'operazione, l'indebitamento netto si è
ridotto del 55% rispetto al 1996, per un totale di circa 950 miliardi di
lire. Nel computo di bilancio vanno inserite anche spese di
ristrutturazione pari a circa 78 miliardi di lire e legate alle riduzioni
di personale effettuate e alle provvigioni di garanzia già trattate durant
e
i negoziati per la cessione di Olsy a Wang, in realtà conclusasi solo
all'inizio di quest'anno.

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