Una rivoluzione per ricchi

L’Icann approva nuovi Top Level Domain, consentendo la registrazione dei domini “.miaimpresa”. Ma chi se ne gioverà?

Ogni volta che l’Icann approva nuovi Tld (Top Level Domain) le reazioni sono di generale entusiasmo.
È accaduto con il .eu.
È accaduto con il .edu.
È accaduto persino con il .xxx.

Sta accadendo in questi giorni dopo l’annuncio che il Board dell’associazione ha approvato quasi all’unanimità la possibilità per le imprese di crearsi il il proprio dominio “.miaimpresa”, utilizzando se lo vorranno, anche nomi immaginari, in qualsiasi lingua.

Una rivoluzione epocale, viene definita da più parti, perché apre di fatto opportunità pressoché infinite per le imprese e perché cambia radicalmente il modo in cui le aziende possono strutturare la loro presenza online.

Non è però una rivoluzione gratuita. E soprattutto non è alla portata di tutti.
Anche se le modalità attuative non sono ancora definite, già si parla di un costo di 185.000 dollari per l’acquisto del dominio, al quale devono poi aggiungersi ulteriori 25.000 dollari l’anno di manutenzione.
Non poco e forse non prioritario per la maggior parte delle imprese.

Per non parlare poi della necessità di dirimere nuovamente i contenziosi che inevitabilmente si apriranno qualora sia la Apple di Cupertino e la Apple londinese volessero lo stesso Tld, o qualora lo volessero tanto la Ferrari del cavallino quanto quella delle bollicine.

A queste considerazioni se ne aggiungono altre, espresse proprio a margine dell’annuncio dell’Icann da Websense.
In questo caso, sotto il riflettore sarebbe la sicurezza.
Come esser certi che a un dominio .miaimpresa corrisponda davvero l’azienda titolare del brand e non un’associazione di cyber criminal, disposta ad acquistare il Tld per farne la base di attacchi di phishing o di malware?

Il rischio esiste, è inutile negarlo.
Per questo, a meno che l’Icann stesso non richieda la dimostrazione della titolarità del brand a chi ne domanda la registrazione, ci sarà la corsa dei big all’accaparramento del Tld di loro interesse.
Gli altri, quelli che non hanno 185.000 dollari da spendere in un dominio di primo livello, resteranno al palo.
E altrettanto gli utenti.

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