Un ministero per le riforme e l’innovazione. Solo nella Pa?

Da Stanca a Nicolais: non è solo questione di immagine.

Il cambiamento è forte.
Dove c'era il manager Ict perennemente
abbronzato, c'è uno studioso esperto in scienza dei polimeri, dove c'era un
ministro presenzialista con un ufficio stampa che a raffica sfornava comunicati,
sembra esserci un signore più discreto che “al bel portale” preferisce il “back
office”.

Uguali nello scarso peso politico e nell'essere alla guida di
un ministero senza portafoglio, Lucio Stanca e Luigi Nicolais sono invece
profondamente diversi per molti altri aspetti. Innanzitutto per il ministero.


Quello che prima era il ministero per l'innovazione e le nuove
tecnologie è diventato il ministero per le riforme e l'innovazione nella
Pubblica amministrazione.

Un mix di Funzione pubblica e innovazione che
segna però un taglio con il passato ben evidente dall'intervento di Nicolais al
rapporto Assinform.

Se Stanca si occupava un po' di tutto e dialogava
con gli altri ministri perché esperto di un tema trasversale come quello
dell'innovazione, Nicolais è invece concentrato sul miglioramento della Pa.


Tanto che viene da pensare che la prossima volta Aitech-Assinform dovrà
invitare anche il ministro delle Comunicazioni (Gentiloni) e quello dello
Sviluppo economico (Bersani) per avere tutti gli interlocutori in tema di high
tech. Se da una parte questo dovrebbe garantire un più deciso impegno sul fronte
della Pubblica amministrazione, dall'altra rimane da capire quale sarà l'impegno
di Bersani per migliorare la diffusione delle nuove tecnologie nel mondo delle
imprese.

Per queste ragioni l'occasione della presentazione del rapporto
Assinform ha lasciato un po' il discorso a metà. Va bene la Pubblica
amministrazione (o almeno abbiamo capito cosa farà Nicolais), ma per le imprese?

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