Un test di performance è la base per chi vende online

E con il modello a consumo è alla portata di tutti. Lo spiega Giuseppe Gigante di Micro Focus.

Molte aziende che per tradizione vendono offline stanno scoprendo Internet. Ma se utilizzato in modo improprio lo strumento online può rivelarsi controproducente in termini di costi, ma anche per altri aspetti: dall'impatto sulla fedeltà dei clienti alla visibilità mediatica.

Lo pensa
Giuseppe Gigante, Regional Marketing Manager I. G. & Middle East di Micro Focus, che a sostegno cita il caso di Versace, che recentemente ha lanciato una linea di abbigliamento in collaborazione con H&M.
Il punto vendita online ha ricevuto una quantità di richieste inimmaginabile che non ha saputo evadere, in quanto il sistema si è bloccato. Su Twitter, immediate le scuse di H&M che ha parlato di problemi tecnici.

Ma perché ciò è accaduto e cosa avrebbe potuto fare H&M per prevenire un tale disguido, si chiede Gigante?

Solitamente quando i siti non funzionano è perché le stesse applicazioni di backend non sono state testate in modo rigoroso e non sono ottimizzate per sostenere carichi variabili.
Per i retailer il malfunzionamento del sito web nel breve termine è una catastrofe ed esiste anche il costo legato al brand.
Se il sito di un'azienda non è in grado di soddisfare le aspettative dell'utente, cambiare pagina e cliccare su un altro sito è certamente un'azione molto più veloce che cambiare negozio.
Inoltre, nel mondo dei social media è più semplice e veloce far sentire il proprio disappunto a un pubblico molto più ampio. Ecco perché è necessario che le aziende siano in grado di disporre di siti web capaci di sostenere e resistere ai picchi di carico, cosi come di rispondere con successo alle richieste che il cliente si aspetta dal canale online.

Il testing delle performance per Gigante deve essere parte integrante di qualsiasi outlet online, poiché le performance sono vitali per garantire all'azienda un successo online sostenibile e per nulla lasciato al caso.

La qualità del testing dovrebbe rispecchiare l'ambiente reale. Pertanto, se il sito in questione è strutturato secondo regole complesse, le stesse devono essere sottoposte a una simulazione precisa al momento del testing.

Purtroppo molti retailer online non investono a sufficienza in questo processo; le misure di testing che vengono adottate si poggiano su regole troppo semplici che non riflettono quello che accadrà poi nella realtà.
In passato, gli approcci tradizionali al testing del sito e del software richiedevano investimenti consistenti in infrastrutture, che dovevano simulare i picchi di richieste.

Un test nel cloud
Ora i nuovi pacchetti software, che prevedono il testing nel cloud, consentono di effettuare con rapidità qualsiasi tipo di test di stress, senza dover impostare e gestire complesse infrastrutture. Anziché investire in hardware le aziende possono pianificare il tempo del testing per il volume di utenti richiesto, a seconda dell'esigenza, pagando solamente in base ai consumi e alle necessità.

Con l'adozione di questo approccio “paga in base a quello che consumi” per quanto concerne il performance testing, il dipartimento It renderà disponibili siti in grado di operare nel modo atteso e capaci di rispondere alle esigenze degli utenti.

Il testing delle performance per Gigante è quindi ormai una scelta obbligata: essere certi che il proprio sito web funzioni alla perfezione che è in grado di soddisfare le aspettative reali pone le basi per un successo duraturo e solido.
In particolare, le applicazioni business critical devono essere sottoposte a procedure di testing accurate per consentire all'azienda di disporre di applicazioni in grado di reggere lo stress e le sollecitazioni generati dalle numerose richieste online di prodotti e servizi.

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