Un mercato segnato dal difficile bilanciamento tra costi e nuovi progetti

Le attuali priorità di business si alternano tra la preoccupazione per il controllo delle spese e la messa a punto di programmi a lungo termine. Previsioni Idc indicano investimenti It in crescita, con interessanti prospettive nell’ambito del corporate banking.

 


 


Dopo essere transitate attraverso una serie di eventi quali la questione dell’anno 2000, la conversione per la moneta unica europea, l’arrivo dell’e-banking e il successivo periodo nero dell’It, le banche italiane si trovano ora a dover affrontare la necessità di ridurre i costi e contemporaneamente quella di offrire nuovi servizi per conquistare quote di mercato. Nel frattempo, prosegue l’attività di merger e di acquisizioni, che tende a compensare la situazione ancora anomala del settore bancario italiano, caratterizzato da un numero elevato di istituti di credito.


Il valore dell’It per le banche, mai come oggi, si misura in base alla capacità delle tecnologie di aumentare l’efficienza di tutte le funzioni di business e, nel contempo, di supportare nella ricerca di flessibilità. Le banche devono riqualificarsi come partner di business dei propri clienti, presentandosi, cioè, non più solo come un fornitore di prodotto, ma orientandosi al servizio. Inoltre, la banca ha "l’obbligo" di essere proattiva nei confronti delle funzioni marketing, affinché i servizi proposti siano il più vicino possibile alle esigenze della clientela finale. Se è vero che, ottimizzando la spesa nel settore It, le banche sono in grado di ottenere risparmi anche consistenti, i progetti innovativi rappresentano un requisito irrinunciabile per restare competitivi. Per affrontare queste sfide, gli istituti di credito si stanno indirizzando a un recupero di efficienza mediante un riallineamento delle risorse alle strategie di business e attraverso una razionalizzazione della gestione dei fornitori, che si concretizza nell’affidamento in outsourcing o co-sourcing delle attività non "core". I massicci investimenti in It del passato sembra abbiano lasciato il passo a un momento di riflessione rispetto a nuovi impegni economici, inducendo a prestare maggiore attenzione al ritorno sugli investimenti.

Dove andranno gli investimenti


Secondo dati Idc, la spesa per l’It nel settore bancario italiano è, comunque, prevista in crescita fino al 2007 per quanto riguarda hardware, servizi e software; quest’ultimo, in testa, tra il 2004 e il 2007 dovrebbe crescere a due cifre. Il processo di consolidamento degli investimenti continuerà a essere il driver almeno fino al 2004, ma proseguiranno gli investimenti sulla multicanalità e sulle tecnologie Internet: la filiale giocherà ancora un ruolo centrale ma l’obiettivo sarà quello di spostare le transazioni a minore marginalità su canali distributivi più efficienti (retail e corporate banking).


Le aree di investimento nell’ambito dell’It si distribuiscono in relazione alle diverse funzioni di business come, per esempio, quelle di dipartimento It, back end e capital market, gestione interna o corporate banking. A livello di dipartimento It, il punto di criticità resta la gestione della complessità, in linea con quanto avviene nell’ambito It al di fuori del settore bancario. Le aree di investimento, in tal caso, sono indirizzate all’Eai, all’integrazione tra front e back end, alla business continuity, all’outsourcing dell’It e del network. Nell’ambito del retail, gli investimenti riguardano Crm, multicanalità, wealth management, e-payment, smart card e sono indirizzati a massimizzare la customer interaction.


Idc individua soprattutto nei mercati del corporate banking e Pos gli ambiti in cui risiedono aree di opportunità. Nel caso del corporate banking, vengono individuati nuovi spazi di crescita nello small business e un allargamento sul large business. In crescita appare la domanda di nuove tipologie di servizi (accesso a database, informazioni economico-finanziarie) mentre, soprattutto sulla fascia delle aziende medio/grandi, si evidenzia un’area di opportunità per i fornitori di applicativi di remote banking in chiave di integrazione con le soluzioni gestionali. Le aree di investimento It da esplorare nel corporate banking, invece, sono quelle dei portali, dei pagamenti e, in generale, i nuovi servizi. Quanto al mercato dei servizi Pos, esso si presenta, secondo Idc, stabile, maturo e a marcata concentrazione. Il "rollout" del Progetto Microcircuito, che avrà luogo tra il 2004 e il 2006, imprimerà probabilmente una svolta, sia in chiave quantitativa che qualitativa. Non va trascurata, infine, la "minaccia" all’orizzonte rappresentata dall’impatto sui costi nella gestione delle esigenze di integrazione dei rischi, legata agli accordi di Basilea 2. Mentre i regolamenti imposti saranno onerosi da implementare, c’è un’effettiva possibilità di identificare benefici in termini di aumento dei profitti ed erogazione di valore agli azionisti. La base della strategia dovrà focalizzarsi sulla raccolta, la manutenzione e l’assicurazione della qualità dei dati provenienti da sorgenti multiple, per diffondere le informazioni acquisite in tutte le aree dell’organizzazione e sfruttarle per orientare le attività. Si tratta, in realtà, di un processo continuo che rientra in una più vasta strategia: le banche che lo affronteranno in modo proattivo potranno acquisire vantaggi competitivi.

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