Ue: l’Italia in ritardo sulla normativa per Tlc e Internet

Sei mesi di ritardo nel recepire le norme che garantiscono ai consumatori Ue nuovi diritti in materia di telefonia fissa, servizi mobili e accesso a internet. L’Italia tra i sedici ritardatari.

La Commissione europea ha inviato una comunicazione scritta a 16 Stati membri, fra cui il nostro, che sei mesi dopo il termine previsto (era il 25 maggio 2011) non hanno ancora pienamente recepito nel diritto interno la nuova normativa unionale in materia di telecomunicazioni.

La Commissione rileva che l'attuazione parziale di tale normativa limita i diritti dei consumatori.
Le norme in oggetto, infatti, garantiscono ai consumatori Ue nuovi diritti in materia di telefonia fissa, servizi mobili e accesso a internet, come il diritto di cambiare operatore telefonico in un giorno con piena number portability e il diritto di ottenere informazioni chiare sulle pratiche di gestione del traffico dati utilizzate dai fornitori di servizi Internet.

Le nuove puntano a dare anche una migliore protezione della vita privata e dei dati personali online.
La Commissione ha inviato le proprie richieste in forma di "parere motivato".
Gli Stati membri che omettano di recepire integralmente la nuova normativa rischiano di essere deferiti alla Corte di giustizia dell'Unione europea e di vedersi comminare sanzioni pecuniarie.

Oltre all’Italia sono inottemperanti Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovenia, Spagna e Ungheria. Già a luglio la Commissione aveva scritto a 20 Stati membri chiedendo ulteriori informazioni sul processo di attuazione.
Nel frattempo, Lettonia, Lituania, Lussemburgo e Repubblica slovacca hanno comunicato alla Commissione di aver attuato pienamente la normativa in parola.

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