Una rete Wifi unica per l’Italia

Tre gli attori coinvolti: l’Agid, vale a dire l’Agenzia per l’Italia Digitale, il Mibact e il Mise. Due i milioni di euro già stanziati, secondo quanto ha riportato nelle scorse ore da Repubblica.
Una l’identità digitale necessaria per accedere ai servizi.
Questi sarebbero gli ingredienti del programma Italia Wifi con il quale dal prossimo anno si lavorerà alla realizzazione di una rete wifi nazionale, con 28.000 punti di accesso distribuiti sul territorio e l’obiettivo di far navigare gratuitamente sia i cittadini italiani, sia gli stranieri in visita utilizzando un’unica credenziale di accesso.

Agid già a luglio parlava di wifi nazionale

Il progetto non è nuovo. Ne scriveva già l’estate scorsa Agid in una nota ufficiale nella quale si leggeva: “Nella giornata di oggi è stato firmato il protocollo di intesa tra MISE, MIBACT e Agenzia per l’Italia Digitale che pone le basi per la creazione di una rete di wi-fi federati, diffusi sul territorio italiano, accessibili attraverso SPID”.
A fine novembre, poi, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, una ulteriore nota attribuiva al sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle telecomunicazioni Antonello Giacomelli, questa dichiarazione: “Già nel 2017 in tre città sperimenteremo la tecnologia 5G su infrastrutture e servizi. Non solo, sempre l’anno prossimo con Agid e Mibact lanceremo la rete nazionale federata Wifi per il turismo”.

Accesso con Spid

L’idea è quella di realizzare una piattaforma digitale che aiuti l’Italia a superare almeno parte del divario che la divide dal resto d’Europa. L’utente potrà collegarsi ai punti wifi grazie a una app dedicata, gratuitamente a con una unica identità digitale (Spid) se italiano, oppure una password permanente collegata al proprio numero telefonico se straniero.
La piattaforma, proprio perché unica, sarà centralizzata e gestita direttamente dallo Stato e consentirà anche di avere informazioni importanti sugli spostamenti dei turisti, i luoghi visitati, i mezzi utilizzati, consentendo una visione strategica del turismo nel nostro Paese.
Nella seconda fase di sviluppo, che partirà dopo la metà del 2017, si penserà ad aumentare il numero di punti di accesso e anche al coinvolgimento di altri soggetti nell’iniziativa.

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