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Tante ma gratis: le app piacciono così

Analisi

Tante ma gratis: le app piacciono così

Uno studio di Gartner analizza la crescita delle app per il mondo mobile. L'in-app guadagna consensi.

mtdm

11 Settembre 2012

Le Apps piacciono, non c’è dubbio.
Ma se sono gratis piacciono di più.
È questa la inevitabile conclusione che si trae leggendo un’analisi presentata in questi giorni da Gartner, proprio inerente il mondo delle Apps per il mobile.

Secondo la società di analisi, infatti, entro la fine dell’anno i download complessivi, dai diversi store aperti nel mondo, supereranno i 45,6 miliardi. Ma oltre 40 miliardi di questi download riguarderanno applicazioni gratuite, lasciando una quota residuale molto più esigua, se pure importante (5 miliardi) all’universo delle applicazioni a pagamento.
E se si scende ancora più nel dettaglio, si scopre che di quei 5 miliardi di applicazioni acquistate, il 90 per cento hanno un costo inferiore ai 3 dollari.
Gratis, oppure low cost, è evidentemente la scelta degli utenti finali, che, addirittura, sembra farsi più marcata con il passare degli anni.

Solo lo scorso anno, infatti, dei 24,9 miliardi di download, l’88,4% era nell’ambito delle applicazioni gratuite.
Quest’anno si è passati all’89%, mentre già il prossimo anno, con una proiezione di quasi 81,5 miliardi di “scaricamenti”, solo il 10% avrà come oggetto applicazioni a pagamento.
Entro il 2016, sempre secondo Gartner, il totale dei dowload si avvicinerà ai 310 miliardi, con un’incidenza del gratuito sul totale nell’ordine del 93%.
E di quel 7 per cento residuale, il 96% comprenderà applicazioni con un prezzo compreso tra i 99 centesimi e i 2,99 dollari.

Per quanto riguarda invece la penetrazione del mercato, all’estrema parcellizzazione degli store, fa naturalmente da contraltare l’altrettanto estrema concentrazione delle piattaforme.
Nella fotografia di Gartner emerge come gli store stiano diventando appannaggio di un numero sempre più grande, e soprattutto eterogeneo di soggetti: dai titolari di piattaforme ai produttori di dispositivi, dalle terze parti agli operatori.
Inevitabilmente, tuttavia, la partita si giocherà tra Apple, che copre da sola il 25% del mercato disponibile, Google e Microsoft. Tutte e tre dispongono di store propri, cui si aggiungono quelli delle terze parti.
Una menzione particolare viene dedicata ad Amazon, che unisce brand, presenza globale e buona selezione di contenuti di qualità, mentre di Facebook Gartner sottolinea la capacità di sfruttare la pervasività tipica del social network per spingere anche il segmento del gaming.
Per molti operatori, in ogni caso, l’App Store è uno strumento utile per migliorare relazioni e fidelizzazione del cliente e questo, anche in futuro, si tradurrà in una proliferazione di nuovi player.

Complessivamente, va detto, il segmento che mostra i tassi di crescita più interessanti e dinamici è quello del cosiddetto acquisto in-app, che consente a utenti anche casuali di una applicazione di acquistarla, dopo averne effettivamente testato funzionalità e caratteristiche. Rispetto al modello del pagamento anticipato, l’in-app aiuta nel mantenere alti i livelli di soddisfazione dell’utente, incrementando anche le possibilità di riacquisto o di aggiornamenti o di nuove applicazioni.
In termini unitari, le vendite in-app sono destinate a passare dal 5% del 2011 al 30 per cento del 2016, mentre in termini di generazione di fatturato, la percentuale crescerà dal 10 al 41 per cento.

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